Il CRCSSA (Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale Onlus) è nato nel 1996 grazie all'impegno di un gruppo di volontari. Tra loro c'erano molti medici, come Bruno Fedi, primario ospedaliero, docente universitario e oggi coordinatore del comitato scientifico del CRCSSA, e lo scienziato Giulio Tarro, direttore scientifico dell'associazione. Qualche anno fa Tarro è salito agli onori della cronaca per una scoperta scientifica importante: un nuovo strumento per la diagnosi precoce del tumore al polmone. Si tratta di un marker rappresentato della proteina TLP (Tumoral Liberated Protein).
Il centro si batte per dire no alla sperimentazione sugli animali, la vivisezione e i protocolli basati su modello animale. Come fare? «Promuovendo la ricerca tramite la tecnologia avanzata», spiega Maria Grazia Barbieri, presidentessa nazionale del CRCSSA, «molti non sanno che esistono nuove sperimentazioni. Ad esempio quelle in vitro con le cellule umane».
Sabato 12 dicembre presso lo Star Hotel President di Genova (davanti alla stazione Brignole), dalle 10 alle 13, l'associazione organizza il convegno Ricerca e società: la vivisezione non è solo barbarie e sofferenza animale, ma una minaccia per la nostra salute: «le tecniche utilizzate fino ad oggi hanno recato molti danni, spesso irreversibili, anche agli esseri umani», continua Barbieri.
Tra i progetti del CRCSSA, c'è la costruzione di un rifugio per riunire i cavalli e gli asini che in questi anni l'associazione ha salvato da maltrattamenti: «a Ovada abbiamo un terreno recintato, che ha già ospitato due pony e due pastori tedeschi. Ora aspettiamo i permessi necessari per mettere i box. Il centro si chiamerà Rifugio no macello».