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Roberto Benigni: uno show 'Tutto Dante' e Silvio Berlusconi

 
Il Canto V della Divina Commedia e battute sul Premier: «Silvio, regala una escort agli operai». In sala c'erano Franceschini e Bersani. Di Francesca Baroncelli
 
   

     
Genova, 04 settembre 2009
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   

Giovedì 3 settembre Roberto Benigni ha regalato una serata di risate (a crepapelle), riflessioni (sulla vita e su come va oggi il mondo) e commozione (per una indimenticabile interpretazione del Canto V della Divina Commedia).

Ma Benignaccio è sempre Benignaccio. E Tuttodante, lo spettacolo che il comico toscano porta in giro per il mondo dal 2002, è iniziato con un tentativo di salutare il pubblico in dialetto genovese e una panoramica buffa - buffissima - delle magagne italiane.
Benigni si muove sul palco come fosse un burattino. Saltella, ride, gesticola: «vi parlerò di donne, festini e mignotte», annuncia, poi si rivolge a Berlusconi: «Silvio, gli operai fanno fatica ad arrivare a fine mese, e non possono permettersi nemmeno una escort. Regalagliene una! Il problema è che poi Berlusconi le mette in politica, quindi finisce che le paghiamo noi».

E sul caso Boffo, anzi sul «mistero Boffo» commenta: «Berlusconi ha venduto Kakà e comprato Feltri, che è più bravo nelle punizioni. L'ex direttore di Avvenire ha avuto la solidarietà del Papa, Feltri ha avuto la solidarietà del Papi. Boffo si è dimesso, mentre Feltri è rimasto al suo posto, vestito di nero e con poco trucco, proprio come piace al Papi».
Secondo Benigni «Berlusconi è malato di satiriasi. Beato lui! Ha 73 anni e ha un belino di ferro. È come Superman, anzi no: è come Hulk. Secondo me ha il pisello verde».

«il PD ha perso 4 milioni di voti in due anni, un record! Ma abbiamo un obiettivo: mai scendere sotto il 2%». E pensare che, a godersi lo spettacolo, c'erano i due "rivali" del PD Dario Franceschini e Pierluigi Bersani, seduti l'uno accanto all'altro come due vecchi amici. Qualcuno chiede loro: "ci voleva Benigni per farvi fare la pace?". Bersani risponde alla provocazione: «abbiamo fatto un accordo con Benigni: lui fa il segretario e noi ci ritiriamo. Come dire: "vai avanti tu che mi viene da ridere"».

Benigni li saluta dal palcoscenico e si domanda: «chi scegliamo tra Dario, Pierluigi e Ignazio? Dario, anzi, D'Addario! E Berlusconi trema». Tra gli ospiti politici della piazza del Mare ci sono anche Nichi Vendola, la Sindaco Marta Vincenzi e il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando.
Il comico ha da dire qualcosa anche su Walter Veltroni: «ha intitolato il suo ultimo libro "Noi". Il prossimo si chiamerà "Io": se continua così rimarrà da solo».

Poi l'atmosfera cambia e Benigni si dedica a Dante Alighieri, raccontando al pubblico l'amore sfortunato tra Paolo e Francesca con un coinvolgimento davvero raro: «queste terzine parlano dei dannati a causa della lussuria. Pensate che nel Medioevo gli omosessuali erano visti come diversi e messi al rogo, e la Chiesa interferiva con la politica... Oggi è roba da non credere, vero?».
L'ultima parte dello spettacolo è dedicata alla lettura del Canto. Benigni recita a memoria e si commuove. Il pubblico lo saluta con una standing ovation.

 
 
 
 
 
 
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