Ognuno aveva fatto previsioni diverse, ma la sfida dell'affluenza alle urne era condivisa da tutto il PD. Alla fine a votare alle Primarie del PD, ieri domenica 25 ottobre, si sono recati circa 3 milioni di cittadini confermando l'idea di una opposizione numerosa che esiste ed è attiva che ha dato vista a una sorta di grande festa democratica.
La grande affluenza ha per altro ritardato la chiusura delle urne (erano i seggi elettorali distribuiti su 175 collegi distribuiti in tutta Italia) alle 20 ancora fronteggiate da lunghe code di cittadini decisi a esprimere la loro preferenza.
Il risultato è netto: Pierluigi Bersani, ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Prodi, è il nuovo segretario del Partito Democratico, avendo ottenuto 572.695 voti (il 52%) contro i 372.760 per Dario Franceschini, segretario uscente (34%) e i 152.214 per Ignazio Marino (14%).
Poco dopo la mezzanotte è stato lo stesso Franceschini a dare l'annuncio ufficiale. Nelle prime dichiarazioni ufficiali Bersani (già sul social network Twitter), ovviamente orgoglioso per il risultato complessivo, parla di partito collettivo e non di un uomo solo che vuole porsi come reale alternativa in un lavoro di gruppo accanto e non in opposizione alle forze interne che Dario Franceschini e Ignazio Marino rappresentano.
Vicini a quelli delle primarie del 2007 - quando vinse Walter Veltroni furono 3 milioni e mezzo le persone a votare - i dati della partecipazione hanno superato le aspettative dei tre candidati, che avevano previsto il voto di 2 milioni, 2 milioni e mezzo di persone, dando quella che Bersani definisce una grande prova di democrazia. Domani, martedì 27, il neosegretario del PD sarà a Prato, per incontrare gli artigiani e affrontare con loro la crisi, cercando di ricostruire un filo diretto tra politica e lavoratori.
Alcuni dati sull'affluenza nelle singole regioni: l'Emilia Romagna è al primo posto con 400 mila persone), segue la Lombardia con 300 mila voti e il Lazio con 200 mila.
In Liguria è Lorenzo Basso il nuovo segretario regionale ligure del Partito Democratico. Al trentatreenne sono andati 44.021 voti, (51,42%), a Sergio Cofferati (che correva accanto a Dario Franceschini) 27.882 voti (34,56%), mentre Ermanno Pasero (al fianco di Ignazio Marino) ha ottenuto 13.710 voti (16,01%). Su un totale di 87.816, i voti validi sono stati 85.607 - le aspettative erano collocate intorno ai 50.000.
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Chi è Pierluigi Bersani
Nato in provincia di Piacenza, a Bettola nel 1951, Bersani è uno dei rappresentanti dell'Emilia rossa. Il padre aveva un distributore di benzina e una piccola officina, lui scelse di studiare filosofia. Comincia ad occuparsi di politica, sotto la bandiera del PCI, da giovanissimo e muove i primi passi tra le fila dei consigli comunali e nelle comunità montane. Nel 1993 diventa presidente della regione Emilia-Romagna. Sposato, (la moglie Daniela fa la farmacista), e padre di due figlie, (Elisa e Margherita), come molti ex-comunisti emiliani, Bersani negli ultimi anni ha sostenuto soluzioni e scelte socialdemocratiche e liberiste. Ricordiamo la serie di liberalizzazioni nei più disparati settori (dall'energia elettrica ai medicinali venduti nei supermercati). È stato il mandato di ministro dell'Industria prima e quello di ministro dello Sviluppo Economico poi in due governi Prodi a dargli maggior esperienza e visibilità. Grazie alla fondazione Nens (nuova economia nuova società) fondata con l'ex ministro delle Finanza Vincenzo Visco ha continuato ad occuparsi di economia.
Chi è Lorenzo Basso - segretario regionale PD per la Liguria
Nato a Genova Sampierdarena, Basso ha 33 anni. Sposato con Marina e papà di Beatrice (4) e AnnaLaura (2), ha un profilo da informatico, avendo lavorato in importanti società private di consulenza aziendale come esperto di informatica e di comunicazione. Dal 2005 è cofondatore e CTO (responsabile dell'Area Tecnologica) di una società ICT ligure specializzata nel controllo di gestione e nella business intelligence. Fino a ieri era consigliere regionale dell'Assemblea Legislativa della Liguria, componente della III commissione "Salute e Sicurezza sociale", della V Commissione "Cultura, Formazione e Lavoro" e della VI Commissione "Territorio e Ambiente". Le tematiche a lui care: scuola, università, ricerca, lavoro e giovani. Ha presentato una proposta di legge regionale, detta Master and back, per sostenere l’alta formazione all’estero dei giovani talenti liguri e il successivo loro rientro in Liguria, diventata legge regionale della Liguria, dopo l'approvazione unanime da parte del Consiglio Regionale nelle seduta del 14 ottobre 2009. Giovanissimo amministratore pubblico si è distinto per l’impegno decennale (1995-2005) nel Municipio Genova Centro Ovest - prima come Consigliere quindi come vicePresidente - impegnandosi, in particolar modo, sui temi del lavoro, dell'ambiente, della qualità della vita e dell'innovazione.