Essere in viaggio per Patrizio Roversi è diventata quasi una routine. L'ultima fatica l'ha visto, ovviamente accanto a Susy Blady, ripercorrere la rotta di Darwin per costruire il programma Tv In viaggio con Darwin (su Sky 1 il mercoledì alle 21): sei puntate, in onore del bicentenario della nascita di Charles Darwin, per dodici tappe, organizzato in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano e 8 università italiane, quelle di Padova, Siena, Milano Bicocca, Firenze, Roma Tor Vergata, Pavia, Ferrara e Bologna.
Ora questo viaggio accanto a quello storico di Darwin sul Beagle è al centro di una nuova avventura, questa volta però - sabato 24 ottobre 2009 (ore 21) - in teatro (al Cargo di Voltri) dove Roversi si accoppia eccezionalmente con Luca Bizzarri, nella conferenza-spettacolo Darwin e FitzRoy, viaggiatori per caso, una coproduzione Festival della Scienza e Teatro Cargo. «Più che uno spettacolo è una lettura vivacizzata da improvvisazioni - dice Patrizio Roversi - per una messa in scena dell'intreccio complesso e dialettico fra questi due incredibili personaggi: il giovane e scapestrato Charles Darwin e l'aristocratico e molto religioso capitano Robert Fitzroy, altrettanto giovane seppur già riconosciuto per le sue doti di navigatore e cartografo».
Il testo creato da Laura Sicignano (anche regista) in collaborazione con Alessandra Vannucci mette insieme diversi materiali. «Anni fa - spiega Laura Sicignano - per costruire lo spettacolo di teatro ragazzi, Il Naso di Darwin, insieme ad Alessandra avevamo compiuto ricerche e raccolto diversi materiali. Lorenza Accusani, organizzatrice di eventi torinese, e Patrizio Roversi colpiti da quella produzione mi consigliarono il romanzo di Harry Thompson, Questa creatura di tenebre: un grande classico, una sorta di Moby Dick di 700 pagine, impegnativo soprattutto per la densità di argomenti tra scienza, filosofia e storia. Mettendo insieme il lavoro fatto in precedenza, con nuove letture e questo romanzo ho cominciato a costruire un copione prima di tutto misurato su due interpreti particolari come Roversi e Bizarri, per la prima volta insieme sul palco, e poi pensato per il pubblico adulto con l'obiettivo di veicolare una storia umana molto forte a partire da due intelletti e caratteri profondamente diversi, spesso in conflitto ma eccezionali entrambi: giovani e coraggiosi. L'altro obiettivo è quello di divulgare contenuti scientifici senza impoverirli - e per questo abbiamo ricevuto il nulla osta di Telmo Pievani - tra momenti estremamente drammatici e altri profondamente ironici seguendo anche l'indole giocosa, scanzonata e a tratti persino clownesca di Darwin».
Lo scapestrato Darwin che diventerà il celebre scienziato riconosciuto universalmente per la sua teoria evoluzionistica propone un percorso esistenziale parallelo, ma decisamente inverso a quello del compagno di viaggio Fitzroy. Quest'ultimo infatti non solo è un aristocratico ma riconosciuto precocemente come enfant prodige, per le sue doti di navigatore, cartografo e meteorologo finirà coperto di debiti e pazzo. In scena il rapporto fra i due uomini li vede a confronto fino alla fine, almeno quella di Fitzroy. «Bizzarri e io - aggiunge Roversi - entriamo e usciamo dai personaggi, lui poi, da vero attore qual è, ne farà vivere anche qualcuno dell'entourage dei due protagonisti. Siamo all'interno di quello che gli americani chiamano un reading spettacolarizzato che ci pone, grazie alla regia di Laura Sicignano, dentro uno schema e un contesto teatrale con luci e musica dal vivo (di Lorenzo Capello) che noi due cercheremo in tutti i modi di rompere (ride, ndr). Proietteremo anche una pillola del mio viaggio in America del Sud (già in onda su Sky 1 ma 5 puntate presto anche su Rai 3), in un'interazione tra storia e mia esperienza diretta di navigazione (7 mesi) e paesaggi. Tra l'evoluzionista Darwin e il creazionista Fitzroy, il confronto dialettico si può dire sia andato avanti fino ad oggi senza riuscire a dipanarsi. Credo che come con la trasmissione questa occasione teatrale sia un modo per mostrare un modello diverso da quello presentato dai reality show e veicolare in modo leggero significati profondi culturali e scientifici».