Buongiorno,
in merito alla vostra inchiesta sugli spazi verdi vi invito a visionare lo stato di degrado dei giardini Tito Rosina (fra salita Carbonara e corso Carbonara). Qui i cani, anche di indole mordace (come si direbbe in gergo comunale) girano liberamente talvolta seminando il panico fra i bambini, e le deiezioni canine la fanno da padrone. Ovviamente, mai visto in zona un vigile urbano o un titolato ad elevare contravvenzioni, nonostante plurime segnalazioni. I cartelli di divieto sono stati da anni cancellati da scritte e/o adesivi e il Comune non ha nemmeno fatto il gesto di ripristinarli.
Peccato, sarebbe un'oasi di pace per i meno fortunati che dovranno trascorrere l'estate in città, considerata l'età media della popolazione che in quel rione è piuttosto alta.
A disposizione per ogni eventuale ragguaglio.
Saluti alla redazione.
Alessandro Benna
«Abbiamo la capacità di distruggere senza quella di saper creare», e ancora: «Italo Calvino scriveva che quando si saliva sopra Sanremo si passava sotto un tunnel di foglie; ora non c'è più niente, hanno distrutto tutto. Pensate cosa vuole dire distruggere migliaia di pini, vuol dire distruggere una vita perché non muoiono solo i pini ma tutto il ciclo vitale che vi è connesso».
Queste parole Libereso Guglielmi, che sono andato a trovare nel suo magnifico giardino, me
le ha ripetute, aggiungendo, riguardo ai pini in via Padre Semeria a Sanremo, che alcuni vorrebbero abbatterli tutti per mettere palme: ci sono molti sistemi per ridurre il danno delle radici, vedi Pesi Nord Europa: e poi se il Comune vuole incaricare un Dendrologo (esperto botanico che studia gli alberi, sia dal punto di vista sistematico che ecologico) che senza pressioni politiche o di parte suggerisca la soluzione migliore con cognizione di causa. Prima di tagliare tutti i pini, dice Libereso, sarebbe possibile intervenire in via Padre Semeria salvaguardando il maggior numero di pini possibili, sacrificando solo quei pochi esemplari che si sono ormai troppo pericolosamente inclinati sulla carreggiata o impediscono il passaggio sui marciapiedi.
Concludo col mio verde parere: tra le priorità di chi come me ama la sua città e il suo unico ambiente c'è anche la difesa dei pini di via Padre Semeria (e non solo, vedi Armea). 229 alberi, molti perfettamente sani, che costituiscono una flora di tipo locale verrebbero tagliati a favore di piante tropicali che non fanno parte del nostro naturale paesaggio ligure.
W la guerriglia verde.
Claudio Covini
Ciao,
complimenti anzitutto per la vostra iniziativa, speriamo riusciate ad ottenere quello che noi comuni cittadini in troppi abbiamo rinunciato a desiderare.
Mi ricollego al bell'articolo sull'Acquasola, perché anche io (nata in piazza Marsala, a due passi da piazza Corvetto) ricordo quando da bambina giocavo proprio lì e c'erano i cigni: che meraviglia. Ora il degrado e la sporcizia sono ad un livello intollerabile, e ce ne vuole coraggio per portarci i propri bambini. Vi scrivo per segnalarvi un'altra situazione alquanto disperata: Villetta Di Negro, che da anni ormai è in stato di semi abbandono. E pensare che potrebbe essere un vero gioiello, meta per i turisti ma anche per i genovesi soprattutto d'estate, dal momento che è uno spazio fresco e ombroso. Non ho da inviarvi fotografie e me ne scuso, ma ad essere sincera l'idea di avventurarmi da sola mi spaventa un po' (soprattutto nelle ore serali) e quindi devo chiedere a mio marito se è disposto ad accompagnarmi magari una domenica. Vi invito pertanto ad andare a vedere con i vostri occhi, chissà che voi non riusciate a farne uno dei parchi più belli della città.
Grazie
Cordiali saluti
Sara Valentina Putrino
Carissimi, vi ringrazio di rendermi partecipe della vostra iniziativa. Volevo solo segnalarvi, se non l'hanno già fatto, la zona del Lagaccio dove io vivo. Per mantenerla un po' più decente basterebbe una sola presenza (vigile, poliziotto o carabiniere): la sera ci sono alcuni proprietari di cani che se ne fregano del prossimo, con conseguenze che potete ben immaginare.
Grazie e buon lavoro.
Enzo Dente
Andate a vedere il Parco Giovanni Calcagno al Peralto e invitate le autorità a prendere qualche decisione per migliorarlo un poco: è per i bambini non per i cani. Chi porta gli animali lascia fare loro di tutto e abbandona tutto per terra, inoltre i giochi sarebbero da migliorare, e non parliamo poi dell'incuria del verde, che purtroppo piano piano non ce n'è più.
Salutoni
Aldo
Gentile redazione,
invio alcune foto emblematiche della disastrosa situazione 'verde' a Genova (vedi sotto). Da piazza della Vittoria a piazza del Principe, per non parlare del ponente, la città è assediata da bruttissimi persuasori che vengono posizionati là dove starebbero bene delle aiuole. Idem per le rotonde.
Provocatoriamente Berlusconi, che personalmente non amo, prima del G8 del 2001 disse che Genova ha una manutenzione da città del terzo mondo. Beh, è stato lungimirante.
Cordialità.
Antonio