«Il verde a Genova? Lo voglio tutelare, conservare e ridisegnare». La nuova assessora comunale ai parchi di Genova Pinuccia Montanari è una donna che sa quello che vuole. È venuta a trovarci in redazione e ci ha subito rivelato: «ho apprezzato la vostra inchiesta sul Guerrilla Gardening. Anch'io sono stata una guerrigliera urbana. Insieme ai cittadini di Reggio Emilia, la mia città, ho piantato delle rose. È stata un'esperienza che ha dato i suoi frutti: in molti si fanno fotografare davanti al roseto nato in quell'occasione».
Oggi Pinuccia Montanari amministra i sette parchi storici di Genova - Parchi di Nervi, Villetta Di Negro, Acquasola, Villa Rosazza Di Negro, Duchessa di Galliera, Villa Pallavicini, Villa Serra di Comago - insieme al parco urbano delle mura e all'antico acquedotto.
L'assessora pensa in grande: sta preparando il Piano del verde, uno strumento che consentirà di mettere a punto, gestire e definire il ruolo degli spazi verdi a Genova, e il Regolamento del verde, che salvaguarda gli alberi esistenti in città e disciplina la gestione degli spazi verdi da parte dei cittadini: «ogni città italiana dovrebbe avere un Piano regolatore.
Purtroppo il verde è spesso considerato un elemento residuale rispetto alla progettazione urbanistica», spiega Montanari, «il Piano sarà inserito negli strumenti urbanistici. Inizieremo censendo tutto il verde esistente, per avere un quadro esatto della situazione cittadina». Montanari è in linea con le idee di Renzo Piano, che nel suo Waterfront aveva pensato ad una linea verde e ad una linea blu, tratti immaginari che delineano le aree verdi e il mare: «quello era già un passo avanti. È necessario stabilire un nuovo rapporto tra la città costruita e l'ambiente».
Montanari è stata sollecitata da alcune associazioni di cui fa parte a ragionare sulla prospettiva di Terzo paesaggio, che indica tutti i luoghi soggetti al degrado e abbandonati dall'essere umano, che devono essere rivalutati. L'iniziativa è stata teorizzata da Gilles Clément, ingegnere agronomo, botanico, entomologo e scrittore francese: «Clément ha avuto una grande intuizione. Il progetto è già stato realizzato in Francia ed io l'ho preso ad esempio e in parte applicato a Reggio Emilia». E a Genova? «Il capoluogo ligure è ricco di viali alberati e parchi storici, ma c'è anche il verde di scarpata, che generalmente diventa oggetto di degrado. Ci sono milioni di metri quadrati che vorrei ricostruire e rimboschire».
Ecco un esempio di Terzo paesaggio: «abbiamo fatto domanda alla Regione Liguria per la ricostruzione dell'ecosistema naturale del torrente Nervi, con boschi urbani mediterranei e un nuovo sottobosco. Verranno ripiantumate tutte le specie che c'erano un tempo e che crescono spontaneamente, senza bisogno di irrigazione».
Il Piano, nel quale sono stati inseriti anche gli orti e i giardini, è già stato approvato dalla Giunta comunale. Un altro strumento sul quale Montanari sta lavorando è il Regolamento del verde pubblico e privato, «per applicare sanzioni a coloro che abbattono gli alberi, o che sbagliano le potature. Oggi se un privato taglia un albero nel suo giardino non è prevista alcuna sanzione. Con il nuovo Regolamento, che ho già buttato giù e che dovrà passare in Giunta, l'abbattimento di un albero avverrà solo in caso di morte della pianta, straordinarietà o stretta necessità».
A volte le ragioni per cui le persone rifiutano il verde sono sconvolgenti: «c'è chi vuole abbattere gli alberi perché fanno ombra, oppure perché perdono le foglie e quindi si scivola».
«Il nuovo Regolamento prevede la consulenza di un tecnico e di una Consulta composta da esperti del settore, che vaglieranno tutte le richieste di abbattimento di alberi da parte di privati. Il cittadino avrà poi qualche settimana per fare le eventuali osservazioni o una controperizia. Vi assicuro che in questo modo fermeremo gli abbattimenti degli alberi». Ma la ripiantumazione diventerà obbligatoria? «Certo. Una tabella stabilirà addirittura i centimetri di diametro del tronco».