Per Claude Monet il Mediterraneo è un tappeto di pietre preziose; Gustave Courbet lo descrive osservando un paesino francese di pescatori; Vincent Van Gogh, dopo essersi trasferito da Parigi ad Arles, scopre il colore del sole, che illumina le città affacciate sul Mediterraneo.
La mostra Mediterraneo - Da Corot a Monet a Matisse, che animerà la sale di Palazzo Ducale dal 27 novembre 2010 al primo maggio 2011, vuole essere «il grande racconto di due secoli di storia dell'arte francese», spiega il curatore Marco Goldin.
La mostra, promossa dal Comune di Genova - Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Linea d'ombra, in collaborazione con il Gruppo Euromobil, accompagna Genova nel suo anno dedicato al Mediterraneo. Il 2010 segnerà il lancio definitivo di Genova come capitale del Mediterraneo, a partire dalla Biennale: «la città vuole trovare la propria identità di grande capitale», spiega la Sindaco Marta Vincenzi, che ha presentato la mostra insieme a Goldin e Luca Borzani, «riconoscersi nel proprio mare significa aprirsi al cosmopolitismo».
In mostra il colore e le luci del Mediterraneo. Le opere - circa ottanta - provengono dai musei di tutto il mondo. Goldin lancia un modo diverso di fare mostre, «via l'aria polverosa che spesso hanno le esposizioni. Vogliamo trasformare la mostra in un evento per tutti».
Si inizia dal 1770, con l'opera di Joseph Vernet e Hubert Robert. Poi la generazione di Courbet e Corot, che introducono il vero della realtà. La sezione dedicata agli impressionisti sarà il cuore della mostra: Monet, con i suoi dipinti realizzati a Bordighera, Cézanne, Renoir, Van Gogh. Le nuove strade cercate da Signac e Munch. E ancora i Fauves: Matisse, Derain, Marquet, Braque, Friesz, Dufy, Valloton, Soutine, Bonnard, fino a Nicolas De Stael con le sue opere realizzate a metà del XX secolo.