Nella prima parte dello spettacolo l'acqua che ti aspetti di vedere sul palcoscenico non c'è. Ma Rain, lo show che sabato 23 e domenica 24 gennaio 2010 la compagnia canadese di artisti circensi Cirque Éloize ha portato al Teatro dell'Archivolto di Genova, la pioggia te la fa immaginare. Ma non si tratta di una giornata grigia e triste. Quelle di Rain, il terzo spettacolo della Trilogia del Cielo scritta e diretta da Daniele Finzi Pasca, sono gocce liberatorie, sotto le quali scatenarsi e giocare.
I protagonisti sognatori e buffi di questo gioco non hanno bisogno di scenografie mozzafiato per creare la giusta atmosfera. Bastano una corda, un cerchio luminoso, un pianoforte e tre palloncini a forma di nuvola per dare vita ad un vero e proprio sogno ad occhi aperti.
Non è necessario essere bambini - e sabato sera a teatro ce n'erano tanti - per guardare questo spettacolo a bocca aperta e occhi spalancati. Certo, molti dei numeri circensi sono difficili e quindi emozionanti, ma c'è di più. C'è una poesia che va al di là dell'abilità acrobatica.
E infine, eccola la pioggia. Non bagna gli spettatori che forse, immersi in quell'atmosfera fantastica, non avrebbero nemmeno aperto l'ombrello. In scena tutti accolgono le gocce di pioggia creando giochi di luce e disegni d'acqua di grande effetto. Dal sogno composto alla gioia sfrenata. Quando arriva la pioggia finisce anche lo spettacolo e ti accorgi che un po' di quella spensieratezza ha catturato anche te.