Dopo le polemiche di Torino, non era semplice trovare la giusta concentrazione. E l’Udinese, nonostante la classifica deficitaria, era pur sempre un ostico avversario. Opportuna, quindi, la vittoria, un successo che permette al Genoa di coltivare ancora velleità europee. E ancor di più il risultato: un 3 a 0 che non lascia spazio a dubbi ma che, anzi, ribadisce forti due certezze.
Primo: con la doppietta di Acquafresca il Genoa è la squadra di serie A che va a segno con più giocatori. Secondo: con l’arrivo di un centrale difensivo i gol subiti stanno diminuendo a vista d’occhio. Adesso servirebbe un po’ di continuità di risultati, per inseguire un traguardo che allo stato attuale non è poi così impossibile.
Amelia: 6. Di Natale gli scalda le mani in una sola occasione. Lui chiude bene lo specchio della porta e costringe l’attaccante azzurro a sparare il pallone sulle sue gambe. Davvero gran senso della posizione.
Papastathopoulos: 7. Disinnesca Floro Flores e Di Natale, soprattutto quando il Genoa soffre terribilmente il dinamismo dell’Udinese. Ci mette corsa, fisico e grande disciplina tattica. Quando parte palla al piede verso la metà campo avversaria è inarrestabile. Un Frecciarossa che dilania la difesa friulana.
Dainelli: 6. Nella prima mezz’ora ha grosse difficoltà: confusionario, agitato e impreciso. Nel momento di maggior difficoltà è Sokratis a dargli manforte. Dopo il vantaggio, invece, si scioglie e riprende possesso del reparto.
Moretti: 6,5. Le sue prestazioni sono sempre più positive da quando ha finalmente ripreso a svolgere il suo ruolo. Da terzino ha la possibilità di aiutare in fase difensiva e di proporsi con maggior continuità in avanti. Dal 17′ st Bocchetti: sv. Quando entra i giochi sono già fatti.
Mesto: 6. Nella prima mezz’ora è molto impreciso, concedendo pericolose ripartenze all’Udinese. Nel secondo tempo, invece, può finalmente correre a briglia sciolta e giocare negli spazi.
Zapater: 6,5. Le assenze di Juric e Milanetto hanno costretto Gasperini ad impiegarlo forzatamente. Il Toro di Saragozza va un po' a corrente alternata, ma si fa apprezzare per caparbietà ed impegno. Da segnalare due conclusioni dalla distanza che avrebbero sicuramente meritato più fortuna.
Rossi: 6,5. Finalmente anche Lippi si è accorto del capitano. In tribuna ci sono gli osservatori del ct della nazionale e Marco sfodera un’altra delle sue prestazioni totali: nel senso che è dappertutto. In difesa, a centrocampo e anche in attacco. Chissà se partirà per il Sudafrica? Lo meriterebbe davvero.
Criscito: 6. Anche lui è in difficoltà nella prima mezz’ora, Sanchez è un cliente scomodo. È costretto a partire da molto indietro e la lucidità in avanti è piuttosto scarsa. Nel secondo tempo, in vantaggio di un gol e con un uomo in più, anche Mimmo si scioglie.
Palacio: 6,5. Nel primo tempo si calpesta i piedi con Mesto, viene fuori alla distanza e sigla pure il gol del definitivo 3-0. Dal 26′ st Jankovic: 6. Finalmente è tornato Bosko. Un quarto d’ora di partita, qualche buono scatto e un tiro fuori di un niente.
Acquafresca: 7. Sblocca la partita con un gol di rapina, si procura e realizza il rigore che segna definitivamente il match. Al di là della doppietta, fa un preziosissimo lavoro per tutta la squadra. Dal 29' st Suazo: sv.
Sculli: 7,5. Decisamente il migliore in campo. Nel gol del vantaggio fa un gesto atletico a dir poco splendido: stop e tiro al volo. In occasione del gol di Palacio mette al centro un pallone che l’argentino deve solo appoggiare in rete. E poi tanta corsa, qualità e dedizione.