L'universo di Carla Tolomeo è una soprarealtà: «c'è il mondo e poi c'è quello che inventi, che costruisci a tua misura». Pittrice, scultrice, scrittrice (di notte), grande appassionata di letteratura e da qualche tempo anche falegname e tappezziere: «tutto ciò che è manualità e invenzione mi appartiene», spiega l'artista. Le sue Sedie-scultura hanno fatto il giro del mondo.
La prima sedia è nata per caso: «avevo rinunciato ad un contratto con una galleria d'arte londinese per stare vicina a mia mamma, che era malata. Ho scelto di restare a Milano con grande dolore. Non riuscivo nemmeno più ad entrare nel mio studio di pittrice. Ero chiusa in una stanza. Allora mi sono domandata: è possibile trasformare qualsiasi oggetto del quotidiano in arte? Provaci con una sedia, ha suggerito mia mamma. Le ho dato ascolto. Per me era anche un modo per tenere la testa occupata». Da lì a trovare le Sedie sulle più importanti riviste di arredo del mondo, il passo è stato breve.
«Per creare devo emozionarmi», continua Carla Tolomeo, «il lavoro per me è passione e gioia, ma anche un modo per fare nuovi incontri. Spesso mi arrabbio anche». Dare vita alle Sedie richiede anche grande fatica, «tanto che, per rilassarmi, spesso scappo da Milano per raggiungere il mare ligure». Tolomeo vede in Albissola la sua isola felice: «il mare è tutto per me. Lavoro la ceramica nella storica bottega San Giorgio di Poggi e Salino, che è uno dei luoghi più straordinari del mondo: quando entro in bottega mi dimentico del tempo e dello spazio. Mi prende la materia: lavorando la ceramica provo la stessa meraviglia che mi anima quando applico i tessuti».
Carla Tolomeo vive con la propria arte in una dimensione parallela: «ad ispirarmi è la natura che si trasforma: è connaturata alla mia vita. Ricordo che, quando ero bambina, il primo giorno di primavera mia mamma mi portava a cercare le viole. E il primo giorno d'inverno si andava a sciare. I miei temi sono sempre gli stessi: animali assurdi rivisitati, la creazione di un mondo irreale e surreale». A me le sue Sedie fanno pensare al Paese delle Meraviglie di Alice, ma Carla non è dello stesso avviso: «sono caduta nel mondo di Alice sono involontariamente. Pur non essendomi ispirata alle sue storie, sono un'appassionata di Lewis Carroll: ho una biblioteca fornitissima su di lui e sulle sue bambine magiche».
Carla è anche una lettrice appassionata: «ultimamente, durante un viaggio in treno, ho trovato un libro abbandonato: Il segreto di santa Vittoria, di Robert Crichton. Mi è piaciuto molto perché ricco di intrighi. L'autore dimostra inoltre di conoscere bene la realtà italiana degli anni Quaranta: il romanzo è ambientato nel periodo dell'occupazione tedesca. Tra i miei libri preferiti ci sono poi Tocaia grande, di Jorge Amado, che mi fa ripensare alla natura molteplice del Sud America, una terra che amo e dove ho vissuto alcuni anni. Da non perdere anche Israele e l'Islam. Le scintille di Dio, del genovese Pietro Citati, che racconta di culture limitrofe dal fascino incredibile. Da leggere e rileggere».