mentelocale Ultimo aggiornamento Sabato 11 febbraio - 12.08
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale BLOG mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Arte  |   Libri & Scrittori  |   Scienza  |   Casa & Design
mentelocale
 
         Savona
 La Spezia
 Imperia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Agenda teatrale | Multimedia  | Webcam
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
genova  >  cultura  >  Libri & Scrittori
Maksim Cristan
© foto: maksimcristan.blogspot.com  -  Maksim Cristan
 

Maksim Cristan e il suo 'Fanculopensiero'

 
Un docu-romanzo autobiografico sulla trasformazione da business man a scrittore di strada. A Palazzo Ducale per 'Circumnavigando' il 20 dicembre. L'intervista di Laura Santini
 
eventi
Domenica 20 dicembre, alle ore 18.30, lo scrittore croato Maksim Cristan sarà ospite all'interno della nona edizione di Circumnavigando a Palazzo Ducale, nella sala del Minor Consiglio, per presentare il suo libro Fanculopensiero, un romanzo autobiografico sulla scelta di trasformarsi da businessman a scrittore di strada. Ne parliamo con lui in un'intervista.  
top 10

 
   

     
Genova, 18 dicembre 2009
Stampa Invia amico
 
mentelocale di
Laura
Santini
   
 
Fanculopensiero
Feltrinelli, 2007, 201 pp, 13 Eu)
È la storia vera di Maksim, giovane manager in carriera croato che un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet ad un semaforo, con il motore acceso, e se ne va in un albergo: stanza 510. Lascia che i suoi cellulari si scarichino e si ferma a guardare il soffitto. Il suo rinato istinto gli dice di andare via, così prende il primo treno diretto a ovest e si stabilisce a Milano. Vive come può e come capita. Spesso non mangia, più spesso non dorme. E per strada scrive. Scrive storie, riflessioni, visioni del mondo, dei suoi incontri, delle sue donne, di una vita che non vuole più essere come prima.

Accanto alla presentazione l'attore e regista Ippolito Chiarello, sempre il 20 dicembre, in forma ridotta Fanculopensieroff alle 16.45, a Palazzo Lomellino in via Garibaldi e alle 21 al Ducale, metterà in scena la sua versione teatrale del romanzo di Cristan: Fanculopensiero - Stanza 510.

«Con Ippolito - spiega Cristan - ci siamo conosciuti anni fa e la sua idea mi è piaciuta subito. Ho anche partecipato ad alcuni momenti della preparazione del suo spettacolo. Ma sono rimasto alla prova generale di due anni fa, quindi a Genova vedrò la nuova versione per la prima volta. Per me è un incanto vedere il mio lavoro rappresentato da qualcun altro e il caso vuole che la mia stanza d'hotel a Genova sia proprio sopra la strada dove Ippolito farà la performance breve. Sarà una cosa straordinaria dare vita a una cosa che ti è venuta in mente e poi vederla materializzare in una realizzazione fisica».

Al momento vive a Berlino in una ex fabbrica, Schöneweite, insieme a molti altri artisti a cui è stato affidato uno spazio-laboratorio dove lavorare e, come nel caso di Maksim Cristan, un appartamento dove vivere.
Croato, a lungo residente (seppur clandestinamente) in Italia, Cristan si è costruito la sua nuova vita come scrittore di strada che cantava e vendeva le sue storie e le sue poesie. Maggiore popolarità è arrivata con Fanculopensiero, romanzo autobiografico che un giorno ha portato alla Feltrinelli. «Circa due anni fa, ho preso il mio manoscritto, di troppe pagine perché lo potessi stampare io come facevo con i piccoli libri che vendevo per strada, e sono andato alla Feltrinelli. Avevo scelto questa casa editrice tra le altre per la sua storia un po' anarchica. Mi sono presentato all'ingresso dicendo che il direttore mi aspettava e soprattutto aspettava questo mio manoscritto, un libro straordinario. Lui non c'era, il che ha reso più facile la cosa, la segretaria (Elena Mantelli) gentilissima si è scusata per il disguido e ha lasciato il manoscritto sulla scrivania di Alberto Rollo, direttore editoriale. Una bella persona con cui ci siamo capiti subito».
La piccola bugia ha sortito il suo effetto e nel giro di un mese e mezzo, Cristan faceva quattro chiacchiere con Rollo per definire la pubblicazione.

«Un romanzo dove ho preso me stesso come soggetto per raccontare qualcosa che è comune a tutti oggi: questo nostro vivere male in una società dove non vediamo alternativa a un sistema che ci chiede di correre e guadagnare, dove scordiamo i nostri sogni e le nostre ambizioni».
La svolta di Cristan, come sottolinea lui con forza, «non è accaduta proprio in un giorno. Devi pensare che sono cresciuto sotto un regime e lì mi sono formato fino a 24 anni. Quando siamo stati invasi dalla democrazia sembrava un sogno: pensavamo adesso abbiamo la libertà di espressione e possiamo diventare ricchi. Era un incantesimo, un delirio totale. Tutti sono corsi a fare i businessman». All'epoca sembrava la soluzione migliore, più felice. Cristan si è messo a vendere arredamenti - «la logica era vendere il più possibile per guadagnare il più possibile» - ma dopo 8 anni qualcosa in lui si è rotto.

«Immaginati di portare le bretelle e rimanere incastrato in una griglia, ti allontani ma quelle continuano a tirare indietro e, per qualcuno, a forza di tirare si strappano e si va avanti. Ma io sono debole, e invece di continuare in avanti sono rimbalzato indietro e ho scontrato violentemente contro il muro alle mie spalle». All'inizio, confessa Cristan, è stata durissima: pensava di aver fallito, ma a poco a poco ha realizzato che era di fronte a quella iniziale follia che ti fa mollare tutto per riflettere e ricominciare tutto da capo.
«Facendo come tutti fanno, mi scoprivo incapace di andare avanti. Il coraggio per il suicidio anche mi mancava. Così ho deciso di seguire solo me stesso ignorando la legge del 'se non guadagni non mangi'. E, seppure poco e non sempre, ho mangiato». Dai 90 Kg guadagnati insieme allo status di businessman, Cristan è tornato anche in una forma fisica a lui più gradevole «adesso sono più bello, o almeno più elegante».

La sua vita di scrittore di strada è durata circa 5 anni. Scriveva poesie e racconti da cui poi è nato Fanculopensiero, che a lui piace definire un docu-romanzo, per la sua natura di esperimento scritto. «Fin dall'inizio, oltre a produrre piccole pubblicazioni, facevo una specie di teatrino di strada rappresentando il mio lavoro con l'aiuto di altri artisti di strada - violinisti, mimi, chitarristi - preferivo unirmi a loro che stare con quelli che vendono le borse finte. Lì è nato una specie di innamoramento per questa formula del cantastorie e non ho più smesso di fare presentazioni e concerti letterari per strada, in piccoli teatrini, nei circoli Arci, ma anche alla Notte dei senzatetto a Roma, e poi a Ferrara, a Parma... Ne ho creato uno su Anna Politkovskaja, e di recente Carriolediocchi (scritto tutto unito), che è anche il mio prossimo romanzo in uscita».

Carriolediocchi è dedicato alla strage di Beslan (la scuola in Ossezia in cui morirono tanti bambini e insegnanti nel settembre del 2004) e Cristan ne sta portando in giro una versione concerto con due musicisti italiani che vivono a Berlino: TgWave (compositore milanese) e Adam Gallina, percussionista di Biella, che produce da solo la metà dei suoi strumenti ed è stimatissimo.
Nel frattempo scrive, una volta al mese, per la rivista Internazionale nella rubrica Italieni, e in forma di volontariato per riviste di senza tetto italiane e croate. A marzo sarà di nuovo nel suo paese per il Festival Internazionale del Monologo per cui sta preparando un'adattamento di Carriolediocchi.  

Ma è ancora l'Italia la sua prossima meta. «Ho vissuto per 2 anni a Lecce e penso che, visto il lavoro che Nichi Vendola è riuscito a fare, spendendo soldi pubblici onestamente e creando una catena di laboratori urbani, cercherò di tornare lì. Hanno ristrutturato tutta una serie di edifici pubblici che a breve assegneranno per una serie di direzioni artistiche. E siccome a gennaio sono stato invitato a Bari dalla Scuola Holden per una rassegna tra cinema e letteratura italiana e slava, penso che mi fermerò un po' più a lungo».

Pungolato sull'idea che da un business è passato a un altro, Cristan risponde con decisione: «non vedo alcuna relazione tra le due attività. Certo mi impegno molto nella dimensione della vendita e promozione dei miei lavori. Ma quello che faccio oggi prevede ricerche e un incanto per quello che scrivo e faccio che va oltre l'idea di guadagno. Poi c'è una dedizione e un desiderio che mi danno il godimento di farlo al di là del successo che potranno avere: mi avventuro in luoghi, zone inesplorate o poco note che non hanno una portata commerciale e il rischio di un interesse su piccola scala non mi fa affatto mollare. Preferisco una vita sprecata alla faccia di tutti i soldi del mondo, perché chi fa cultura deve assumersi un minimo responsabile per risvegliare le coscienze, dare un'alternativa alla paura e al conformismo che domina».

E a proposito di responsabilità dell'artista, per le celebrazioni intorno alla caduta del muro di Berlino, Cristan ha prodotto un lavoro molto forte insieme alla pittrice e scultrice italiana Valeria Sanguini, dal titolo Gli evasi della Sprea: «un'azione dimostrativa, un intervento dettato dall'urgenza di rispondere al problema del muro del Mediterraneo che sono poi i respingimenti dei migranti. Alcune sculture dalle forme umane sono state gettate nel fiume Sprea e hanno percorso così tutta la città. Peccato i media ne abbiano parlato pochissimo.
Comunque, ho in preparazione un lavoro simile con sculture che rappresentano famiglie dell'Africa...».

Quale ospite migliore per il prossimo evento genovese la Biennale del Mediterraneo?

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




acquista con IBS.it  Acquista on-line Fanculopensiero
di Maksim Cristan su IBS.it

   


 

Oggi in home page
  Che cosa regalo a San Valentino? Ecco qualche idea  
  Paola Tavella racconta il quartiere del Carmine  
  Marta Vincenzi: «Un secondo mandato all’insegna della continuità»  
  Roberta Pinotti: ho contatti nazionali, anche Napolitano mi richiama subito  
  Marco Doria: «A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca?»  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License