L'avevamo scritto nel 2004: "Inizia qui un libro per accumulo, quotidiano, interattivo". Giorgio De Martino - musicista e critico musicale, giornalista e scrittore - partiva con l'avventura di Acconti brevi proprio sulle pagine di mentelocale.it. Un appuntamento prima quotidiano, poi settimanale, con cui proponeva ai nostri lettori (cioè voi), piccole sinfonie di parole, racconti pieni di sentimento, surreali, ma allo stesso tempo nitidi, precisi. Ora il libro è uscito veramente. S'intitola, guarda un po', Acconti brevi. 80 canzoni senza spartito (Eumeswil) e riprende gran parte di quell'esperienza. «È stato mentelocale.it a segnare il limite, la cadenza dei miei scritti, un supporto iniziale essenziale per me», dice l'autore.
Dei circa 120 testi pubblicati, ne sono stati pubblicati 80 in questa raccolta. Sono sguardi fugaci e profondi che prendono a piene mani dal quotidiano, senza lesinare sul pensiero alto. Giorgio dice la scrittura è una terapia. «Sono nato con il craxismo e invecchio con il berlusconismo: la scrittura è un modo per sentirmi vivo», dice. De Martino Kwon, recita il nome sulla copertina: «potrebbe sembrare un vezzo ma non lo è. Kwon è il cognome di mia moglie, ed è anche un modo per prendere le distanze: io sono nato qui ma spesso mi sento a casa altrove».
Genova, seppur vista con disincanto, è protagonista in parecchi degli Acconti di Giorgio (Genova dirla e poi lasciarla...). Poi la musica - un altro tema ricorrente - e alcuni personaggi: l'insegnante di recitazione Lea Ansaldo, Luigi Porro: «un prete a cui ho voluto molto bene». La musicalità del linguaggio emerge immediatamente: «la musica è la mia vita e il mio lavoro - dice De Martino - mi sento un musicista innamorato della parola. Il tessuto musicale dei racconti è evidente, mi piacerebbe fossero letti ad alta voce».
La scrittura di Giorgio è anche una musica di protesta: «Invidio molto i nostri padri e zii, che hanno vissuto un mondo diverso, con idee e ideali. Io scrivo anche per ordinare le mie idee, dare un senso a me stesso, capire le cose che non mi piacciono, persino trovare dei nemici». Allontanandosi, spiare la realtà. Con questa frase forse riusciamo a sintetizzare l'opera di Giorgio. «Sperando che ciò che scrivo possa essere utile per avviare altre riflessioni», aggiunge.