mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 15.21
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Arte  |   Libri & Scrittori  |   Scienza  |   Casa & Design
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  cultura  >  Scienza
2984 - love Andrea Di Casa e Marina Remi
Andrea Di Casa e Marina Remi
 

Festival della Scienza: '2984' al Teatro della Tosse

 
L'adattamento del celebre romanzo di Orwell, 1984, creato come evento partecipativo. Interpretazione live, ripresa in scena e resa virtuale dai video. Repliche fino al 7 novembre
 
eventi
2984
di Enrico Remmert e Luca Ragagnin tratto da '1984' di George Orwell
con Carla Buttarazzi, Enrico Campanati, Bruno Cereseto, Alessandro Damerini, Andrea Di Casa, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, Marina Remi
assistente alla regia Gianni Masella, luci Cristian Zucaro, video art Gregorio Giannotta, regia video Luca Riccio, musiche di Einsturzende Neubauten a cura di Tiziana Scali, impianto scenico Davide Sorlini, attrezzeria Renza Tarantino, interventi video e voce Pietro Fabbri, Alice Scano e Antonio Zavatteri, hanno collaborato al progetto Amedeo Romeo e Bruno Cereseto
regia Emanuele Conte
video-partecipazione di Enrico Ghezzi
Teatro della Tosse - repliche fino al 7 novembre

Leggi anche:
'2984': Orwell mille anni dopo alla Tosse
 
top 10

 
   

     
Genova, 30 ottobre 2009
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Festival della Scienza: il programma
Venerdì 23
Sabato 24
Domenica 25
Lunedì 26
Martedì 27
Mercoledì 28
Giovedì 29
Venerdì 30
Sabato 31
Domenica 1

Le mostre a Genova e in Liguria

Leggi anche:
- La presentazione del Festival della Scienza
- Darwin e Fitzroy secondo Luca Bizzarri e Patrizio Roversi
- Belen Rodriguez al Festival della Scienza
- L'intervista con il Premio Nobel Luc Montagnier
- John Cacioppo: lezione di solitudine
- Festival della Scienza: arriva Jill Robinson
- Fatti fotografare da Oliviero Toscani
- La notte a colori del Museo Luzzati
- Festival della Scienza: Elio e le storie tese al Duse
- Alice nel paese della scienza
- Quale futuro per gli alberi in città? L'ABC al Festival della Scienza
- Gelato all'azoto liquido? Bastano pochi secondi
- Ian Pearson: «tra 40 anni l'immortalità della mente»

Per ulteriori informazioni

2984: Non uno spettacolo da guardare ma in cui sentirsi parte integrante, quasi un reality show. Con una serie di soluzioni coinvolgenti ma non invasive né disturbanti, Emanuele Conte costruisce una complessa partitura registica (all'interno di una Sala Campana - al Teatro della Tosse, completamente rivoluzionata: 1200 sono le ore servite per trasformarla) che chiama tra gli interpreti anche gli spettatori.

Come nel romanzo, per accedere allo spettacolo veniamo divisi in gruppi di 30 (i posti infatti sono limitati a 100) e guidati all'interno. Come gli interpreti indossiamo tute; come noi, loro siedono su panche, poste a cerchio intorno a un centro-palco sormontato da teleschermi; come loro siamo chiamati a vivere il lavaggio del cervello attraverso i frequenti messaggi video, slogan pseudo 'informativi',  ideologici - tra cui quello che riporta il valore del Fil: indice di felicità del paese sempre in crescita; e vivendo i minuti di odio prima e quelli dell'uguaglianza poi.

Entriamo così da spettatori, per divenire subito comparse e poi gradualmente esserci a tutti gli effetti dentro il mondo distopico che George Orwell (Eric Arthur Blair) aveva immaginato e trasferito su carta nel suo romanzo 1984. In questo 2984, come in un reality siamo chiamati a prendere parte ad una realtà interpretata dal vivo, ma anche ripresa in diretta e già resa virtuale a video.

Posti a sedere in un'arena - proprio come in molti programmi Tv - noi spettatori siamo, come gli interpreti (Carla Buttarazzi, Enrico Campanati, Bruno Cereseto, Alessandro Damerini, Andrea Di Casa, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, Marina Remi), abitanti di una Londra del futuro, parte della terza provincia più popolosa dell'Oceania denominata Airstrip One, regno del Grande Fratello: un volto tutto occhi (la bocca resta fuori dell'inquadratura) proiettato sullo sfondo.

Nella serata in cui ho visto io lo spettacolo, accanto a me i ragazzi di alcune scuole superiori. Quando veniamo tutti coinvolti nel rito dei tre minuti dell'odio gli interpreti si accaniscono, urlando insulti di ogni genere, contro l'immagine a video di Goldstein (Enrico Ghezzi): il ribelle che tenta di avvertire contro i pericoli del regime del Grande Fratello.
Si leva un vociare che si unisce alle ingiurie e crea la perfetta atmosfera partecipativa richiesta - chissà gli adulti cosa avrebbero fatto? Esemplare la prestazione di Enrico Ghezzi - ripreso in primo piano e in piano americano - che come creativo TV, si lascia trasformare in capro espiatorio - il cui monito si affievolisce man mano che le grida di protesta crescono - di una società ormai completamente asservita ai monitor e a tutti i messaggi che questi passano emanati dal Grande Fratello, una collettività priva di capacità critiche e di autonomia di pensiero (accanto a me alcune ragazze-pubblico protestano a favore di Goldstein-Ghezzi). 

Di quadro in quadro attraverso un montaggio serrato, la sintesi del romanzo ci porta dentro gli aspetti più importanti di questa utopia negativa, per raccontarci a grosse linee dei ministeri: quello della verità (dove lavora il protagonista Winston, Andrea Della Casa) deputato a far ingurgitare menzogne ai cittadini e trasformare la storia in continuazione in funzione delle nuove priorità del Grande Fratello; il ministero dell'abbondanza, votato a depauperare le risorse in modo da tenere tutti in condizioni minime che rasentano la miseria; e il ministero della pace, occupato a tempo pieno a costruire nemici e a fare la guerra; il temutissimo ministero dell'amore, o di polizia dedicato a far rispettare l'ordine e la legge (di cui però non esiste più traccia) completamente lasciata ai capricci del Grande Fratello o meglio alla sua necessità di tenere tutti sottomessi e in stato di sacra e cieca obbedienza.

C'è anche l'amore come al centro della storia orwelliana, tra Giulia (Marina Remi) e Winston, ma come dice Giulia, per lei la relazione con Winston, è un atto politico. "Un atto umano", la incalza Winston che attraverso di lei ripercorre alcuni frammenti d'infanzia, trasformati in immagini da disegni stilizzati e proiettati sul fondale come in una moderna graphic novel. Incontrandosi segretamente i due costruiscono un'esistenza parallela che sanno sarà breve e l'interruzione li porterà ad essere imprigionati e torturati. A fornirgli un nascondiglio, in una parte della città vecchia e priva di telecamere, un antiquario, Bruno Cereseto, che come un mago parla da una scaffalatura che contiene parafernalia di ogni tipo compresa la replica del suo volto. Un originale cameo, su una figura che resta misteriosa e scarsamente indagata persino in Orwell.

E arriva ovviamente anche il destino dichiarato fin dal patto d'amore fra Giulia e Winston: la cattura e la tortura per mano di O'Brien (Enrico Campanati), l'unico che Winston credeva appartenere alla confraternità dei ribelli. Ci trasformiamo ancora e da cittadini diventiamo prigionieri - con un veloce riposizionamento delle panche - divisi in gruppi e tutti coinvolti dal nuovo arrivato: Winston. Pochi minuti per alcune confessioni di altri prigionieri: il matematico Syme, che non ha più potuto accettare le bugie trasformate in numeri nel RAT, Rapporto Annuale di Tutto; Parsons, il fedelissimo denunciato dalla figlia bambina per psicoreato, nel sonno ha gridato "abbasso il Grande Fratello"; e persino il sintesiologo Ampleforth, che non è riuscito a sostituire in un unico versetto della Bibbia la parola Dio; e, infine, una donna, in stato di terribile confusione, forse la madre di Winston). Quindi la Stanza 101: quella della tortura personalizzata, dove la paura è l'incubo, la fobia o l'angoscia che ognuno ha coltivato da sempre nel suo intimo. Per Winston i topi.

Ci sono tutte le arti (la Tv, il cinema, il video-clip, l'animazione) chiamate a raccolta in questo spettacolo teatrale (22 televisori, 7 telecamere, più di 100 filmati per un totale di circa 351 minuti di girato), forse in parte a discapito della forza stessa della teatralità: un teatro che si converte in macchina duttilissima predisposta ad ogni trasformazione che gli intepreti-tecnici compiono dal vivo. Da vedere-vivere.  

 
 
 
 
 
Teatro della Tosse
Piazza Renato Negri 4
Genova - GE
+39 010 2487011
info@teatrodellatosse.it
www.teatrodellatosse.it


Aggiornato il 21/11/11

Scrivici per aggiornare i dati
 



 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
2984 - tortura Andrea Di Casa e Enrico Campanati
Andrea Di Casa e Enrico Campanati
 
   
 




 

Oggi in home page
  Che cosa regalo a San Valentino? Ecco qualche idea  
  Paola Tavella racconta il quartiere del Carmine  
  Marta Vincenzi: «Un secondo mandato all’insegna della continuità»  
  Roberta Pinotti: ho contatti nazionali, anche Napolitano mi richiama subito  
  Marco Doria: «A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?»  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License