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Michael Pennington e Natasha Parry
Michael Pennington e Natasha Parry in 'Love is my sin'
 

Peter Brook e i Sonetti di Shakespeare

 
In 'Love is my sin' i due maestri dei palcoscenici inglesi Natasha Perry e Michael Pennington. Uno struggente, ironico e melodioso dialogo. Alla Tosse fino al 3 dicembre
 
   

     
Genova, 02 dicembre 2009
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mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Teatro della Tosse - Sala Aldo Trionfo
fino a giovedì 3 dicembre 2009
Love is my sin. Sonetti di William Shakespeare, con Michael Pennington e Natasha Parry, regia di Peter Brook, musicista Frank Krawczyk, luci Philippe Vialatte, produzione Théâtre des Bouffes du Nord
Spettacolo in inglese sopratitolato in italiano
Sul palco due attori shakespeariani: Michael Pennington, fondatore insieme a Michael Bogdanov della English Shakespeare Company, reso famoso al grande pubblico per aver interpretato Moff Jerjerrod, malvagio ufficiale dell'impero in Star Wars VI - Il ritorno dello Jedi (1983); e Natasha Parry, moglie di Peter Brook e una delle protagoniste del famoso Romeo e Giulietta, di Franco Zeffirelli del 1968.

Separazione, infedeltà, tradimento fino al disgusto della carne, per poi arrivare ad un amore che tutto travalica e si rivela più forte della vecchiaia e della morte. È il William Shakespeare dei Sonetti, che Brook adatta per la scena teatrale in un racconto a due voci.

Scrive Peter Brook: «I Sonetti sono i diari intimi di Shakespeare. Non vi troviamo né nomi né date, ma possiamo scoprirvi le sue passioni, le sue gelosie, la sua rabbia, le sue colpe e i suoi momenti di disperazione. Soprattutto possiamo condividere l'interrogazione sul tempo, la vecchiaia, la morte».

Nello spazio vuoto di Peter Brook, grazie a due interpreti eccezionali come Natasha Parry e Michael Pennington, la poesia di Shakespeare - una selezione dai 154 Sonetti - si trasforma da piacevole a malinconico sentimento fino a diventare un duetto amoroso, tra schermaglie e riconciliazioni, che domina sulla vecchiaia e la morte. Lungo la musica secentesca di Louis Couperin (1626-1661), interpretata dal vivo da Franck Krawczyk (pianoforte e fisarmonica), godiamo di una produzione raffinata e del tutto godibile del Théâtre des Bouffes du Nord ospite al Teatro della Tosse fino al 3 dicembre, ore 21.

Un grande tappeto a delimitare lo spazio scenico. Due sedie sul bordo verso il fondo scena. In primo piano, ai lati, due leggii e due sgabelli e ancora uno singolo al centro (vedi immagine sotto). In questa geometria scenica fatta di legno e tessuto, dove, come negli scacchi, legno scuro si alterna a legno chiaro, lungo linee rigide ed essenziali, si muovono su percorsi significanti i corpi dei due interpreti/amanti. Ora seduti, ora in piedi, ora di schiena, ora assorti in pensieri d'amore che li isolano dal contesto, ora rivolti l'uno all'altra, Natasha Parry e Michael Pennington mettono in scena le pene, le gioie, le contraddizioni di un amore che si scontra con il tempo tiranno (Devouring Time), che va incontro alla rottura e alla separazione (Separation) passando per il tramite odioso e straziante della gelosia (Jealousy), fino a sfidare e vincere il tempo stesso (Time Defied) superando per vigore i limiti posti dalla vecchiaia e perfino dalla morte. E la non verde età degli interpreti aggiunge forza, saggezza, ma anche un certo senso di gradevole nostalgia a parole che si penserebbero scontatamente più consone per dei giovani.

Legata a un immaginario che evoca la natura, quella delle diverse stagioni oppure quella degli animali, nei loro diversi comportamenti, ma che indugia molto anche sui particolari dello sguardo, della fronte corrugata o sui gesti delle mani dell'amato/a, la parola shakespeariana in questo andamento fortemente ritmato è prima di tutto sonorità. Non secondaria - grazie all'intensa interpretazione di Parry e Pennington - la forza evocativa di questa parola poetica, capace di tradursi in visione fatta di colori e forme che nell'arco della giornata, tra mattino e sera, alba e tramonto della vita, entra ed esce da paesaggi reali ed emotivi.

Lungo i 50 minuti di performance uno dei primi messaggi sembra essere titolo e chiusura di questa storia d'amore universale: My love shall in verse ever live young (il mio amore/amato, per sempre giovane, vivrà nei miei versi) che attraversa com'è noto terreni spesso accidentati e felicità non sempre certa: How heavy do I journey on the way...My grief lies onwards and my joy behind (Com'è duro percorrere questa mia strada...la pena è davanti a me e la gioia alle mie spalle). Eppure Love's no Time's fool (L'amore non è giullare del Tempo) e quindi non è soggetto, anche se a volte potrebbe sembrarlo, all'usura che il tempo impone su tutto perché Love alters not with his brief hours and weeks, but bears it out even to the edge of doom (l'amore non cambia con le sue brevi ore e settimane, ma resiste sino all'orlo della fine dei tempi). E su questo Shakespeare è pronto a scommettere l'intera sua carriera: If this be an error and upon me proved, I never writ, nor no man ever loved (Se questo è un errore, e che mi sia provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato).

In chiusura, eccezionalmente, a coronamento di una serata del tutto inusuale per il palco della Tosse, un fuori programma ancora meno consueto ma stra-applaudito, del musicista Frank Krawczyk che si è prodotto in un piccolo concerto al piano, eseguendo cinque brani: Prelude e Volte di Louis Couperin, Romanza e Intermezzo di Robert Schumann e la meravigliosa Morte di Isotta di Richard Wagner. Per poi cedere ancora, e con un bis interpretare un ulteriore brano a grande richiesta del pubblico.

 

 
 
 
 
 
Teatro della Tosse
Piazza Renato Negri 4
Genova - GE
+39 010 2487011
info@teatrodellatosse.it
www.teatrodellatosse.it


Aggiornato il 21/11/11

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Peter Brook sulla scena di 'Love is my sin'
Peter Brook sulla scena di 'Love is my sin'
 
   
 




 

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