Pochi giorni fa vi abbiamo dato notizia dell'affondamento della Legge Concia in Parlamento. Il testo prevedeva l'inserimento tra le aggravanti di reato le finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato. Che vuol dire: se aggredisci, o peggio, uccidi qualcuno perché ha preferenze sessuali diverse dalla tue, il tuo reato è più grave. Una giornata convulsa e confusa, un testo che avrebbe dovuto essere migliorato, hanno fatto sì che il messaggio insito nella legge affondasse insieme a lei.
Cambio scena. Domenica 18 ottobre, trasmissione della domenica pomeriggio. Si allestisce un dibattito sul tema di cui sopra. Protagonisti - tra gli altri - il Presidente dell'Associazione Sacrum Romanum Imperium Maurizio Ruggero, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, Alba Parietti. Risultato: finisce in rissa. Oltre al danno di aver visto naufragare in Parlamento una legge di civiltà, la beffa di vedere lo stesso argomento al centro buttato in caciara la domenica pomeriggio in TV.
Pure Sgarbi, anche lui invitato, è uscito schifato.
Per la cronaca, lo scambio di battute che ha fatto saltare i nervi è più o meno questo:
Paone: «Lei è un fascista che in nome di Dio vuole impedire alla gente di essere felice»
Ruggero:«E lei è un sodomita e sostenitore di coppie sodomitiche»
Ragazzo gay in studio: «Meglio essere allevato da una coppia gay che avere un padre come lei»
Ruggero: «Del vostro orgoglio da deretano non mi interessa»
Seguono grida, manate, insulti.