Suonare la voce: tributo a Demetrio Stratos al Teatro della Tosse

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Una due giorni dedicata al cantante degli Area. Gli incontri con chi lo ha conosciuto e musica da intenditori. Dalla nostra community

Genova
Lunedi 19 ottobre 2009

Nel corso dell’ultimo fine settimana (16 e 17 ottobre 2009), l’Associazione Culturale Metrodora – negli spazi del Teatro della Tosse - ha organizzato una due giorni dedicata a Demetrio Stratos. La rassegna, denominata Suonare la voce, d’altra parte non è proprio una novità (visto che siamo alla seconda edizione) ma un vero e proprio appuntamento atteso dagli appassionati della musica alternativa.

Ouverture, venerdì 16 nel tardo pomeriggio, quando l’evento si è subito trasformato in lieta conversazione tra alcuni protagonisti dell’esistenza stratosiana: la moglie Daniela Ronconi Demetriou e due componenti storici degli Area, Patrizio Fariselli e Paolo Tofani. Preziosi gli interventi a latere di Domenico Coduto, abile ricercatore di quelle avventure sonore attraverso i ritagli a stampa dell’epoca. A corollario di questo inizio, il coinvolgente concerto di Paolo Tofani: un uomo e i suoi strumenti. Lui, un santur, una tricantavina, campionatori e sequencer per un mélange indiano molto live electronics.
In serata ritorna la voce nelle relazioni precise e puntuali del sociologo Gianni Emilio Simonetti, i foniatri Mauro Cossu e Francesco Avanzini, il musicista del Picchio Dal Pozzo (nonché docente al DAMS di Imperia) Claudio Lugo e i biografi Janete El Haouli e Andrea Laino. Interventi particolari, se non addirittura settoriali, ma presentati da un’invitante vis comunicativa da parte dei relatori.

Sabato 17 tra libri e cinema. Prima Antonio Oleari e il suo Demetrio Stratos. Gioia e rivoluzione di una voce, poi l’intenso docufilm La voce Stratos di Luciano D’Onofrio e Monica Affatato, praticamente una prima visione per i genovesi.
Chiusura in bellezza con la performance della vocalist spagnola Fatima Miranda: il suo spettacolo MADrid MADràs MADrid! ha colto nel segno, regalando ai presenti un toccante viaggio nella vocalità più estrema, fusa ad un gioioso contrappunto di visioni, transizioni cinematografiche e luci.

Pubblico di nicchia, tanto per cambiare. Colpa di Genoa-Inter? Proviamo a volare un po’ più in alto, se ne siamo capaci: i ragazzi di Metrodora – coordinati dal vulcanico Roberto Giannini – non sono solo degli entusiasti ma continuano a dimostrare un’attitudine sempre più rara: andare dritti alla qualità. Ce ne accorgiamo noi, i soliti quattro gatti del quartiere. E chi avrebbe gli strumenti istituzionali per sostenere e promuovere simili iniziative? Che fa? Sussisteranno altre urgenze, ne siamo certi. Comunque la cultura è un diritto, ma anche un dovere. Civile e civico.

Riccardo Storti
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