Il parco dell'Acquasola è una zona verde importante del centro città, ma allo stato attuale avrebbe bisogno di molti interventi di cura e manutenzione, se non di un vero e proprio restyling. Ricordo questo parco quando aveva il laghetto con i pesci rossi e i cigni (uno bianco e uno nero) che incantavano. Ricordo le aiuole fiorite e in alcune serate poteva capitare di ascoltare dei concerti, ancora prima delle famose serate estive inventate dall'allora assessore alla Cultura, Edoardo Guglielmino, per allietare i mesi caldi in città. Ora c'è solo il vociare dei bambini nello spazio attrezzato con i giochi. Il resto solo melanconia, a causa del cantiere che trasformerà il sottosuolo in un grandissimo parcheggio.
Che non sia la volta buona per avere un parco più bello? Chissà. Per il momento c'è la difesa passiva ad oltranza dei grandi e maestosi tigli da parte degli ambientalisti, ma per il resto nessuno si è mai preoccupato di migliorarne l'aspetto. Nessuno all'Acquasola fa e ha fatto mai guerrilla gardening.
Il parco dell'Acquasola è anche la parte terminale di una lunga passeggiata che parte dalle Mura delle Cappuccine, attraversa le Mura del Prato, le Mura di Santa Chiara, corso Podestà, il ponte Monumentale, ed è vicino ad una delle piazze più scenografiche d'Italia: piazza Corvetto.
La passeggiata che si snoda sulle mura del '700 è da considerarsi un piccolo Pincio genovese. Ricca di piante e aiuole offre un panorama sulla città ottocentesca e moderna davvero bello, con diversi punti di vista sui grattacieli di Corte Lambruschini e sulle grandi cupole di Santa Zita e Santa Fede. Proprio all'inizio, dove ci sono le Mura delle Cappuccine, ecco il belvedere che si affaccia su piazza della Vittoria e le aiuole delle Caravelle che abbelliscono la scalinata del Milite Ignoto. Da questo punto di osservazione, oltre al panorama della città che sale sulle colline prospicienti, si possono ammirare i forti genovesi sullo skyline dei monti, da forte Sperone fino al forte Richelieu è un susseguirsi di torri. Il più imponente di tutti è Forte Ratti.
Sul belvedere fino a qualche tempo fa arrivavano i pullman turistici, ora che ci sono le 'zone azzurre' non si fermano più a passarci, perché non hanno lo spazio di manovra. Un vero peccato. Ma forse è meglio così, visto il degrado che ora versa questo tratto di passeggiata: le aiuole non esistono quasi più, le piastrelle sono rotte o divelte e la pulizia lascia molto a desiderare.
Le mura del Prato che anticipano quelle di Mura Santa Chiara sono conosciute come le mura dei capperi, che fioriscono da giugno a luglio. Affacciandosi alla ringhiera che dà su via Banderali se ne possono vedere numerose piante che crescono spontanee tra le pietre delle mura. Davanti al Pronto Soccorso dell'Ospedale Galliera e un po' prima delle mura di Santa Chiara, c'è una sorpresa: un'aiuola spartitraffico adottata dall'Asef, l'azienda funebre che ha sede in via Frugoni, curata e coltivata con gusto. Sarebbe bello che adottassero anche quelle delle Mura di Santa Chiara da cui parte l'alberatura che accompagna tutta la passeggiata fino all'Acquasola; le aiuole che contengono gli alberi bagolari in questo tratto di strada sono veramente piccole. Qualcosa di più consistente si trova lungo corso Podestà, appena superata piazza Alessi, che da pochi anni è contrassegnata da una rotonda spartitraffico che è fiorita e reca al centro una bella pianta di ulivo. Questa aiuola spartitraffico è stata adottata dal vicino supermercato Conad, e bisogna dire che è ben tenuta. Un'altra nota buona in un mare di degrado. Corso Podestà ha una bella alberatura con l'intercalare di palme e pini marittimi, però guardando in basso troviamo le aiuole più buffe della città: invece che fiori qui crescono tubi colorati. Posati in quelle aiuole chissà per quali motivi, forse per passarci cavi elettrici per l'illuminazione, sono lì da anni a decorare le aiuole spoglie e sporche. E li vedono anche i turisti che regolarmente passano da corso Podestà con il trenino, per far ammirare uno dei più bei panorami della città.
Attraversato il Ponte Monumentale ecco arrivare il Parco dell'Acquasola ed entrandoci si comprende subito che qualcosa incombe: è il cantiere cui mentelocale ha dato notizia e parlato diffusamente.
La guerrilla gardening continua.