La storia alle spalle di La trasparenza della parola viene da lontano e arriva a Genova per caso, dopo il debutto a MiTo (domani, mercoledì 16 settembre al Teatro Regio di Torino), per volontà del Centro Primo Levi ospite al Carlo Felice giovedì 17 settembre (ore 21 - ingresso libero). «Nel 1988, Emilio Jona e mio padre Sergio - spiega Andrea Liberovici - avevano lavorato a una grande opera, che avrebbe dovuto inaugurare il primo Salone del libro di Torino». Sergio Liberovici e Jona avevano già scritto diversi libretti insieme tra cui Maelzel o delle macchinazioni, Per uso di memoria (1972), L'ingiustizia assoluta (1973); É arrivato Piero Gori, anarchico, pericoloso e gentile (1974). «Mio padre la pensò in grande quest'opera, con un coro di 100 bambini ungheresi, una grande orchestra e virtuosi di musica kletzmer. Un lavoro complesso di cui però alla fine non se ne fece nulla. Restò il testo: La trasparenza della parola, appunto. Di recente rincontrando Emilio Jona, che per me è sempre stata una figura molto familiare, quasi uno zio, mi ha confessato che tra i tanti rimpianti c'era quello di non essere mai riuscito a musicare quel testo. Personalmente mi piaceva molto l'idea di portare avanti il testimone e recuperare quel lavoro che per loro rappresentava una risposta emotiva molto forte alla scomparsa tragica e in un certo senso inattesa dell'amico Levi». E poi c'era la voglia e in un certo senso l'impegno, dopo una felice esperienza nel 2007, di lavorare ancora insieme, in chiave multimediale, a Le Nouvel Ensemble Moderne di Montréal, «una realtà d'eccellenza, un ensemble di 15 elementi - che per questo lavoro si riduce a nove - e che, saputo che il lavoro era centrato su Primo Levi, si sono detti subito entusiasti».
La serata di giovedì 17 al Carlo Felice si articola in due parti, «nella prima l'ensemble - prosegue Liberovici - eseguirà due brevi concerti di due compositori canadesi, quindi nella seconda parte l'omaggio in nove quadri, di circa 35 minuti, dedicato a Primo Levi: con due video che vanno uno su uno schermo frontale l'altro su una superficie di tulle su cui vengono proiettate le parole del testo in sincrono con la partitura musicale». Dietro l'ensemble invece in retroproiezione scorrerà un lavoro sull'ombra realizzato da Andrea Liberovici in collaborazione con Controluce Teatro d’Ombre, gruppo torinese.
Il testo di Emilio Jona - poeta, scrittore ed amico di una vita di primo Levi - è costruito in «9 stazioni, 9 movimenti e nove nove parole/nomi cardine tratte dai romanzi di Levi, sui quali Jona ha costruito 9 componimenti poetici. Fa eccezione l'ultima composizione, La trasparenza della parola, che dà il titolo all'intero lavoro, all'interno della quale la 'parola' è motivo di salvazione, in una lettura degli scritti di Levi dove l'autore intrattiene un dialogo con l'ombra dell'essere umano, con l'oscurità che l'avvolge e trova nella parola lo strumento per rielaborare qualcosa di così difficile da riorganizzare come l'esperienza tragica della Shoah. Teatralmente l'idea ruota proprio intorno a questo dialogo con le ombre, che sono il lato oscuro dell'animo umano, ma anche la memoria».
Il concerto è realizzato in collaborazione con Comune di Genova e Fondazione Teatro Carlo Felice, grazie al supporto del Gruppo Iride, Ferrero SpA, Sheraton Hotel Genova e con il patrocinio del Centro Culturale Primo Levi.