Particolarmente rigogliose sono le infiorescenze che costellano l’ampio balcone panoramico del Monte Aiona, uno dei massicci più imponenti che si elevano nel settore orientale del Parco dell'Aveto. Inconsuete piante carnivore si rinvengono invece nelle torbiere e nei terreni acquitrinosi di Prato Mollo e della Riserva Naturale delle Agoraie. I massi di Pietra Borghese sono invece protagonisti di inconsuete anomalie magnetiche.
Per arrivare all'accesso del sentiero si esce al casello di Lavagna (A12 Genova-Livorno) per seguire la SP33, SS225 della Val d’Aveto fino a Borzonasca, dove si gira a destra per salire a Prato Sopralacroce; gli ultimi sette chilometri di strada sono sconnessi e irregolari.
Un caotico insieme di rocce, tra le più antiche d’Italia, si solleva sul lato occidentale di Prato Mollo (1498 m). Una breve trasgressione a Pietra Borghese riconduce sulla strada sterrata presso una cappella, ad una decina di metri dal Rifugio Pratomollo (o Monte Aiona). Qui l'itinerario ricalca una carrareccia, particolarmente dissestata, diretta a nord-ovest (A4, rombo rosso), verso un valico dove convergono diversi sentieri.
Dal Passo della Spingarda (1549 m/20’), trascurando l’Alta Via dei Monti Liguri che sale direttamente all’Aiona, si percorre la strada in terra battuta diretta a nord-est (A3/A4, rombo giallo vuoto) che, alternando faggete ad abetine di rimboscamento, scende a tornanti verso il torrente.
Dal crocevia di Rio Dragonale (1382 m/50’) si percorre a sinistra la Strada delle Guardie diretta al Passo del Cereghetto (A3, rombo giallo vuoto). L’itinerario si snoda in costa, lungo il freddo versante settentrionale dell’Aiona, caratterizzato da un circo glaciale e da cordate moreniche risalenti a 20 mila anni fa. Sono questi i sentieri battuti da un piccolo branco di lupi, difficili da avvistare. La pista alterna tratti soleggiati e panoramici ad altri immersi nella faggeta, costeggiando grossi torrioni ofiolitici, fino a guadare l’acqua sorgiva del rio Rezzoaglio che scorre lungo uno dei tanti canaloni modellati da antichi ghiacciai.
Superato il Passo del Cereghetto (1470 m/1h30’) e trascurando il sentiero che scende a Cerisola, si avanza nella penombra del Bosco Fontana, faggeta quasi surreale nella stagione autunnale (A1/A3).
Ad un quadrivio (fonte) si prosegue in piano (A2), trascurando il tracciato che sale a sinistra (due linee gialle parallele), verso il Passo Prè di Lame, e il sentiero che scende a Magnasco (A1). Immersi nella faggeta, dapprima si lambisce una zona umida (Lago di Sopra, 1398 m) e poi, grazie ad una breve deviazione a destra, si scende in uno spiano dove si erge il Re della Foresta: un faggio monumentale alto 26 metri con circonferenza superiore ai 3 metri.
Guadagnato nuovamente il sentiero principale si giunge al gomito dell’anello descritto: proseguendo in piano si raggiunge in breve la strada di servizio della Riserva Orientale delle Agoraie e Moggetto. Diversamente, si guadagna quota (A3/Alta Via dei Monti Liguri), immersi nella penombra di un bosco di faggi e conifere di rimboschimento, lambendo piccole zone umide, come la Pozza della Navazza, per poi spostarsi sull’altro versante.
Proseguendo lungo lo spartiacque tirrenico-padano e seguendo l’Alta Via dei Monti Liguri, si raggiunge il Passo Prè di Lame (1537 m/3h10’) e il versante occidentale dell’Aiona. Piccoli faggi, con la chioma deformata dal vento e dalle severe condizioni climatiche, delimitano l’ambiente aperto dell’Aiona, contrassegnato da brughiera a mirtilli, ginepro nano e in primavera dalle preziose fioriture che ingentiliscono l’altipiano dalle apparenze tipicamente lunari, solcato da cascate di roccia d’origine glaciale (rock glacier).
Una volta raggiunta la croce del Monte Aiona (1702 m/3h50’) grazie ad una breve deviazione (segnavia rombo rosso), si prosegue lungo l’Alta Via che attraversa l’ampio pianoro. In breve si ridiscende al Passo della Spingarda (1549m,/4h30’) e infine al Rifugio Prato Mollo.
Un gradito ritorno è quello del lupo, coerente al lento ripopolamento che dagli anni ’90 ha coinvolto tutto l’Appennino ligure e anche il settore occidentale dell’arco alpino. Un fenomeno dovuto all’incremento del principale anello della catena alimentare, gli ungulati selvatici e il capriolo in particolare, ma anche nella maggiore sensibilità naturalistica delle comunità locali. Le estese faggete e aree di crinale dell’Aiona e del Maggiorasca sono oggetto di escursioni tematiche da parte delle Guide del Parco che accompagnano gli escursionisti sulle orme di questo carnivoro. Dal rilevamento delle impronte è stato possibile stimare la dinamica dell’insediamento, l’ecologia alimentare del predatore, la popolazione nel territorio del Parco e zone limitrofe. Il loro avvistamento è riservato a pochi fortunati; il lupo è estremamente elusivo ed evita accuratamente il contatto con l’uomo.
Segnaletica: A3, A4, rombo rosso, rombo giallo vuoto, due linee gialle parallele, AV Monti Liguri
Tempo di percorrenza: 4h 50’
Periodo consigliato: autunno / primavera
Difficoltà: E