È incredibile come due semplici parole possano cambiare una vita intera. Succede quando un figlio o una figlia rivela ai propri genitori di essere omosessuale. Una tempesta, il pavimento che sembra crollare sotto i propri piedi, un'ansia nuova e la paura di guardare al futuro. Questo è ciò che raccontano le mamme e i papà di Agedo, l'associazione dei genitori di omosessuali, protagonista del documentario Due volte genitori, diretto da Claudio Cipelletti e prodotto da Agedo con il finanziamento della Commissione Europea, Progetto Daphne II. Family matters - Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche.
Il film segue i genitori dell'associazione nei loro incontri, in cui tutti si raccontano e si mettono a nudo. Si tratta di persone diverse tra loro, che hanno però in comune un amore smisurato per i propri figli.
Noi abbiamo fatto due chiacchiere con Donatella Siringo, portavoce della neonata Agedo Genova: «noi genitori temiamo che la società emargini i nostri figli. C'è anche chi nutre dei pregiudizi nei confronti degli omosessuali e si vergogna». Il primo problema che un genitore deve affrontare è la diversità dei propri figli da sé: «per una mamma e un papà eterosessuali è difficile accettare che un figlio non assomigli a loro. Poi c'è il problema delle aspettative: io credevo che un giorno sarei diventata nonna. All'inizio ci si sente disorientati e soli. Poi però vince la voglia di aiutare i propri figli».
Agedo vuole diventare il luogo dove i genitori di ragazzi e ragazze omosessuali possono portare le proprie difficoltà e condividere i dubbi con altre mamme e altri papà: «ci riuniamo due volte al mese per scambiarci le nostre esperienze (il secondo e il quarto giovedì, dalle 18 alle 20, i volontari dell'associazione sono disponibili telefonicamente. Basta chiamare il numero 010 2518426)».
Il figlio di Donatella oggi ha 22 anni, «ma io ho scoperto la sua omosessualità quando ne aveva 16. Lui faceva di tutto per "farsi scoprire" da me. La sua era una richiesta di aiuto. Il primo anno non è stato facile, perché temeva di deludermi. Io ho imparato a ristrutturare le mie aspettative e ho capito che mio figlio è altro da me. L'esperienza in associazione mi ha permesso di crescere e di accettare totalmente la sua alterità».
Agedo Genova è nata all'indomani del Gay Pride: «la manifestazione ha dato coraggio a molti, insieme alla possibilità di diventare visibili. Ho visto una grande partecipazione da parte dei genovesi, e la loro curiosità era benevola, non morbosa. Ma di certo noi genitori Agedo eravamo gli eterosessuali maggiormente coinvolti».