di Adriana Albini
Ho preso dallo scaffale la mia copia personale delle poesie di Edoardo, Il barista non ti saluta, e la rileggo pagina dopo pagina. Sono belle, come lo sono i suoi racconti. C’è un posto speciale dove tengo i libri scritti dagli amici, dalle persone a cui voglio bene, è come se questi affetti abitassero con me nella stanza e intessessero la sera un dialogo silenzioso con l’anima prima che essa s’addormenti insieme al corpo. Così ritrovo Edoardo a pochi metri da me.
La sua dedica è essa stessa un verso: “Ad Adriana, che dall’oncologia / giunge alla riva della poesia”, maggio 2007. Stamattina sulla riva della poesia sono giunti in tanti a porgere un saluto a Edoardo Guglielmino. Mi ero commossa leggendo i versi della sua raccolta, che mi aveva incantata, come ci incantava Edoardo quando parlava, di qualunque cosa parlasse. Così stamattina mi sono commossa ascoltando il figlio Andrea, meraviglioso amico, mormorare le strofe di una lirica cara al suo Papà. Commossa per il concludersi del percorso di un grande uomo, medico, scrittore, poeta, partigiano. Edoardo ha vissuto e ci ha consegnato in eredità un senso di bellezza, generosità, cultura, simpatia, empatia; un’esistenza bella, pura, talvolta dolorosa, e tanto amore.
La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s'è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.
(Fernando Pessoa)
di Giorgio Boratto
Sono passati pochi mesi dal compleanno degli 85 anni di Edoardo Guglelmino, e per l'occasione moltissimi amici si erano ritrovati a festeggiarlo con la riedizione di un libro, La biro del dottore contenente la raccolta dei suoi articoli pubblicati sul quotidiano Il Lavoro, nel 1968.
Fu una bella giornata di allegria e Edoardo apparve in grande forma. Non volle soffermarsi più di tanto in ricordi che i due relatori, Camillo Arcuri e Federico Buffoni, richiamavano elencando le sue doti di cultura scientifica e generale. Lo scorso anno un altro libro celebrava un altro compleanno, Il barista non ti saluta; quella volta si trattava di una raccolta di sue poesie. Poesie di quasi tutta una vita. Un altro aspetto che testimoniava il carattere poliedrico di Edoardo Guglielmino: un uomo ricco di interessi intellettuali e di umanità; un uomo generoso, sempre pronto ad ascoltare e consigliare chi gli si rivolgeva per i motivi più disparati.
Stamattina ho ricevuto la notizia della sua morte. Oggi 25 agosto 2009, Genova ha perso con Edoardo Guglielmino, un pezzo importante della sua storia: politica e umana. In occasione del suo ultimo libro scrissi: 'Possiamo ben dire che di uomini come Edoardo Guglielmino si è perso lo stampo'.
Ora lo ribadisco, uomini come 'Edo' che hanno attraversato la seconda guerra mondiale, la Resistenza, l'impegno politico a fianco delle classi deboli, l'insegnamento della cultura come prima arma di riscatto sociale e civile, non hanno più dimora fra di noi.
Ciao Edoardo, amico e compagno di tanti momenti felici ed esaltanti. Ciao 'medico della mala', medico di un tempo dove la speranza e il sorriso correvano con le persone nei tuoi carruggi. Ciao e ancora ciao. Sicuramente continuerai a vivere in noi, nella memoria di chi ti ha voluto bene. E siamo in tanti.
di Francesca Romana Capone
Mi faccio spazio in punta di piedi tra questi accorati ricordi di Edoardo io, una "foresta", che Genova ha in qualche modo adottato tre anni fa. Con Edoardo se ne va un pezzo di quella città che mi ha incantato e innamorato.
Il 16 novembre 2006, giorno del mio trentaduesimo compleanno, Edoardo ha presentato il mio libro. Di quel pomeriggio ricordo la sensazione del suo sguardo indagatore, quasi l'imbarazzo di sentirsi "spogliata" dai suoi occhi ironici e acuti. Aveva uno sguardo da seduttore, Edoardo. E forse la sua pratica medica, che delle donne gli aveva insegnato a conoscere le parti più segrete, gli accordava un privilegio sugli altri uomini. So solo che le sue osservazioni sul mio libro mi sono risuonate, e mi risuonano ancora, in testa come quelle di chi ha trovato la chiave.
Da pochi giorni ho finito di leggere La biro del dottore. E nella sua prosa lucida, nell'ironia fulminante, nello spirito etico e sociale, ho ritrovato quelle doti che mi hanno incantata nell'uomo e nello scrittore.
Ciao Edoardo. Per me resterai parte della città che mi ha accolto e che continua a chiamarmi. E sono felice di essere qui per poterti salutare, per stringermi ad Andrea, persona splendida e amico carissimo, assieme a tutti quelli che, come me, sentono di doverti qualcosa.
di Enrico Carrea
Oggi il gufo saggio è triste. Dopo non breve malattia, stamane sul presto, si è spento Edoardo Guglielmino.
Era il padre letterario del vostro gufo, sempre pronto ad andare dovunque per presentare i libri del vostro gufo saggio, ed ogni volta erano parole nuove ed interessanti, mai banali.
Mi ha voluto bene, ne sono certo, ed anch'io a lui. Con l'esagerazione dovuta all'affetto mi considerava un vero Poeta, di quelli con la 'P' maiuscola. Ci vedevamo spesso alle presentazioni di libri suoi e di altri e starlo a sentire era sempre un piacere.
Altri faranno necrologi più forbiti ed importanti, altri ricorderanno il suo impegno politico e culturale di tanti e tanti anni. A me basta ricordarlo per tutto l'affetto che in questi anni mi ha donato senza pretendere nulla in cambio.
Che tu possa riposare in pace, caro Edoardo, e, stanne pur certo, non ti dimenticherò.
di Marina Giardina
La vitalità e il paravento.
Quando qualche settimana fa sono passata a trovare in libreria Andrea raccontandomi di come stava suo padre mi ha detto una di quelle frasi che chissà, ti risuonano dentro per molti giorni dopo, forse perché ti chiariscono qualcosa di te. Mi ha detto "Se avessimo messo un paravento vicino al suo letto in ospedale tu non avresti mai immaginato che era li in attesa di un'operazione, avresti dovuto sentire come parlava, e soprattutto cosa diceva, se passo questa - diceva - arrivo a 90 anni. Mio padre ha una tale vitalità" . Con questa parola che è per me la mia personale missione ogni giorno, vita, resistenza, forza, passione, la saluto Sig. Guglielmino, adulatore colto, mi mancheranno un po' i suoi complimenti...
Marina
di Maria Luisa Gravina
Vorrei aggiungere qualche parola anche io, Maria Luisa Gravina, amica poetessa di Edoardo, una delle tante persone affascinate dal suo saper glissare con eleganza da una argomentazione ad un'altra sempre con competenza e con quel pizzico di umorismo che faceva meglio digerire anche certi mattoni. L'ho seguito per quello che ho potuto, è stato generoso anche con me ed altri amici poeti, di complimenti e parole di sostegno, con una bontà quasi paterna. Non si è mai risparmiato neppure per i meno conosciuti, elargendo belle parole e citazioni, mentre presentava anche piccoli libri.
Impossibile non ammirarlo, non averne profonda stima. Oltre ad un letterato, un caro amico. Rimpiango un uomo dai modi delicati, un pasionario del suo e del nostro tempo, un animo nobile, un gentiluomo della parola.
Grazie Edoardo per tutto!
di Claudia Priano
Per Edoardo Guglielmino
Questa mattina quando ho saputo che te n'eri andato ho pensato che fosse strano. È difficile che qualcuno come te possa andarsene per sempre e del tutto. A volte si dice "ha lasciato un vuoto". Ecco, per te non è così. Non lascerai alcun vuoto, sarebbe impossibile, incamminati tranquillo, perché in qualche modo resti, la tua assenza sarà una presenza importante tra noi per tutto quello che ci lasci. Penso che il senso della vita di un uomo o una donna sia quello di lasciare un segno, un ricordo, un insegnamento. Lo sapevi bene. Tu lasci Andrea, un figlio, un uomo eccezionale, che non si sentirà solo. E Carla e Chiara, con lui.
Ciao Edoardo, medico della mala e di tutti, che con tutti sapevi stare, e quanto ti piaceva la gente ...
Non dimenticheremo la tua vivace intelligenza, il tuo garbo, le parole, i sorrisi gentili e quella tua eleganza innata con quel pizzico di sobria e divertita vanità che ti rendevano affascinante.
Ciao e grazie,
Claudia