Storia di un regista casertano innamorato della Liguria, tanto da girare a Genova il film documentario che gli darà la notorietà. Pietro Marcello, classe 1973, ha vinto il Torino Film festival 2009, diretto da Gianni Amelio. Il suo La bocca del lupo si è aggiudicato il premio come Miglior Film - impresa che non era riuscita a nessun altro italiano in 27 anni di storia della kermesse piemontese - e il Premio Fipresci.
È stata la fondazione genovese San Marcellino a commissionare al giovane regista il film, che tratta il tema dell'emarginazione urbana ed offre un ritratto diverso e originale di Genova. I volontari della fondazione sono rimasti colpiti dal primo documentario di Marcello, Il passaggio della linea, che ha ottenuto una menzione speciale alla Mostra del Cinema di Venezia 2007 nella sezione Orizzonti.
Protagonisti della storia (vera) de La bocca del lupo sono Enzo, in libertà dopo trent'anni di carcere, e la transessuale Mary, che per anni ha vissuto nei caruggi genovesi. La loro è una storia d'amore ai margini della società. Sullo sfondo, una Genova abitata da un sottoproletariato di cui Enzo, siciliano trapiantato in via Pré, via del Campo e dintorni, fa parte da quando aveva due anni.
«Il documentario indaga sulla zona dell'angiporto e racconta il tessuto sociale della città attraverso una piccola storia d'amore. La genovesità del film sta tutta nelle immagini di repertorio che raccontano di una città che non c'è più», racconta Marcello, «la montatrice Sara Fgaier, originaria di Riomaggiore, ha scelto le immagini grazie anche alla collaborazione dell'Archivio storico Ansaldo». Le riprese sono durate sei mesi: «il primo periodo è stato di osservazione del centro storico. Ho vissuto in via del Campo e lì ho trovato grande ispirazione. Cercando il materiale di repertorio ho avuto modo di conoscere molti cinematori. Con alcuni di loro è nato un rapporto di amicizia che ha reso quell'esperienza davvero indimenticabile».
Pietro Marcello ha vissuto per anni a Napoli, poi ha scelto di abitare alla Spezia: «mi piace vivere in Liguria. Grazie al film ho conosciuto meglio anche Genova, una città che guarda a sud e che sente molto la presenza del mare».