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Guerrilla Gardening: Villa Croce

 
Quinta puntata dell'inchiesta. Giorgio Boratto ci parla del parco di Carignano, sede del museo d'arte contemporanea
 
eventi
Tre settimane fa è partita la nostra inchiesta sulle aree verdi e sulle iniziative per preservare i polmoni delle città. Abbiamo parlato anche della sentenza del Tar che dà il via libera ai cantieri per la costruzione di un parcheggio nel parco dell'Acquasola, in cui sono a rischio una trentina di alberi secolari.
Poi Giorgio Boratto ci ha parlato dell'attività di guerrilla gardening e ci ha raccontato lo stato in cui versano le aiuole di Carignano, le mura delle Cappuccine e Villa Gruber. I 'guerriglieri dell'aiuola' non fanno azioni violente, semplicemente si prendono cura degli spazi abbandonati o pieni di spazzatura e gli ridanno vita, piantando fiori e piante.

Abbiamo chiesto alla community di mentelocale.it di segnalarci gli spazi verdi incolti o degradati, oppure di descrivere i luoghi che sono stati risanati da privati cittadini: in molti ci hanno mandato il loro contributo e hanno fotografato per noi alcune zone della città.

Continuate a inviarci le vostre segnalazioni, a scriverci le vostre opinioni o a mandarci foto o video all'indirizzo redazione@mentelocale.it.
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Genova, 05 agosto 2009
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di Giorgio Boratto
   
Villa Croce

Come Villa Gruber è il parco di Castelletto, così Villa Croce è il parco di Carignano. Affacciato sul mare, sovrastante corso Aurelio Saffi, Villa Croce è oggi conosciuta come sede del Museo d'Arte Contemporanea di Genova.

Il parco di Villa Croce, come il suo splendido edificio ottocentesco di impronta neoclassica, è stato donato al Comune dalla famiglia Croce nel 1951 perché fosse trasformato in un museo. Inaugurato finalmente nel 1985, questo museo vanta oltre 3000 opere significative dell'arte contemporanea, soprattutto di artisti italiani e stranieri di spicco come Fontana, Licini, Munani, Soldati, Arp, Delaunay, Mansouroff. Tra le collezioni permanenti del Museo si ricorda la raccolta di Maria Cernuschi Ghiringheli (primo nucleo patrimoniale di Villa Croce). È inoltre presente una vasta documentazione sul lavoro degli artisti genovesi e liguri del Secondo Novecento, ed un significativo nucleo di opere grafiche di artisti come Borella, D'Ottavi, Mesciulam, Caminati, Allosia. Al piano terra, decorato a tempera nel tipico gusto eclettico di fine '800, si trovano i servizi di accoglienza al pubblico: reception, bookshop, sala conferenze e la Biblioteca specializzata.

Ma noi stiamo facendo un'inchiesta sullo stato del verde in città. L'entrata segnalata per il museo è via Ruffini 3, questo ingresso è la via più breve per raggiungere sia l'edificio del Museo che la zona giochi dei bimbi, la parte della villa più frequentata e attrezzata. Il verde delle aiuole, come lo stato degli alberi, ha molto in comune con Villa Gruber: molta sporcizia, con zone abbandonate e incolte. Molti frequentatori ricordano quando, diversi anni fa, il prato antistante l'ingresso del Museo era un bellissimo roseto i cui fiori servivano ad omaggiare gli ospiti del Comune di Genova. Quel prato, dismesso il roseto, era diventato l'arena per il cinema estivo; ma ahimé, eliminato anche quello, ora è una zona desolata. Sul fronte a mare della Villa Croce, dove si gode una vista sul porto e sulla Fiera del Mare, su cui spicca su tutto il tetto azzurro del nuovo padiglione firmato dall'architetto Jean Nouvel, c'è un altro prato dove può capitare, come è successo a me, di vedere degli sposi fare le foto di rito. Luogo molto scenografico, il lato a mare ha, come simbolo del degrado, una scala chiusa da una ringhiera. La scala inagibile da molti anni è un ricettacolo di immondizia, ed è un peccato poiché condurrebbe ad un bel loggiato.

Tra le aiuole incolte e sporche ogni tanto appaiono delle sculture d'arte contemporanea: strutture in ferro sagomato dalle forme geometriche. Segnali di una volontà utile a richiamare visitatori, turisti e curiosi in un luogo che potrebbe essere un bel biglietto da visita, per la sua posizione facilmente raggiungibile dal centro città.

In questi giorni ho ricevuto in copia una petizione, consegnata all'assessore Roberta Morgano, firmata da Federia Alloise, Bianca Nobile e Luigi Razeto - frequentatori della villa - che lamentano l'intervento eccessivo di potatura e taglio di alberi che riducono in modo indiscriminato la vegetazione esistente. L'amministrazione non ha ancora risposto e si spera che questa drastica iniziativa sia inserita in un piano più ampio di pulizia e recupero delle alberature. Il silenzio in questo caso non prelude a niente di buono.

Per i parchi la guerrilla gardening che potrebbero fare i cittadini risulterebbe piccola cosa: per riportare a splendore queste belle dimore genovesi occorrerebbe un vero esercito di tecnici e giardinieri. Ma in Austria, Svizzera, Germania, Francia, Slovenia ecc. come fanno ad avere quei meravigliosi parchi puliti e ordinati?

 
 
 
 
 
 
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