Books in the Casba (la libreria che Fabio Marabotto e Marco Mazzola hanno aperto due anni fa in via Prè, n.d.r.), tempo fa lanciò un urlo sulla questione del verde in città, allestendo una vetrina in occasione dell'Earth Day. Mentelocale.it pubblicò la nostra foto, che ora vi rimandiamo (vedi immagine in alto).
W il Guerrilla Gardening!
Proporrei anche un sondaggio-inchiesta su come vengono potati gli alberi a Genova: un vero scandalo!
Fabio Marabotto
Segnalo il caso penoso di salita della Misericordia (da via San Vincenzo), chiusa da anni. Uno straordinario angolo di campagna , una incredibile creuzetta in centro città, tra muri di pietra, piante e cespugli... una strada che io facevo ammirare (quando era aperta) ai miei amici forestieri. Per salire poi verso l'Acquasola, altro polmone a rischio...
Grazie, bella iniziativa
Marco Vimercati
Il problema maggiore di questi giorni è la chiusura di mezza Acquasola, transennata per costruire un silos che la rovinerebbe. I frequentatori avevano riarredato le aiole dell'ex laghetto dei cigni, ora anche quelle sono out.
Mercoledì 22 luglio 2009, a partire dalle 17, festa al MezzoParco. Utile la partecipazione per sottolineare l'affezione alle nostre scarse aree verdi. Gradito anche il finanziamento per spese legali.
Inoltre è brutto vedere che le aiuole di viale Bottaro (sotto via Bertani) sono affidate ad un comitato di abitanti, ma non vengono coltivate. Il Comune aveva anche predisposto l'irrigazione a goccia, ma non è stata allacciata l'acqua... abituali assurdità nostrane.
Laura Tamiro
Ciao redazione,
sono una nonna, ho 70 anni e vi seguo da tempo con piacere. Il vostro giornale mi è utile e le sue notizie minuziose sono molto preziose anche per i miei nipotini, almeno so dove portarli: ne ho 5, che variano dai 5 anni (la più grande) per finire a quella di 1 anno: ho proprio da stare allegra.
Io abito a San Martino e porto i miei bambini in quei luridi giardini di piazza Remondini, dove vi sono vasi vuoti ma il verde non si sa che cosa è: le poche aiuole sono dimenticate da Dio. Purtroppo non c'è altro in zona e, credetemi, quei giardini sono sempre pieni di bambini.
Oltre al verde manca la pulizia: ho sollecitato, ma per due giorni tutto bene, poi si ricomincia. Esiste un parcheggio interrato dove dovevano fare dei giardini, ma nulla di fatto. Questa è la realtà di San Martino.
Grazie per l'opportunità che mi avete dato.
Alba Morsilli
Buonasera, finalmente il Guerrilla Gardening è arrivato anche a Genova. Avevo letto che in altre città esistevano questi prodi Guerriglieri: c'è un gran lavoro da fare!
Allora cominciamo con le aiuole tra via Bertani e corso Magenta: sono incolte, gialle, piene di erbacce e purtroppo gabinetti dei cani e piene di piccioni, che ci regalano qualche zecca. Quando passo e vedo alcuni vecchietti lì seduti mi dispiace tantissimo: potrebbero avere un bel posto dove trascorrere qualche ora, ma l'incuria è enorme.
Non vi dico l'aiuola di piazza Tommaseo: erba secca, gialla, piena di escrementi di cani, piume di piccioni, cartacce e vari rifiuti. Una grande tristezza. Un mese fa ero a New York, a Central Park: stupendo, fruibile a tutti. Molte persone stanno sdraiate sull'erba a fare picnic, a giocare, a dormire, a godersi un parco meraviglioso e tenuto stupendamente.
Grazie e spero di avere altre buone notizie riguardo ai Guerilla Gardeners.
Chiara Bet
Vi segnalo che, nel generale squallore in cui vengono lasciate le aiuole di corso Torino (che ormai diventano anche luogo di posteggio abusivo, spesso tacitamente tollerato alla faccia delle zone blu), di fronte al civ. 17 una signora ha recuperato e piantumato con piante fiorite un pezzo di aiola.
Noto che in varie zone (Carignano, ma anche nel Ponente) il Comune mette piante nuove. Invece in corso Torino e via Casaregis anche questo inverno hanno solo tagliato platani definiti malati: mai che ne mettano di nuovi (eppure non sono costosi, come ben so io che in questi anni ho piantato centinaia di acacie e castagni in quel di Arquata). Alle mie lettere e mail il Comune non ha mai risposto.
Cordiali saluti,
Alessandro Bertolotto