«Rispetto all'anno scorso siamo tornati alla forma originaria - afferma Eliana Amadio, direttrice artistica di Corpi Urbani/Urban bodies. Festival Internazionale di Danza in Paesaggi Urbani dell'associazione ARTU - dell'uscire dagli edifici e occupare gli spazi urbani, con più danza e più progetti site specific». Così dopo l'anno (la scorsa edizione) delle mostre, installazioni e spazi video per lo più al Ducale, il festival - giunto alla sua settima edizione - torna a proporci il movimento come dialogo diretto tra corpo e luoghi non solo a Genova (il 7 e dal 9 al 12 settembre) ma anche a Finale Ligure (l'8 e il 13 settembre) e a Campo Ligure per un'anteprima, con il Progetto Speciale Caruggio Cult, domenica 6 settembre (ore 16 e 18 in via Saracco). «È un progetto site specific che coinvolge danzatori genovesi, il Comune di Campo Ligure - e in particolare i tanti orafi che lavorano sulla filigrana sulla via principale - e via Ravecca, a Genova, dove è nata l'idea. Perché in via Ravecca si trova una sorta di villaggio autonomo dentro la città, fatto di commercianti e artigiani che realizzano una quotidianità diversa rispetto alla frenesia della città. Abbiamo chiesto ai danzatori di lasciarsi far stimolare dal confronto con questo quotidiano».
Protagonisti di questa edizione «molti più artisti italiani (anche se non mancano gli stranieri), conosciuti a livello internazionale, per lo più provenienti dalla danza da palcoscenico. Quindi non tutti hanno fatto danza in contesti urbani, ma si sono detti entusiasti della nostra idea di sperimentare lo spazio. Ospiti molto diversi per stile e formazione, per esempio Olivia Giovannini e Maren Strack (che arriva grazie alla collaborazione con il Goethe Institut Genua ed è inserita anche nel programma della rassegna Dal Baratto all'American Express di Teatri Possibili Liguria) sono meno danzatrici e più performer, mentre Señor StetS (Danimarca) viene dal mondo del circo e dalle perfomance aeree. E poi ci saranno proposte che vanno dagli assolo di Ambra Senatore (a cui tutti guardano come l'artista dell'anno) a Silvia Gribaudi e Simona Bertozzi, ma anche della danzatrice israeliana Iris Erez, impegnata in un dialogo con una bambola per una parafrasi de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, fino alle coreografie di gruppo con 12/15 elementi come nel caso delle coproduzioni Vo'Arte/CIM e Tango Sumo (Francia)/Vendaval (Spagna), o di 4/5 danzatori come per T.R.A.S.H. dall'Olanda o Vera Stasi».
Corpi Urbani si presenta cresciuto e forte di un lavoro di tessitura e osservazione della scena della danza contemporanea portato avanti nel tempo con determinazione e che oggi - al di là della sua inclusione, fin dalla prima edizione nel circuito internazionale Ciudades que Danzan (CQD) - lo vede tra i protagonisti (accanto a grandi istituzioni di Marsiglia, Avignone e Torino) del Progetto euroregionale (Piemonte, Liguria per l'Italia, Rhône Alpes e PACA per la Francia) di danza contemporanea nello spazio pubblico dal titolo Luoghi comuni e partner della Rete Anticorpi Network per la Giovane Danza d'Autore, che promuove, sostiene e fa circuitare giovani compagnie italiane indipendenti.
«Quest'ultima novità è la ragione per cui quest'anno abbiamo dovuto anticipare il festival, visto che con alcuni danzatori genovesi saremo dal 18 al 20 settembre a Ravenna per la Vetrina della giovane danza d'autore». Il progetto euroregionale propone un'ulteriore tappa a Genova per alcuni danzatori e già protagonisti di Corpi Urbani: «il luogo comune intorno a cui ruota questa prima edizione è il mercato e prevede cinque produzioni dalle cinque diverse aree geografiche partner del progetto.
Ma siccome Marsiglia ha deciso di produrre una compagnia genovese in realtà avremo due produzioni liguri di Koiné e Ubi Danza di Aline Nari e Davide Frangioni. Il debutto è a Marsiglia (il 3/4 ottobre), poi il 10 ottobre si va a Torino quindi il 24 ottobre a Genova al mercato di piazza Statuto davanti alla Darsena, dove si potranno vedere tutte e 5 le coreografie nate intorno a mercati diversi e di volta in volta adattate ai nuovi ambienti che tocca il tour».
Un'altra iniziativa a cui il festival puntava da anni e che si concretizza in questa edizione è ospitare una rassegna cinematografica sulla danza contemporanea che viene realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou e Palazzo Ducale (che la ospita). Vidéodanse (dall'11 al 20 settembre nella Sala del Munizioniere al Ducale), è un appuntamento parigino che si trasferisce a Genova (a ingresso libero) con una ricca selezione di film di danza dagli anni '70 ai giorni nostri per presentare il lavoro di maestri come Pina Bausch, Merce Cunningham, Mats Ek, William Forsythe, Maguy Marin, Sasha Waltz e molti altri (orario: da martedì a domenica, dalle 15 alle 20 - lunedì chiuso).