Approfittando del fatto che mentelocale.it si sta espandendo anche a Milano, vi raccontiamo di alcune nostre scorribande meneghine a caccia di buona musica. Intendiamoci, Genova sta cercando di salvare il proprio teatro - ma l'ultimo Nabucco al Carlo Felice ha lasciato molto perplessi - e la GOG continua a offrire ai propri spettatori una stagione d'altissima qualità - basta citare i due strepitosi concerti del mese scorso, vale a dire i récital ravvicinati di Grigory Sokolov e Maurizio Pollini. Ma, che ci volete fare, per chi ama la musica è comunque un po' pochino. Bisogna fare qualche trasferta. E il pensiero corre naturalmente a Milano, che in Italia è sempre stata la capitale della musica colta, con i suoi teatri, il suo Conservatorio, il suo pubblico.
E la Milano musicale che conta - la Scala in primis - si sta aprendo molto nei confronti dei giovani. Basterebbe citare la Società del Quartetto, la più antica e prestigiosa società di concerti italiana, che offre il biglietto ai giovani a 5 Eu. La Scala, dicevamo, da quest'anno, su impulso del sovrintendente Lissner, ha varato un progetto coraggioso: La Scala under 30, che consente enormi facilitazioni ai giovani per l'accesso agli spettacoli della stagione: basterebbe citare l'anteprima di Carmen, il 4 dicembre scorso, riservata agli abbonati di questa particolare formula.
E la Scala, per l'appunto, continua a navigare in un mare sconosciuto per bellezza al resto degli enti lirici italiani. Quest'anno, dopo la discussa Carmen inaugurale di Emma Dante, diretta da Daniel Barenboim, abbiamo assitito a un eccellente Rigoletto con protagonisti Leo Nucci e Elena Mosuc e un validissimo James Conlon alla direzione: uno spettacolo classico, quello firmato dai registi Ezio Frigerio e Franca Squarciapino, ma che non sfiorirà mai una vera e propria lezione di teatro musicale. Soprattutto, la prova dell'indomito Leo Nucci (nome omen), salutata dalle ovazioni e dall'affetto del mitico loggione scaligero.
In questi giorni è in scena Da una casa di morti, capolavoro estremo di Leoš Janáèek: una musica di forza e di poesia irresistibili sulle memorie di Dostoevskij deportato in Siberia, una profezia dei lager nazisti e dei gulag staliniani, descritta nel 1928 da Janáèek, genio della musica céca. Lo spettacolo di Patrice Chéreau è stato accolto alla prima di domenica scorsa da plauso ed entusiasmo unanime, a dimostrazione del fatto che della musica del Novecento non c'è da aver paura.
Un piccolo spot per concludere: se siete giovani al di sotto dei 30 anni di età, contattate l'associazione La Barcaccia, che di trasferte musicali ne organizza tante e bellissime (e a prezzo vantaggiosissimo): alla Scala per l'appunto, capitanati dal giovane presidente Francesco Gallarati, i barcaccini sono appena stati per il Don Giovanni firmato da Peter Mussbach (con il mitico arrivo di Donna Elvira in Vespa), e torneranno sabato 20 marzo per il Tannhäuser di Wagner: una produzione imperdibile, con una star del podio come Zubin Metha e l'allestimento della Fura dels Baus.
Buon ascolto.