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Adriana Albini: «sto con Bersani»

 
La scienziata genovese sostiene la candidatura dell'ex Ministro a leader del PD. Per la segreteria ligure corre Lorenzo Basso. Il dibattito in vista del congresso di ottobre
 
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Genova, 23 luglio 2009
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di
Adriana
Albini
   
Pierluigi Bersani

Sono una ricercatrice, mi occupo di medicina molecolare e oncologia da molti anni, all'estero e in Italia, a Genova e ora a Sesto San Giovanni e Milano. Dai tempi dell'Università ho considerato che fosse un mio dovere sociale non rinchiudermi in un laboratorio tra provette e cellule, ma di partecipare attivamente alla politica come parte della mia vita e di responsabilità di studentessa e poi di professionista e dirigente. Per un ricercatore la parola più importante è innovazione,  sia in tecnologia che in politica. Per questo mi sono sentita coinvolta passo dopo passo nella costruzione di una realtà importante e innovativa, come quella del Partito Democratico.

Nel mio processo di crescita e partecipazione al PD, partendo dalla Liguria e vivendone la nascita a Sesto San Giovanni, saluto con grande entusiasmo l'avvicinarsi del congresso, e la candidatura a segretario di Pier Luigi Bersani.

Sostengo Bersani nel pieno rispetto delle altre candidature e con grande stima. Queste primarie non devono infatti rappresentare una mera competizione per la conquista di una segreteria nazionale, ma l'occasione attesa di partecipazione, e pluralità, e soprattutto programmi, idee e progettualità.

Molti di noi della "società civile", persone che lavorano in professioni e campi diversi per contribuire al progresso e al benessere del nostro Paese, senza essere amministratori o politici a tempo pieno, riconosciamo in Pier Luigi Bersani un forte contributo al miglioramento del mondo del lavoro e dell'industria, ministro dell'Industria con Romano Prodi, ministro dei Trasporti dal 1999 al 2001, eletto parlamentare europeo nel 2004 e ministro dello Sviluppo Economico dal 2006 al 2008, Pier Luigi Bersani ha una grande esperienza, unita a una grande umanità, e non si è mai sottratto al confronto e al dibattito, mettendosi sempre in gioco.

Nella scienza la pubblicazione, la scoperta, vengono messe al vaglio della società, così in politica le scelte sono determinanti.
Personalmente, come molti colleghi nel mio campo, ho dedicato lunghe ore al laboratorio e al microscopio, con sacrifici, soggiorni all'estero, una lunga strada di umile servizio alla scienza prima di arrivare a posti di responsabilità. Credo di dover essere allo stesso modo al servizio della democrazia e del partito a cui appartengo, scegliendo un leader che rappresenti le mie idee.

In laboratorio ho molti giovani con me, da sempre ho "allevato" generazioni di ricercatori e desidero che anche loro possano realizzare una vita completa: professione, tempo libero e famiglia. Vorrei che si sostenessero lavoro e welfare in modo concreto, fattivo, il modo in cui Pier Luigi Bersani ha saputo lavorare.
Sono anche una donna, e credo che il tema della parità debba essere affrontato in modo politico e democratico, non "velinistico". Sono tempi in cui la donna diventa sempre più oggetto e sempre meno protagonista, «Dobbiamo occuparci di più della progressione del lavoro delle donne, ampiamente discriminate», ha dichiarato con convinzione Bersani. 

Nel PD ci siamo incontrati tra persone che provenivano da esperienze diverse, portando dietro il bagaglio del passato, e pronte ad aprire al futuro. Tutte e due queste "condizioni temporali" hanno il loro valore e non devono prestarsi a slogan. Il vecchio e il nuovo contrassegnano il nostro percorso e ci arricchiscono.
In Liguria Lorenzo Basso, di cui ho grande stima, si candida alla segreteria regionale. La nuova classe dirigente del PD, per Bersani.

«Se non prenderemo in mano noi stessi, autonomamente e responsabilmente il nostro destino, se ci faremo prendere la mano da una discussione confusa e tutta mediatica, se ci attarderemo a discutere su categorie inafferrabili, su chi è democratico doc e chi no, sul nuovo e sul vecchio, sul vecchio e sul giovane, su chi deve star dentro e chi deve andare fuori, su chi ha la cravatta e chi no, io credo che gli italiani, giustamente, rivolgeranno lo sguardo altrove», ha detto Bersani nell'intervento del primo luglio 2009 ai giovani amministratori, con cui ha aperto la campagna congressuale.

Vedo il congresso di ottobre 2009 come lo strumento per far crescere e fortificare il partito; ho carissimi amici che sostengono a livello nazionale leader diversi e con loro voglio continuare a sentirmi unita, in una grande forza democratica.
Non dobbiamo temere le primarie, vere primarie con due candidati di valore, che rafforzeranno un partito che, non dimentichiamo, ha perso 4 milioni di consensi, nonostante il paese sia di forte matrice democratica.  

Come ricercatrice, auspico da Pier Luigi Bersani l'impegno, già dimostrato in passato, a difendere la ricerca scientifica, la tecnologia, la sanità che pur subendo continui tagli è in Italia tra le migliori del mondo, regole e tutele per il lavoro flessibile, la possibilità per i più giovani di realizzarsi professionalmente.
Pier Luigi Bersani in qualità di il ministro dello Sviluppo Economico aveva firmato il bando del Progetto di innovazione industriale, Nuove tecnologie per il made in Italy.

Ci si potrà chiedere perché una "scienziata" non abbia scelto di sostenere Marino. Stimo Ignazio, è una persona eccezionale, come chirurgo e come senatore, però sono convinta che per guidare un partito come il PD si debba avere un profilo politico e amministrativo a tutto tondo, che possa guidare il partito sui temi più diversi, non solo quelli di etica e questione morale. Ho sempre ammirato il modo di lavorare di Pier Luigi Bersani e penso che sarà un grande segretario, che ci porterà ad essere un partito di governo.
Magari con alleati forti e leali, perché no. Non sempre si deve camminare da soli. 

 
 
 
 
 
 
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