Una stagione lirico-sinfonica (7 opere e 13 concerti) con due titoli di balletto e altrettanti di teatro musicale contemporaneo che segue l'anno solare, questo l'intento e il risultato del lavoro del team del Carlo Felice tutt'ora capitanato - nonostante polemiche e appelli - dal commissario straordinario Giuseppe Ferrazza, coadiuvato dal nuovo consulente alla direzione artistica il maestro Vincenzo De Vivo.
«Una stagione fatta con velocità, ma senza fretta», afferma De Vivo che snocciola titoli e percorsi di un programma che si estende da gennaio a dicembre 2010. Secondo Ferrazza con questo cartellone il Teatro Carlo Felice «torna ai vecchi numeri e, dopo le recenti e lunghe burrasche, punta a recuperare il livello artistico per cui è noto con presenze artistiche importanti tra grandi nomi e giovani già affermati». A breve sarà anche disponibile una programmazione progettuale legata a proposte che aprano il teatro alla città e permettano alle scuole di intraprendere percorsi laboratoriali rispetto all'ampio backstage del teatro (non solo canto quindi ma anche scenografia e costumi).
Accanto alla tradizione si stagliano due titoli di teatro musicale contemporaneo - l'uno, Il flauto magico, un Mozart reinterpretato dall'Orchestra di Piazza Vittorio in chiave multietnica, in programma a febbraio (dal 3 al 7); l'altro, Concha Bonita, una commedia fantastica in musica di Nicola Piovani e Vincenzo Cerami diretta dallo stesso Piovani, per la regia di Alfredo Arias, in scena in aprile (dal 20 al 24).
Gennaio sarà il mese della sinfonica con 5 dei 13 concerti in cartellone (a cui se ne aggiungeranno due fuori cartellone: uno per la Biennale del Mediterraneo e l'altro come anticipo delle celebrazione per l'Unità d'Italia).
Si parte da quello di Capodanno (venerdì 1, ore 16) con una selezione di danze ungheresi e slave e brani corali di Schumann, per la direzione di Balázs Kocsár. Il secondo concerto in abbonamento è fissato dopo l'Epifania, giovedì 7 (ore 20.30), sul palco Gabor Ötvös con la prima parte delle sinfonie di Felix Mendelssohn Bartholdy, che ha la sua ideale prosecuzione nella serata del 15 gennaio (ore 20.30) con la sinfonia n°2 dello stesso autore, per chiudere il ciclo giovedì 21 gennaio (ore 20.30) con la quarta e la quinta sinfonia. Ovviamente, per tutte e tre le serate protagonista anche l'Orchestra del Carlo Felice (e per la seconda il coro).
Prima di uno stacco che rimanda gli appuntamenti sinfonici a maggio, mercoledì 27 gennaio (ore 20.30), viene proposta per il Concerto della memoria una riflessione su Sergio Liberovici (compositore fortemente influenzato da Bartok e Stravinskij), di cui per la prima volta verrà eseguita la Chagalliana e La trasparenza della parola. Cantata per Primo Levi in nove stazioni, di Andrea Liberovici da un progetto inedito di Sergio Liberovici e Emilio Jona.
A febbraio, oltre all'originale versione che l'Orchestra di Piazza Vittorio proporrà de Il flauto magico, la nuova stagione operistica apre con un titolo da tempo fuori dal cartellone del teatro genovese, Nabucco (dal 19 febbraio al 2 marzo), opera in quattro parti su musica di Giuseppe Verdi di cui cura la regia Saverio Marconi, più noto nell'ambito del musical, al lavoro accanto al maestro Daniel Oren in un allestimento nuovissimo che debutterà tra qualche settimana al Teatro Massimo di Palermo.
Il secondo titolo in cartellone è Lucia di Lammermoor (dal 17 al 28 marzo), il dramma tragico in due parti su libretto di Salvatore Cammarano per la musica di Gaetano Donizetti, sempre diretto da Daniel Oren, affiancato per la regia dal francese Gilbert Deflo in un allestimento che viene ancora da Palermo in collaborazione con il Teatro delle Muse di Ancona e che vede in scena il giovane e promettente Giorgio Caoduro, sempre più spesso al Metropolitan di New York.
In aprile due appuntamenti: Tristan und Isolde, l'opera in tre atti di Richard Wagner che porta a Genova un direttore di prestigio come Gianluigi Gelmetti e un regista altrettanto importante come Giancarlo Cobelli su scene e costumi di Maurizio Balò, nonché nel ruolo di Tristan l'interprete Jan Storey (che qualcuno ricorderà qualche anno fa per l'inaugurazione alla Scala con Barenboim).
Il secondo appuntamento con il teatro musicale contemporaneo è con Nicola Piovani e Concha Bonita (dal 20 al 24 aprile).
Riprendono i concerti a maggio, già il 6 (ore 20.30) Musica al quadrato, con brani di Luciano Berio (Tre versioni della ritirata notturna di Madrid e Rendering), Igor Stravinskij, un omaggio ai frammenti della decima di Beethoven e, in prima assoluta, i Canti Polacchi per coro femminile e orchestra, con l'Orchestra e il Coro del Carlo Felice diretti da Jordi Bernacer.
Prima di proseguire con i concerti, dal 12 al 16 maggio in scena il balletto con Anna Karenina, due atti dall'omonimo romanzo, una coreografia di Boris Eifman realizzata dall'Eifman Ballet Theatre di San Pietroburgo.
Il 20 maggio (ore 20.30) per il settimo concerto in abbonamento parte il ciclo Intorno a Chopin con il direttore e pianista solista Alexander Lonquich, che prosegue in settembre (il 10) per chiudere a dicembre (il 9). Sempre a maggio (il 25, ore 20.30) il pianista Andrea Bacchetti diretto da Marco Guidarini interpreta Novecento, su musiche di Maurice Ravel, Nino Rota e Sergej Prokofiev.
Prima della chiusura estiva, a giugno (dall'8 al 22) va in scena un allestimento storico che risale al 1900 della Tosca, diretta da Jari Hämäläinen, per la regia di Renzo Giacchieri, su scene e costumi originali di Adolf Hohenstein ricostruiti da Maurizio Varamo e Anna Biagiotti, che vede anche il rientro in città dell'interprete genovese Fabio Armiliato (nel ruolo di Cavaradossi) per un allestimento del Teatro dell'Opera di Roma.
Dopo l'estate, a settembre (il 16) torna sul palco Juanjo Mena per Romantik, un concerto su musiche di Brahms e Schumann, che coincide anche con l'inizio del 53° Concorso Internazionale di violino il Premio Paganini (dal 16 al 26), per cui arriva a Genova Christopher Franklin.
A ottobre si riprende con Il Barbiere di Siviglia diretto da un giovane promettente José Miguel Pérez Sierra, nella regia di Tato Russo che combina la tradizione comica napoletana con la vivacità delle scene di Emanuele Luzzati (dal 12 al 24). Sempre a ottobre, una new entry sul palco: dall'America Wayne Marshall, direttore solista al piano per America! su musiche di Gershwin e Bernstein (il 16, ore 20.30).
Ultimi titoli tra novembre e dicembre: La Traviata (dal 10 al 21 novembre), che recupera la scenografia Josef Svoboda, per la regia di Henning Brockhaus e L'opera da tre soldi (dal 26 novembre al 2 dicembre), per la regia di Luca De Fusco proposta con le interpretazioni vocali di Massimo Ranieri e Gaia Aprea sui song di Brecht/Weill, un allestimento del Teatro San Carlo di Napoli.
La stagione chiude con un Omaggio ai Ballets Russes del corpo di ballo de CCN - Ballet de Lorraine, diretto da Didier Deschamps (dal 15 al 19 dicembre) con tre coreografie Petruska di Michail Fokine, L'après-midi d'un faune una coreografia di Vaslav Nijinskij e Les Noces di Bronislava Nijinska. E con il tradizionale Concerto di Natale lasciato alla direzione di Umberto Benedetti Michelangeli uno sguardo su padre e figlio su musiche di Mozart.