Con uno splendido concerto di Gabriele Mirabassi e Andrè Mehmari si è aperta domenica 21 febbraio 2010 la rassegna Villa Bombrini, suoni parole e ritmi, organizzata da Società per Cornigliano, Comune e Municipio 6, che intende valorizzare la villa come luogo di aggregazione e produzione culturale del quartiere di Cornigliano.
L'incontro con il clarinettista umbro ed il pianista brasiliano è stato il primo di una lunga serie che, grazie anche alla collaborazione con l'Associazione Jazz Lighthouse porterà nei prossimi mesi nei sontuosi saloni di Villa Bombrini, poesia, tango, letteratura e molto altro jazz, come quello di Luca Cosi, Giovanni Sanguineti , Paul Jeffrey o Gianpaolo Casati. La rassegna non poteva partire meglio che con Miramari, la presentazione del nuovo cd Egea, uno dei migliori del 2009 per Rolling Stone, che prende titolo dalla sintesi dei cognomi dei due musicisti ed è tutto dedicato all'esplorazione di vari generi della musica brasiliana più autentica e meno oleografica.
In una dimensione cameristica, Mirabassi e Mehmari, entrambi musicisti di formazione classica, rivisitano pagine del grande song book brasiliano, o, come capita spesso anche nel concerto, esplorano le composizioni del trentenne pianista di San Paolo, al suo primo tour europeo, a coronare una carriera al limite fra classica, jazz e musica popolare già molto intensa e ricca di collaborazioni, fra i molti, con Maria Schneider e Vince Mendoza.
Nell'opera di Mehmari è palpabile l'amore per l'Italia, cementato da un recente viaggio ospite del musicista umbro, ed esplicitato nei titoli di composizioni come Un dies en Assis o Quando em Gubbio, o nell'ispirazione e lo studio dell'opera dei grandi compositori del passato Scarlatti e Monteverdi.
L'intesa fra i due è davvero unica ed il clarinetto di Mirabassi, virtuoso "emozionante", sembra adagiarsi alla perfezione alla vena compositiva e strumentale di Mehmari, in un processo rivolto alla valorizzazione e diffusione delle molte "lingue" musicali della nazione sud americana, dal choro al valzer. Il programma ha riproposto numerosi pezzi del nuovo lavoro, registrato in parte nello studio di Mehamari, "in una casa di legno immersa nella foresta alla fine di San Paolo, in cui l'unico disturbo erano i canti degli uccelli- come hanno raccontato i due " e impreziosito da due gemme del chitarrista Guinga, guida spirituale di Mirabassi nel percorso verso la musica brasiliana e auspice dell'incontro fra i due musicisti.