Dopo aver ricevuto la mail della lettrice Giovanna Rosso (guarda box a fianco), siamo andati a verificare le condizioni del parco di Villetta di Negro e degli immediati dintorni.
Villetta Di Negro è sopra piazza Corvetto e distante appena 300 metri da piazza De Ferrari. Nel progetto di Carlo Barbino doveva essere un tutt'uno con il parco dell'Acquasola. Con l'acquisizione da parte del Comune della proprietà avvenuta nel 1863, ha assunto un interessante aspetto urbano paesaggistico.
La prospettiva per chi arriva dall'Acquasola è stupenda: da qui si possono ammirare scorci suggestivi della città. Quando è in funzione la cascata, il parco che si inerpica su un rilievo che era un antico bastione militarizzato del '500, diventa una quinta fantastica. Realizzato nel 1802 dal marchese Gian Carlo Di Negro, con l'impegno di realizzare e sovvenzionare una scuola botanica, divenne poi sede della cattedra di botanica dell'Università di Genova.
Pochissimi conoscono l'intensa attività scientifica di alcuni genovesi diventati famosi in tutto il mondo: Durazzo, Dinegro, Viviani e Bertoloni.
Oggi di quegli antichi successi sopravvive solo qualche traccia: resistono alcuni cippi e qualche albero possente; ma attualmente nel parco di villetta Di Negro si respira un autunno perenne. I vialetti che salgono verso la sommità sono pieni di foglie secche cadute in chissà quale anno.
Passeggiando si incontrano numerosi busti di personaggi celebri, hanno sguardi severi e pare ci rimproverino per lo stato in cui è tenuta oggi la villa. Il busto di Felice Cavallotti reca la scritta: 'Con un colpo di spada non si uccide la storia'.
Peccato, perché un colpo di spada ci vorrebbe per tagliare l'albero secco che offende questo cippo alla memoria di un eroe e poeta. Il busto che si trova sulla spianata, dove sorge un gazebo e una fontana secca, è imbrattato dai graffitari. Un anticipo lo troviamo già nel sottopasso in cima a via Roma, che per chi vuol accedere a villetta Di Negro partendo da De Ferrari, è un passaggio obbligato.
In questo sottopasso parecchi anni fa gli alunni del liceo artistico Paul Klee decorarono i muri con alcuni bei disegni. Per parecchio tempo sono rimaste intatti, ora invece i grafittari hanno sporcato anche questi. Un altro punto in cui l'insensato imbrattamento graffittaro si è espresso senza pietà è nella parte esterna della villa, vicino all'entrata di salita delle Battistine: uno scempio. Il brutto richiama il brutto.
Comunque non mancano le belle sorprese, un laghetto con i pesci rossi e una tartaruga, una piccola terrazza belvedere fiorita e pulita vicino al museo. Infatti in cima c'è il Chiossone, il museo più importante per raccolte dell'Estremo Oriente in Europa, dopo Ca' Pesaro.
Una chicca per la città, peccato che non sia molto frequentato. Sul sito web del Comune di Genova si trova un richiamo al Chiossone, con una proposta di recupero, la pagina però è stata aggiornata nell'aprile del 2006. Perché le istituzioni non imparano a usare la rete? Per chi vuol fare una passeggiata virtuale in Villetta Di Negro c'è la possibilità di vedere un video su Youtube (vedi sopra).
Nella palazzina rustica, che si incontra salendo verso la cima del parco, fino a qualche tempo fa c'era la sede del servizio Giardini e Foreste del Comune di Genova. Lo scorso anno, per trovare fondi utili a programmare un recupero della villa e mantenerla contro il degrado, si era parlato di una entrata a pagamento, sul modello avviato a Villa Serra di Comago. L'assessore competente lo scorso anno era Roberta Morgano, oggi la giornalista Giuseppina Montanari, detta Pinuccia, che proviene dal Comune di Reggio Emilia, dove era assessore per l'Ambiente e il Verde.
Chiunque voglia farle una domanda sul verde in città, su come sono tenuti i parchi e i giardini, ci mandi una mail a redazione@mentelocale.it, che a settembre la intervisteremo per voi e con le vostre domande.