Uno dice: vabbè che a Genova c'è un clima piuttosto mite rispetto ad altri posti in Italia, ma aprire una gelateria a dicembre parrebbe un po' troppo. Mettici anche che a metà mese è arrivata una perturbazione siberiana che ha ghiacciato ogni cosa. E invece la preveggenza di Barbara Deagostini e Moreno Mattioli è da lodare.
Sono loro gli ideatori di U gelatu du carruggiu, gelateria artigianale di via San Bernardo 91r che si è presentata al pubblico il 31 dicembre (anche se la festa inaugurale è stata il 19 dicembre) con il Gelato di Capodanno (prugne, uvetta, albicocche sotto spirito fra strati di crema) e l'accoppiata Panettone, spumante e gelato.
Entrambi provenienti da altre esperienze nel campo della ristorazione - Barbara in un laboratorio di cioccolato, Moreno in un ristorante - hanno deciso di puntare sulla filosofia del Km 0. I loro prodotti sono realizzati in casa con materie prime del territorio. Oltre a coni e coppette, frappè, frullati, macedonie, torte. Attenzione anche al quartiere: come primo passo l'affissione di una bacheca con gli appuntamenti artistici e gli spettacoli della zona. Tra le altre iniziative in progetto: corsi speciali per appassionati e bambini, ma anache il bookcrossing culinario. L'inno del posto è un brano tratto da una canzone degli Skiantos: Il gelato è il mio conforto, mi ripaga di ogni torto, il gelato mi consola e fa dolce la mia gola... i gelati sono buoni ma costano milioni.
Oltre a non costar milioni, i gelati di San Bernardo sono sani, e buoni.