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Festival della Scienza: come sarą la medicina nel 2050?

 
La conferenza dell o scienziato indiano Pushpa Mittra Bhargava. In futuro elimineremo alcune malattie, e arriveremo a vivere 150 anni. Di Giorgio Boratto, dalla community
 
   

     
Genova, 2 novembre 2009
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di Giorgio Boratto
   
medico
 
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Per ulteriori informazioni

Il 'futuro' era il tema della settima edizione del Festival della Scienza. Tra le tante conferenze sull'argomento: quella di Pushpa Mittra Bhargava su 'Medicina e salute nell'anno 2050'. Il famoso medico biologo e scienziato indiano ha tracciato un interessante quadro di che cosa sarà la medicina fra circa 40 anni. Per azzardare a prevedere il futuro, bisogna prima guardare cosa c'era nel passato e cosa è successo per arrivare al presente. Questa è la premessa con cui Bhargava ha iniziato il racconto della salute nel mondo per delineare una possibile realtà del 2050.

La storia della medicina scientifica parte all'inizio del secolo scorso dove i sintomi erano la malattia e le uniche medicine erano il chinino e l'aspirina. La diagnostica non esisteva e questo ha dato origine a medicine non scientifiche tipo l'omeopatia e la magia. Intorno al 1947 si sono fatti molti progressi: le radiografie, i test biologici, ma soprattutto l'arrivo degli antibiotici. Molte malattie sono sparite e ne sono apparse altre. Un grande passo avanti è stato conoscere l'origine di queste patologie entrando così nella comprensione biologica. Nel frattempo sono state scovate molte sostanze cancerogene.

Il fumo nel 2050 sarà debellato, come molte malattie tipo il colera, la peste, la malaria, la febbre gialla, la polio; ma i tumori saranno sempre più diffusi. Sapremo però come prevenirli. Ci saranno molte malattie virali. Le informazioni mediche avranno una diffusione globale e con la telemedicina si potrà operare e diagnosticare anche a distanza. Aumenteranno le competenze mediche specialistiche; ma il medico di famiglia sarà sempre il presidio principale per la salvaguardia della salute del singolo e in generale.

La diagnostica con la tecnologia elettronica e informatica è arrivata a individuare patologie a livello genetico. Con la mappatura del genoma umano e la possibilità di sondare il DNA, oggi abbiamo conoscenza che tutte le malattie hanno un fondamento genetico. Con ciò la medicina è cambiata e stanno nascendo nuove classi di farmaci. Oggi per fare un nuovo farmaco occorre un investimento di un miliardo di dollari. I chimici indiani hanno adottato una metodologia che fa costare questa ricerca l'1% di quella americana. Per arrivare ad un nuovo farmaco oggi si parte con migliaia di prodotti per arrivare a sceglierne uno. Con i composti dei peptidi- molecole di aminoacidi- si potranno costruire nuovi farmaci in modo più economico. La fitoterapia, la cura con le erbe, sarà sempre più scientifica e con la standardizzazione si potrà arrivare a 4mila formulazioni, utili a curare senza controindicazioni. Farmaci specializzati arriveranno all'obiettivo senza procurare danni nell'assunzione; con le nanotecnologie e la somministrazione con tempi che rispetteranno i ritmi circadiani personali, si avranno ottimi risultati. Avremo in seguito terapie geniche per i neuroblastomi, il tumore più misterioso e maligno diffuso oggi. Si diffonderà la chirurgia robotica e il trapianto d'organi troverà nel maiale, (l'animale più vicino all'uomo) geneticamente modificato per superare le fasi di rigetto, un fornitore importante di organi. Saranno disponibili così molti reni che oggi mancano.

Si è scoperto che le tele del ragno sono più forti dell'acciaio e quindi avremo in futuro, con l'ingegneria genetica, materiali biodegradabili fortissimi. Oggi sono state scoperte nuove anestesie come quella spinale. Bisogna sapere che le normali influenze non hanno possibilità di vaccino perché cambia costantemente il virus. Un altro aspetto conosciuto è che la biodiversità esiste anche nel campo umano, per cui non ci sono valori universali nelle analisi cliniche. I valori di un europeo sono diversi da un asiatico e non è detto che se quest'ultimo ha valori più o meno dei previsti sia da curare.

Un dato allarmante è la carenza spermatica che si registra negli uomini europei che raggiunge il 2% annuo. Di questo passo nel 2050 gli abitanti maschili in Europa saranno sterili. Questo calo degli spermatozoi è dovuto agli estrogeni (componenti femminili che influenzano la fecondità spermatica) rilasciati nell'atmosfera da certi tipi di materiali plastici. Intanto anche l'obesità, è scoperta recente, ha fattori di diffusione tramite componenti chimici nell'aria che respiriamo. Una conoscenza che si svilupperà sempre più è quella dei meccanismi della fertilità. La conclusione di questo lungo elenco, di possibili conquiste medico scientifiche e scenari di salute, ha un suggello: l'uomo nel 2050 vivrà mediamente 150 anni poiché questo è il limite della nostra natura biologica. Arriveremo al top dell'esistenza. Allora tanti auguri a  chi per quella data ci sarà.

 

 
 
 
 
 
 
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