Il 10 dicembre 2009 sono arrivate, come un lampo a ciel sereno, le dimissioni di Nando Dalla Chiesa da coordinatore della Promozione della Città, un mandato di consulenza alle dipendenze della sindaca Marta Vincenzi che lo aveva chiamato nel difficile momento di Mensopoli per risollevare l'immagine di Genova. Alla presentazione del Capodanno 2010, sempre il 10 dicembre, aveva detto: «non sono venuto qui per fare politica» e aveva sbattuto la porta. Un gesto d'impulso, senza averne prima parlato con la Vincenzi.
Nei giorni scorsi il confronto con la sindaca, e l'ideazione di un piano b per uscire dall'impasse. Al terremoto scatenato da Dalla Chiesa segue un riequilibrio delle forze nel campo della cultura a Genova. «Era nostra intenzione fare questo percorso con gradualità, ma l'uscita di Dalla Chiesa, anche se speravo che ne parlasse prima a me, mi ha fatto riflettere», dice la sindaca. Che prosegue: «È vero che al momento attuale c'è confusione nelle competenze». Dalla Chiesa aspetta dunque una nuova proposta dalla Vincenzi, con ogni probabilità verterà sul marchio di Genova Città dei Diritti, quello a cui il professore tiene di più.
Gli altri compiti del suo ufficio verranno dirottati in altre strutture. Nelle intenzioni di Marta Vincenzi, la Fondazione per la Cultura dovrà uscire da Palazzo Ducale e occuparsi della gestione degli eventi su tutto il territorio cittadino - compresi Notte Bianca e Capodanno - e della governance dei musei. All'assessorato andrà un compito politico e di indirizzo per le strategie culturali della città.
Dalla Chiesa si è detto disponibile a qualsiasi tipo di contributo. «Valuterò il nuovo progetto. Sul campo dei diritti per esperienza e impegno personale, sono a casa mia». Non si sa ancora che tipo di contributo sarà e quanto sarà impegnativo per Dalla Chiesa, che dice: «Dipende dall'impegno che mi si chiederà, rimango anche gratis». Gratis sì, ma non certo con la presenza dell'ultimo anno e mezzo: «Mi sono appuntato 119 presenze su 230 giorni lavorativi, più di un giorno su due. Ci sono due modi per fare il consulente, identificarsi molto nel proprio incarico, oppure limitarsi a dare dei consigli e basta. Io ho puntato sul primo approccio, ma ci sono stati problemi con la macchina amministrativa. L'amministrazione ne ha preso atto e mi ha fatto un'altra proposta». La Vincenzi assicura: «sul tema dei diritti Dalla Chiesa rimarrà il mio consulente».
Gli intoppi a cui si riferisce Dalla Chiesa derivano dal fatto che ufficialmente il suo mandato faceva riferimento solo e soltanto alla Vincenzi, ma di fatto le sue proposte dovevano passare in Giunta attraverso l'assessorato alla cultura. Qui sono arrivati i problemi che lo hanno portato a dire: «non sono qui per fare politica». Dal primo gennaio 2010, insomma, Dalla Chiesa non sarà più il coordinatore della Promozione. Se parte dei suoi incarichi passano alla Fondazione per la Cultura, alle dirette dipendenze della sindaca rimane l'Urban Lab e Città dei diritti, con un budget per la promozione gestito direttamente. «Questi ambiti rimangono strettamente legati a me - dice la sindaca - e li immagino con un taglio più politico». D'altra parte, alla Fondazione per la cultura verrà chiesto di entrare nel Tavolo di Promozione della Città.
Quali competenze rimangono all'assessorato? «Dovrà innanzitutto preparare questo passaggio istituzionale. E poi ci sono alcune istituzioni che andranno sotto la Fondazione, come il Carlo Felice e gli altri teatri genovesi».