Da tempo il gufo saggio è assente da queste pagine ma, cosa volete, trovare localetti simpatici, economici e caratteristici non è facile. Ebbene, il Mangiabuono è uno di questi. All'angolo di vico Vegetti con via San Bernardo (ovvero nel cuore del Castrum, la parte più antica di Genova), il Mangiabuono vi accoglie come una trattoria d'antan, con le sue tendine a quadretti blu che ricordano le vecchie osterie d'un tempo dove si mangiava bene e si spendeva poco. Ed è ancora così. L'interno è piccolo - massimo quaranta coperti - ma lindo e pulito con le tovagliette di carta che riprendono il disegno delle tende, il cibo è veramente buono, genovese, genuino anche se con poche pretese.
Se siete fortunati arriverete in quei giorni nei quali la cucina ha preparato le lattughe ripiene in brodo, un cibo genovese secondo me poco conosciuto ma che sta alla pari della cima o dei ravioli di borragine, veri sovrani della cucina etnica di Genova. E ancora trippe accomodate, coniglio, ravioli di magro e no, cima ed altro.
Se poi siete seguaci del buon dio Bacco, potrete gustare barbera e nebbiolo, vini corposi, che scendono giù come un colpo di colubrina e che poco hanno a che vedere con i vini ruffiani tanto di moda al giorno d'oggi.
A voler fare un pasto completo con tutti i crismi non spendete più di trenta Eu, compreso il limoncello fatto in casa, ma non lamentatevi se trovate pieno soprattutto la sera: il locale è piccolo, gli avventori tanti e il Mangiabuono non accetta prenotazioni.
Piccola nota per i miei amici in carrozzina che troveranno poca fatica ad accedere ad almeno quattro tavoli. Ahimé, però, il bagno è piccolo e non consente l'ingresso in carrozzina.