Richard Rogers, 76 anni, passa il mese d'agosto in Toscana per riposarsi. Rogers non è uno dei tanti pensionati benestanti d'oltremanica, ma uno dei più qualificati e arzilli architetti inglesi che, assieme al suo gruppo di lavoro, sta ripensando a nuovi modi di concepire le città in modo diverso e sostenibile.
Prima di approdare in Toscana, si ritrova spesso a passeggiare tra i nuovi quartieri di Barcellona, Berlino, Lisbona, New York, Seul progettati con il suo team, con sempre maggiore attenzione alle dinamiche di sviluppo sostenibile delle città contemporanee.
La sua nuova visione di città, prevede l'eliminazione delle auto e dei parcheggi dai centri abitati, in cambio di un uso intensivo di mezzi pubblici di trasporto.
A chi gli chiede il perché di tanto accanimento contro i parcheggi risponde «Per carità! Un'altra follia, sopratutto italiana, questa dei parcheggi sotterranei nei centri storici! Così si continua a inquinare, a congestionare la viabilità, si rallenta la velocità dei mezzi pubblici. A Genova, per esempio, so che Renzo Piano ha provato ad opporsi. Pensi che a Londra, negli ultimi 40 anni, non abbiamo autorizzato la costruzione di un solo parcheggio».
E Renzo Piano a Genova ha realmente provato ad opporsi alla costruzione di nuovi parcheggi, ma senza risultati, almeno per ora, di rilievo.
È di questi giorni la ripresa dei lavori per il completamento del parcheggio sotterraneo dell'Acquasola, nel centro città. Un progetto sbagliato non solo perché corrompe i delicati e consolidati equilibri architettonici del polmone verde più importante del centro urbano, ma perché aumenta la presenza di auto in città anziché respingerle, nonostante a pochi metri sia stato realizzato di recente un altro parcheggio sotterraneo fatto di archetti, colonne e panchine in sostituzione di una sapiente e verde collina di raccordo tra due livelli di città.
Le seduzione per auto e automobilisti non mancheranno di aumentare in futuro; il progetto di Ponte Parodi, pronto tra pochi anni, desta non poche preoccupazione per viabilità e smog.
Il previsto terminal traghetti con centro commerciale e sportivo e tutte le attività annesse e connesse, convoglieranno verso l'edificio progettato dall'olandese Ben Van Berkel, una quantità di auto talmente elevata, da non poter essere del tutto smaltita neanche dal potente parcheggio sotterraneo. La sopraelevata, nella quale sarà realizzata un'uscita specifica in corrispondenza del grande edificio, subirà congestioni tali che si ripercuoteranno fin sull'autostrada, per non parlare della sottostante via Gramsci e del Co2 sparso a piene marmitte su tutto il fonte mare.
L'angoscia dell'invasione urbana da parte di auto rombanti non si placa nel vedere pubblicato su un giornale cittadino, al posto delle carceri, il progetto di un grande parcheggio a servizio dell'attuale stadio.
Così come è stupefacente che nessuno abbia obbiettato alcunché, di fronte al mega parcheggio pensato a ridosso del nuovo stadio proposto da Garrone, talmente grande da apparire più grande dello stadio medesimo.
A pensare a un ipotetico esodo di fine partita nel nuovo stadio di Sestri Ponente, con i tifosi della squadra cittadina che torneranno in auto alle loro case, ai tifosi ospiti che imboccheranno l'autostrada assieme quelli che usciranno dal centro commerciale e dall'outlet in coda con quanti andranno nell'albergo prima di partire in aereo, il mega ingorgo di questi giorni sul nuovo passante di Mestre ci apparirà come un simpatico e goliardico ricordo del tempo che fu.