L'affermazione arriva in coda alla presentazione del Capodanno 2010 a Genova. «Se non ci sono domande volevo dire che questo è l'ultimo evento che seguirò come consulente della sindaca Marta Vincenzi. Mi sembra un bel Capodanno di livello europeo. Oggi rimetterò il mio mandato». Interminabili secondi di silenzio, poi Nando Dalla Chiesa spiega il perché della sua decisione: «sono venuto qui per dare una mano al Comune in un momento di grande difficoltà. Mi hanno chiamato per fare il consulente, non sono venuto per fare politica». Il quadro non è ancora chiaro, ma la tensione sul volto di Dalla Chiesa era presente da diversi giorni. I contrasti si sono verificati con alcuni assessori della Giunta: «dovrei dipendere soltanto dal sindaco, non dovrei avere assessori che mi chiedono conto o pretendono di dettarmi legge». E ancora: «i confini del mio operato e di quello degli altri non sono chiari, si è creato un clima che non mi piace».
Qualche screzio anche con la Vincenzi? «No, nessun contrasto con la sindaco. Guardate, l'unica cosa che non accetto è che mi si dica che non ci sono: ho mille impegni - due corsi all'università, la presidenza dell'associazione Libera, una casa editrice - eppure ci sono molto più di altri. Faccio i salti mortali, stanotte alle tre ero ad Arezzo e stamattina sono qui. Lo faccio con piacere se ne vale la pena, altrimenti le cose da fare non mi mancano». Il difficile rapporto con gli equilibri della città - come era emerso anche da alcuni interventi di Dalla Chiesa proprio su mentelocale.it - alla fine si è spezzato.
Nel pomeriggio arriva la risposta della sindaca Marta Vincenzi. «Considero la dichiarazione di voler rimettere il mandato di consulente per la promozione della città, espressa da Nando Dalla Chiesa, una conseguenza della diffusa preoccupazione dovuta alla carenza di risorse ormai tragica dei Comuni; una carenza che interessa come prima cosa proprio funzioni come la promozione della città che invece riteniamo debbano essere prioritarie.
Riteniamo preziosa la disponibilità di Nando Dalla Chiesa a lavorare per Genova. Il suo sfogo è stato forse dettato da un momento di stanchezza per il grande impegno profuso nell'organizzazione del prossimo Capodanno, che sarà di qualità, nonostante le grandi difficoltà economiche. Troveremo una soluzione».