La Baistrocchi raggiunge quota 97 e si dirige verso il centenario. Lo spettacolo di quest'anno è La Venere coi baffi (in scena al Politeama Genovese dal 30 dicembre 2009 al 17 gennaio 2010, e poi venerdì 22 e sabato 23 gennaio 2010 al Teatro Govi di Bolzaneto).
Vi aspetta la consueta satira sui personaggi politici genovesi (Burlando e Vincenzi), con incursioni anche nel panorama nazionale, sul caso Marrazzo, su Corona, sul Gay Pride. Un po' meno su Genoa e Samp che, secondo il regista storico della Compagnia Piero Rossi: «non hanno dato molti spunti quest'anno».
Non mancano le novità, a comincare dalla presenza femminile, sempre più folta. Lo scorso anno l'entrata delle prime due donne nella parte di prosa. Quest'anno ci sono ben quattro donne nel corpo di ballo. «Nella società di oggi le donne sono sempre più importanti - prosgue Piero Rossi - la Bai segue i tempi. Sono ragazze universitarie bravissime, che hanno chiesto di entrare, e noi abbiamo accettato». Tra i maschi, un ragazzo di origine russa, anche lui universitario. Altra news: l'orchestra suona dal vivo sul palco.
La seconda notizia riguarderebbe proprio Rossi. Il padre spirituale della Bai, entrato come studente nel 1957 recitando a fianco di un certo Paolo Villaggio, dice che sarà l'ultimo anno da regista, «l'età avanza, bisogna lasciare spazio ai giovani. Ci sarò sempre, ma non come regista», dice. Parole che abbiamo già sentito, ma è più forte di lui: tutti gli anni è di nuovo in prima fila.
Il set de La Vergine coi baffi è un fantomatico night club, l'Arcanciel. La vecchia cassiera Erminia, che forse una volta era una soubrette, è il filo conduttore dello show, tra i balletti delle showgirls pelose e gli sketch comici.
Come sempre, lo spettacolo della Bai ha anche uno scopo benefico. Quest'anno il ricavato sarà devoluto alla Gigi Ghirotti, che si occupa si assistenza medica a malati terminali, ad un'associazione che opera nel campo del trasporto di persone dsabili, e infine all'associazione Bandeco, che intende costruire un ospedale a Kabinda, in Congo.