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Guerrilla Gardening: un reportage da Villetta Di Negro

 
Nel parco pochi alberi e foglie secche. E i graffitari hanno fatto il resto. Manda le tue domande all'assessora all'ambiente Montanari: la intervisteremo per voi
 
eventi
Alcune settimane fa è partita la nostra inchiesta sulle aree verdi e sulle iniziative per preservare i polmoni delle città. Abbiamo parlato anche della sentenza del Tar che dà il via libera ai cantieri per la costruzione di un parcheggio nel parco dell'Acquasola, a Genova, in cui sono a rischio una trentina di alberi secolari.
Poi Giorgio Boratto ci ha parlato dell'attività di guerrilla gardening e ci ha raccontato lo stato in cui versano le aiuole di Carignano, la passeggiata fra Mura delle Cappuccine e il Parco dell'Acquasola, Villa Gruber e Villa Croce. I 'guerriglieri dell'aiuola' non fanno azioni violente, semplicemente si prendono cura degli spazi abbandonati o pieni di spazzatura e gli ridanno vita, piantando fiori e piante.

Abbiamo chiesto alla community di mentelocale.it di segnalarci gli spazi verdi incolti o degradati, oppure di descrivere i luoghi che sono stati risanati da privati cittadini: in molti ci hanno mandato il loro contributo (leggi gli articoli 'Guerrilla Gardening: la vostra inchiesta sul verde in città', 'Guerrilla Gardening: la parola ai lettori' e 'Inchiesta sulle aree verdi: la parola ai lettori'.
Da Sanremo, Claudio Covini ha anche parlato del caso dei pini di via Padre Semeria, che alcuni vorrebbero abbattere per piantare le palme.
Nella chiacchierata di Alberto Pezzini con Libereso Guglielmi si parla anche di questo. Oltre che di Italo Calvino, della Sanremo che non c'è più, e di tante altre cose.

Dopo tante note dolenti sullo stato del verde cittadino, finalmente una notizia positiva: Giorgio Boratto ha parlato del progetto Orti di paglia.
Ma l'inchiesta non si è fermata ai giardini e ai parchi liguri: Laura Guglielmi ha paragonato il verde di Genova con quello di Amburgo.


Continuate a inviarci le vostre segnalazioni, a scriverci le vostre opinioni o a mandarci foto o video all'indirizzo redazione@mentelocale.it.
 
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Genova, 25 agosto 2009
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di Giorgio Boratto
   
Villetta Di Negro
© foto: Giorgio Boratto
Villetta Di Negro
 
Andate a dare un'occhiata tutt'attorno alla Villetta di Negro, anche senza entrarci. Lungo via Martin Piaggio rifiuti, foglie e piante incolte ingombrano da anni le - una volta bellissime - canalette adiacenti alla cancellata. Ci sono anche animali morti, passati attraverso tutte le fasi della decomposizione e mai rimossi.
Le canalette erano rivestite (ma chi li vede più?) di ciottoli di fiume, ora sepolti sotto la sporcizia tranne nell'ultimo tratto. Se costeggiamo il bel muraglione lungo la salita delle Battistine veniamo accolti sulla sommità, a lato dell'ingresso a monte, da un muro di sei cassonetti (per il vetro, la carta e la spazzatura), bloccati - siccome sono pure in discesa, come l'ingombrante terrazza del bar adiacente - da parallelepipedi gialli; da una cabina sconquassata, da cartelli sbilenchi appesi con il fil di ferro e ricoperti da scritte oscene. Tutto questo a 50 metri da piazza Corvetto, in uno degli angoli che era una volta uno dei più belli di Genova (e che turisti, perplessi, si ingegnano ancora a fotografare, scansando i bidoni straripanti dell'immondizia).
Nota patetica: anni fa il Comune aveva collocato accanto alla Villetta un bel pannello in ghisa, per accogliere la libera espressione degli amici dei graffiti. Iniziativa piuttosto ingenua, perché i graffitari (in questo caso particolarmente scadenti) hanno continuato a preferire i muri delle case circostanti.
Il dettaglio commovente è che il pannello era stato collocato parallelo alla salita per non disturbarne la bella prospettiva, ora completamente bloccata dalla rumenta.

Grazie per l'attenzione,
Giovanna Rosso

Dopo aver ricevuto la mail della lettrice Giovanna Rosso (guarda box a fianco), siamo andati a verificare le condizioni del parco di Villetta di Negro e degli immediati dintorni.
Villetta Di Negro è sopra piazza Corvetto e distante appena 300 metri da piazza De Ferrari. Nel progetto di Carlo Barbino doveva essere un tutt'uno con il parco dell'Acquasola. Con l'acquisizione da parte del Comune della proprietà avvenuta nel 1863, ha assunto un interessante aspetto urbano paesaggistico.

La prospettiva per chi arriva dall'Acquasola è stupenda: da qui si possono ammirare scorci suggestivi della città. Quando è in funzione la cascata, il parco che si inerpica su un rilievo che era un antico bastione militarizzato del '500, diventa una quinta fantastica. Realizzato nel 1802 dal marchese Gian Carlo Di Negro, con l'impegno di realizzare e sovvenzionare una scuola botanica, divenne poi sede della cattedra di botanica dell'Università di Genova.
Pochissimi conoscono l'intensa attività scientifica di alcuni genovesi diventati famosi in tutto il mondo: Durazzo, Dinegro, Viviani e Bertoloni.

Oggi di quegli antichi successi sopravvive solo qualche traccia: resistono alcuni cippi e qualche albero possente; ma attualmente nel parco di villetta Di Negro si respira un autunno perenne. I vialetti che salgono verso la sommità sono pieni di foglie secche cadute in chissà quale anno.
Passeggiando si incontrano numerosi busti di personaggi celebri, hanno sguardi severi e pare ci rimproverino per lo stato in cui è tenuta oggi la villa. Il busto di Felice Cavallotti reca la scritta: 'Con un colpo di spada non si uccide la storia'.

Peccato, perché un colpo di spada ci vorrebbe per tagliare l'albero secco che offende questo cippo alla memoria di un eroe e poeta. Il busto che si trova sulla spianata, dove sorge un gazebo e una fontana secca, è imbrattato dai graffitari. Un anticipo lo troviamo già nel sottopasso in cima a via Roma, che per chi vuol accedere a villetta Di Negro partendo da De Ferrari, è un passaggio obbligato.

In questo sottopasso parecchi anni fa gli alunni del liceo artistico Paul Klee decorarono i muri con alcuni bei disegni. Per parecchio tempo sono rimaste intatti, ora invece i grafittari hanno sporcato anche questi. Un altro punto in cui l'insensato imbrattamento graffittaro si è espresso senza pietà è nella parte esterna della villa, vicino all'entrata di salita delle Battistine: uno scempio. Il brutto richiama il brutto.
Comunque non mancano le belle sorprese, un laghetto con i pesci rossi e una tartaruga, una piccola terrazza belvedere fiorita e pulita vicino al museo. Infatti in cima c'è il Chiossone, il museo più importante per raccolte dell'Estremo Oriente in Europa, dopo Ca' Pesaro.

Una chicca per la città, peccato che non sia molto frequentato. Sul sito web del Comune di Genova si trova un richiamo al Chiossone, con una proposta di recupero, la pagina però è stata aggiornata nell'aprile del 2006. Perché le istituzioni non imparano a usare la rete? Per chi vuol fare una passeggiata virtuale in Villetta Di Negro c'è la possibilità di vedere un video su Youtube (vedi sopra).

Nella palazzina rustica, che si incontra salendo verso la cima del parco, fino a qualche tempo fa c'era la sede del servizio Giardini e Foreste del Comune di Genova. Lo scorso anno, per trovare fondi utili a programmare un recupero della villa e mantenerla contro il degrado, si era parlato di una entrata a pagamento, sul modello avviato a Villa Serra di Comago. L'assessore competente lo scorso anno era Roberta Morgano, oggi la giornalista Giuseppina Montanari, detta Pinuccia, che proviene dal Comune di Reggio Emilia, dove era assessore per l'Ambiente e il Verde.

Chiunque voglia farle una domanda sul verde in città, su come sono tenuti i parchi e i giardini, ci mandi una mail a redazione@mentelocale.it, che a settembre la intervisteremo per voi e con le vostre domande.

 
 
 
 
 
 
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