Dal 1989 la rete Famiglie per l'Accoglienza aiuta chi, da Genova al Tigullio, vuole accogliere nella propria casa bambini la cui famiglia d'origine sta attraversando un momento di difficoltà.
La sede principale dell'associazione è a Chiavari, ma da poco ne è stata aperta una anche a Genova, nella Villa Ronco.
«Famiglie per l'Accoglienza non si sostituisce al tribunale e ai servizi sociali, ma aiuta le famiglie ad affrontare un'adozione o un affido», spiega il presidente Rosi Serio, «abbiamo creato una rete amicale per condividere un percorso che unisca i bambini alla famiglia che li accoglie». Una struttura di auto-aiuto fa sì che le famiglie - l'associazione ne conta circa 150 - possano incontrarsi e parlare dei problemi che spesso sorgono dopo un'adozione: dall'adolescenza all'inserimento a scuola dei ragazzi.
L'affido è un intervento temporaneo che permette ai bambini che hanno difficoltà in famiglia di vivere in un ambiente più sereno. I rapporti dei ragazzi con la famiglia d'origine sono spesso problematici, per questo l'associazione cerca di aiutarli ad accettare la nuova situazione.
Famiglie per l'Accoglienza guarda anche la terza età: le famiglie che accudiscono parenti anziani possono incontrarsi e confrontarsi. Il gruppo Amici di Giovanni e Simone si occupa dell'accoglienza dei bambini con problemi: dal giugno 2006 è nato a Chiavari un polo di incontro che, con cadenza settimanale, riunisce le famiglie con figli disabili.
Dall'esperienza dei volontari dell'associazione e dall'incontro con il regista Emmanuel Exitu è nato il film-documentario La mia casa è la tua, che sarà presentato a Genova giovedì 4 marzo, ore 21, presso il Teatro della Gioventù di via Cesarea e a Lavagna venerdì 12 marzo presso la Sala Auditorium Campodonico.
Il film racconta sei storie di accoglienza e solidarietà maturate all'interno dell'associazione. I protagonisti appartengono a famiglie che hanno accolto bambini in affido e in adozione o che hanno offerto ospitalità a giovani e adulti in difficoltà. Lo scopo del film è quello di mostrare attaverso le parole e gli sguardi dei suoi protagonisti come accogliere sia bello e possibile per tutti.