Come abbiamo potuto notare negli ultimi tempi con la nostra inchiesta sugli spazi verdi nelle città, il verde non gode di buona salute. Ma neanche il blu se la passa bene. Basta vedere quello che sta succedendo a Capri. Prima le bottiglie scaricate in mare dal gestore di uno storico bagno. Poi una ditta che sbrodava liquami davanti alla costa come fossero acqua di rubinetto. Infine le chiazze sospette nella famosa Grotta Azzurra.
Strane macchie e schiuma sono apparse nelle acque della grotta nei gironi scorsi, e tre battellieri che portano i turisti in visita in questo angolo di paradiso sono stati ricoverati. La Capitaneria ha disposto un'ordinanza con divieto di navigazione, sosta e qualsiasi attività nautica a meno di venti metri dalla grotta. Nel frattempo l'Arpac ha prelevato campioni di acqua per analizzarli e capire se la grotta è inquinata. Tra le sostanze sospettate, cloro concentrato.
C'è già chi grida allo scandalo per l'assenza di senso civico (Legambiente), altri sospettano che sia solo una mossa propagandistica. Da campagna elettorale. Il Sindaco dell'isola ha detto che la schiuma potrebbe essere stata scaricata da uno dei tanti yacht in visita davanti alle coste.
Come al solito in queste cose è difficile capire quanta parte di abuso ci sia e quanta di eco mediatica. Almeno finché le analisi dell'acqua non saranno pubblicate. Certo è che se le autorità scovano illeciti gravi (come sarebbe in questo caso), l'eco vien da sé, e meno male. E tra bottiglie, liquami e schiume sospette, i casi sospetti iniziano ad essere più di uno.
Chi è stato a Capri alzi la mano, e scriva qui sotto.