«Fino ai 40 anni i libri li divoravo, poi ho cominciato a squarciarli». Michele Serrano ci racconta il suo nuovo progetto artistico usando l'ironia che lo contraddistingue. Sabato 7 novembre, a partire dalle 19.00, il giornalista e conduttore televisivo genovese, da sempre appassionato di arti decorative, inaugura la mostra Una casa da leggere nello showroom Il Convegno di Galleria Mazzini, che esporrà i mobili e gli oggetti d'arte di sua creazione. Ci sarà anche la musica del duo Jazz Ferraiuolo - Romeo. Il Convegno, aperto da Mara Pisano verso la fine degli anni '70, propone mobili e oggetti di gusto, ma accessibili. Anche la collezione creata da Michele Serrano conserva la filosofia economica del negozio, proponendo anche pezzi alla portata di tutte le tasche.
«La mia passione è nata quando ero bambino. I miei familiari amavano l'arte, ed io ho avuto modo di frequentare molti artisti genovesi degli anni Settanta. Ero un bambino silenzioso e un po' sfigato. Per fortuna a casa c'erano tanti libri, che ho divorato». Michele sceglie poi il Liceo artistico e va a lavorare presso la casa d'aste Rubinacci, una delle più grandi di Genova: «in un anno mi sono trovato a catalogare circa 3mila oggetti. L'osservazione e il contatto con le opere d'arte hanno fatto il resto». Da appassionato, Serrano è diventato un esperto di arti decorative. Ma guai a chiamarlo "artista": «non mi sento tale e sono d'accordo con Lele Luzzati quando definiva questo termine volgare. Preferisco definirmi un creativo, perché invento delle cose».
Le cose inventate da Michele, ed esposte in Galleria Mazzini, sono 80 complementi d'arredo, vassoi e tavolini, 15 mobili in stile, tutti pezzi unici realizzati interamente a mano da Michele Serrano e circa 60 multipli in porcellana. Dal mobile in stile Settecento al tavolino anni Cinquanta, fino alle lampade, ai sottopentola e i posacenere: Serrano ha ricoperto ogni oggetto con pagine, stralci, illustrazioni e titoli di vecchi libri o di riviste d'elité o popolari italiane e francesi, come Mimosa, Sipario e Plaisir de France.
Tutto questo vi ricorda qualcosa? Sì, se avete cenato almeno una volta al ristorante genovese Il Balcone, in salita Pollaioli, che Michele ha gestito alla fine degli anni Novanta: «mi serviva un'idea per trasformare il locale in un luogo speciale, per questo ho deciso di riempire i muri con quello che amavo di più: i libri».
Qualcuno ha accusato Michele di distruggere i libri: «per i miei lavori non utilizzo mai opere uniche. Trovo invece che i libri, anche quelli antichi, assumano un nuovo valore quando si trasformano in opera d'arte. Perché lasciarli ammuffire negli scaffali?».
Serrano inizia con la scelta della carta: «i fogli dei libri del Settecento sono fatti di pura cellulosa, mentre quelli dell'Ottocento e Novecento sono più resistenti». Il lavoro richiede molto tempo e pazienza: «seleziono e ritaglio le immagini e la parte scritta, spesso devo assemblare testi diversi tra loro. In casa ho messo in piedi un vero e proprio laboratorio da alchimista».