Google.cn non sarà più filtrato come aveva chiesto e ottenuto il governo di Pechino. Lo ha annunciato l'azienda di Mountain View: i ripetuti attacchi di hacker verso software e infrastrutture di Google - che hanno raggiunto anche altre grandi aziende, come si legge nel blog ufficiale di Google, su cui è apparso l'annuncio - hanno spinto i dirigenti del motore di ricerca più usato al mondo a tornare sui propri passi. Diversi attacchi, e tentativi di accesso, sono stati registrati anche verso gli account di posta elettronica di Gmail detenuti da attivisti per i diritti umani.
La censura aveva scatenato proteste nei confronti di Google in tutto il mondo, ma la scelta di liberare la rete in Cina non è priva di rischi: il mercato cinese, infatti, rappresenta anche nel settore web la più grande promessa di crescita nel prossimo futuro. Venire oscurati proprio lì - il rischio ora è concreto - potrebbe rappresentare un grave danno per Google. David Drummond, Chief Legal Officer di Google, ha ammesso che l'oscuramento potrebbe essere messo in atto, e anche Hilary Clinton afferma di attendersi la risposta del governo di Pechino.
Nelle prossime settimane i rappresentanti dell'azienda di Page e Brin incontreranno il governo cinese per capire se l'accordo è possibile.