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La bocca del lupo (locandina)
La bocca del lupo (locandina)
 

La bocca del lupo: l'anteprima del film vincitore del Torino Film Festival 2009

 
Il documentario č ambientato nel centro storico genovese. Giovedě 3 dicembre l'anteprima nazionale al cinema Sivori. L'intervista di Francesca Baroncelli al regista Pietro Marcello
 

 
   

     
Genova, 02 dicembre 2009
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mentelocale di
Francesca
Baroncelli
   
 
LA BOCCA DEL LUPO: LA POLEMICA

«Che motivo c'era di dare al documentario lo stesso titolo del libro scritto da Gaspare Invrea (più conosciuto con lo pseudonimo di Remigio Zena, n.d.r.) e pubblicato nel 1892? Non mi è sembrata un'azione corretta». A parlare è il regista teatrale Paolo Pignero, che con la compagnia Gli Amici di Jachy lavora da anni al testo: «abbiamo adattato il romanzo per il teatro. Siamo andati in scena al Teatro della Gioventù, al Politeama e al Teatro Govi. Marco Sciaccaluga ci ha dato una mano nell'approfondimento dei temi trattati nell'opera e dei personaggi. La sceneggiatura è di Arnaldo Bagnasco».

«Il mio è un film ibrido», risponde Marcello, «quello del romanzo è un titolo di riferimento, ma La bocca del lupo non si riferisce solo a quell'opera: il messaggio che voglio lanciare è che non è poi così brutto stare nella bocca del lupo. Trarre l'intera storia dal romanzo sarebbe stata da parte mia una presunzione».

Gli Amici di Jachy metteranno in scena la loro versione teatrale de La bocca del lupo sabato 20 e domenica 21 febbraio 2010 al Teatro Instabile di Genova (via Antonio Cecchi, 19).

Storia di un regista casertano innamorato della Liguria, tanto da girare a Genova il film documentario che gli darà la notorietà. Pietro Marcello, classe 1973, ha vinto il Torino Film festival 2009, diretto da Gianni Amelio. Il suo La bocca del lupo si è aggiudicato il premio come Miglior Film - impresa che non era riuscita a nessun altro italiano in 27 anni di storia della kermesse piemontese - e il Premio Fipresci.

È stata la fondazione genovese San Marcellino a commissionare al giovane regista il film, che tratta il tema dell'emarginazione urbana ed offre un ritratto diverso e originale di Genova. I volontari della fondazione sono rimasti colpiti dal primo documentario di Marcello, Il passaggio della linea, che ha ottenuto una menzione speciale alla Mostra del Cinema di Venezia 2007 nella sezione Orizzonti.

Protagonisti della storia (vera) de La bocca del lupo sono Enzo, in libertà dopo trent'anni di carcere, e la transessuale Mary, che per anni ha vissuto nei caruggi genovesi. La loro è una storia d'amore ai margini della società. Sullo sfondo, una Genova abitata da un sottoproletariato di cui Enzo, siciliano trapiantato in via Pré, via del Campo e dintorni, fa parte da quando aveva due anni.

«Il documentario indaga sulla zona dell'angiporto e racconta il tessuto sociale della città attraverso una piccola storia d'amore. La genovesità del film sta tutta nelle immagini di repertorio che raccontano di una città che non c'è più», racconta Marcello, «la montatrice Sara Fgaier, originaria di Riomaggiore, ha scelto le immagini grazie anche alla collaborazione dell'Archivio storico Ansaldo». Le riprese sono durate sei mesi: «il primo periodo è stato di osservazione del centro storico. Ho vissuto in via del Campo e lì ho trovato grande ispirazione. Cercando il materiale di repertorio ho avuto modo di conoscere molti cinematori. Con alcuni di loro è nato un rapporto di amicizia che ha reso quell'esperienza davvero indimenticabile».

Pietro Marcello ha vissuto per anni a Napoli, poi ha scelto di abitare alla Spezia: «mi piace vivere in Liguria. Grazie al film ho conosciuto meglio anche Genova, una città che guarda a sud e che sente molto la presenza del mare».

 

 

 

 
 
 
 
 
 
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