Le aiuole con il cartello di ringraziamento per la presa in manutenzione di privati o aziende, in città sono molte e stanno crescendo, ma serve un più attento controllo. Nelle aiuole di via Corsica ci sono molti cartelli, ma l'immagine che trasmettono le aiuole non è buona.
Le aiuole che delimitano in controviali di via Corsica sono lunghe e strette. Il riordino del selciato è stato fatto nel 1997, e solo da poco tempo hanno rivisto un po' di verde. Prima erano un terreno incolto e utile a raccogliere gli escrementi dei cani della zona. Con le delibere del Municipio del Centro Est, che prevede la possibilità per i privati e le aziende di prendersi cura degli spazi verdi intorno, ovvero di adottare una aiuola, ecco che un po' di verde è comparso.
L'opera di guerrilla gardening in questo caso era coordinata da soggetti precisi. Ma c'è qualcosa che non funziona. Guardando lo stato in cui versano ora le aiuole ci sarebbe bisogno di un intervento di guerrilla vera: quelle aiuole sono diventate un intricato fiorire di cespugli pieni di spazzatura con piante secche e bisognose di un intervento immediato di cura.
Un esempio? Le aiuole di via Corsica, davanti al Bentley (l'unico albergo a 5 stelle della città), recano una targa in cui il Comune di Genova ringrazia l'hotel medesimo per la manutenzione delle aiuole in prossimità dell'ingresso.
Guardando lo stato in cui si trovano si capisce che la manutenzione non è mai stata fatta, e poi una brutta rete di plastica, simile a quelle che delimitano i cantieri edili, le attraversa. Ho chiesto alla reception dell'albergo la ragione di quel brutto biglietto da visita, ma l'addetto mi ha detto che a lui non risultava che l'albergo avesse dei giardinieri per fare quella manutenzione. In questo caso cosa potrebbe succedere se non un altro intervento da giardinieri guerriglieri? Qualcuno eliminerà la rete di plastica e bagnerà le piante dopo averle potate un po'? Stessa situazione l'ho vita davanti al RINA, il Registro Navale.
Ancora nel quartiere di Carignano, nei pressi di piazza Alessi, c'è una aiuola che sembra messa agli arresti: cintata da una rete esagerata per proteggerla dai cani, in quel piccolo spazio c'è una pianta di pitosforo nano che sembra chiedere, oltre all'acqua, anche un aiuto a fuggire.
Un cartello ringrazia un gruppo di cittadini volontari che hanno preso in cura quell'aiuola... saranno per caso dei secondini? Sarebbe bello che ci fosse, anche in questo caso, un intervento per coordinare l'estetica. Non si possono avere in un tratto di strada che ha lo stesso disegno di aiuole, diverse sistemazione a piacere. Mi sa che un intervento di guerrilla gardening avrebbe fatto meglio.
L'inchiesta continua...