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'No Future': Albe Ok e il futuro che non c'è

 
Nel disco del cantante hip hop genovese, paure e difficoltà di un'intera generazione. E il tributo a 'Ritorno al futuro'. L'intervista di Matteo Politanò
 
   

     
Genova, 4 gennaio 2010
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di Matteo Politanò
   
Albe Ok
Albe Ok

In esclusiva per mentelocale.it abbiamo intervistato Albe Ok, tra i primi artisti hip hop genovesi ad avere eco anche sulla scena nazionale. Una chiacchierata per parlare dell'uscita di No future, disco che in pochi giorni si è avvicinato a quota 4000 download. Un titolo dalle molteplici interpretazioni: da lente d'ingrandimento sulla precarietà del futuro e la mancanza di prospettive dei giovani, a tributo ad un film cult degli anni '90, Ritorno al futuro. Tutto rigorosamente in rima.

Lo scorso 6 febbraio è uscito il tuo nuovo disco No Future, in freedownload dal sito www.hano.it. Già dal titolo si intuisce il filo conduttore del lavoro: la mancanza di prospettive. Che cosa racconti nel tuo album?
Per la maggior parte No Future è stato scritto nel 2009, anno in cui mi sono laureato e sono finalmente passato da studente a disoccupato. Parlo dell'industria musicale italiana, del mondo visto dagli occhi di un bambino degli anni '80, dei dubbi mistico-religiosi, del mio essere uno sfigato, del mio essere un figo, di quel senso di malinconia che non riesco a staccarmi di dosso, di guerra interna e di amore.

Nel disco e nella grafica del prodotto ci sono molti rimandi al film cult Ritorno al futuro, anche se già dalla prima traccia si capisce che la macchina in questione finisce per schiantarsi. Niente auto, niente futuro. Da cosa deriva il nichilismo delle tue canzoni?
Mi piaceva l'idea di tributare il mio film preferito sapendo che avrei fatto leva su quel sentimento malinconico tipico della mia generazione, che si trova più spesso a guardare al passato piuttosto che al futuro. Scrivere per me è uno sfogo, il modo più naturale ed efficace che ho per liberarmi di un peso. Questo fa sì che i miei testi siano per me un'arma di difesa, una sorta di riscatto. É raro che scriva perchè sono contento, sono il disagio e l'insicurezza che mi portano a farlo.

Quanta colpa ha la tua città in questa mancanza di prospettive?
«La mia città non mi dà futuro, fossi un poeta saprei forse dirglielo meglio che me l'ha messo in c***» (cit. No Future). La mia città è l'esatto opposto di un trampolino di lancio, è brava a farti credere che non hai talento e che non potrai uscire da qui. I genovesi si vantano dei genovesi che ce l'hanno fatta solo quando l'eco del successo arriva da fuori, ma se si tratta di spingere qualcuno dall'interno sono molto più bravi a fingersi indifferenti piuttosto che a supportare. Ampliando il discorso, Genova è mal collegata con l'esterno, non sa valorizzarsi ed obbliga chi vuole occuparsi di comunicazione, che saprebbe quindi come comunicarla esaltandone le qualità, ad andare a vivere nella nebbia.

Nel tuo album c'è anche spazio per la critica al mondo musicale di adesso, dai talent show passando per le etichette musicali e le kermesse. No Future anche per la musica?
L'industria discografica risente di una doppia crisi, quella economica globale e quella derivante da internet e dai dischi scaricabili illegalmente. Le grandi etichette discografiche non possono permettersi di correre rischi e usano i talent show per selezionare gli artisti, in questo modo il nuovo cantante di turno è già popolare prima di iniziare, e il rischio di flop diminuisce. In Tv a parer mio gira principalmente la musica che ascolta chi non ascolta la musica. Chi ama la Musica non trova cibo per l'anima in kermesse televisive. 

La nuova era della musica rende più facile la produzione. Inoltre mezzi come Myspace, Facebook e in generale internet permettono a qualsiasi ragazzino di dare visibilità ai propri lavori. Negli anni '90 invece registrare era più difficile. Questo ha portato ad un appiattimento dell'offerta musicale? Come si può far la differenza in una jungla di prodotti e artisti?
Un appiattimento c'è, le pagine di internet mettono tutti sullo stesso piano, ma ovviamente il fatto che tu possa visitare con la stessa facilità la pagina Myspace di Eminem e quella di Albe Ok, non significa che essi siano sullo stesso piano. Stesso discorso per chi crede di potersi comprare la licenza da artista aprendosi una pagina in rete. La disponibilità dei mezzi porta sicuramente più persone a provarci, ma se prima i prodotti che lasciavano il tempo che trovavano erano 10 e oggi invece sono 100, poco importa. I lavori di qualità che lasciano il segno c'erano, ci sono e ci saranno. La differenza la si fa cercando di non essere banali, facendo un percorso di crescita costante, non facendo il passo più lungo della gamba, comunicandosi in modo professionale, non affidando l'immagine del proprio prodotto a chi non è in grado, non proponendo un lavoro che non è all'altezza dell'immagine che lo veste, avendo mille illusioni, tanta pazienza e un po' di fortuna.

In una delle tue tracce è stato campionato un intervento di Pino Scotto, critico musicale e rocker divenuto famoso per il suo parlare senza peli sulla lingua. Lui che ha sempre da ridire su tutti ha definito gli artisti hip hop come unici musicisti con testi originali e profondi. Tuttavia negli ultimi anni non sono pochi i rapper che hanno fallito dopo la firma con un'etichetta. Come vedi il futuro di questa musica? Credi che gli ultimi anni siano stati una nuova Golden age dell'hip hop italiano?
Alcuni interventi di Pino Scotto in difesa dei più deboli mi hanno quasi commosso, mi piace come parla, arriva dritto al punto senza sovrastrutture di alcun tipo. Anche Morgan ha definito gli artisti hip hop come gli unici rimasti ad avere testi originali e profondi. Si vede che alla lunga i veri riconoscono i veri.

Quali sono i tuoi progetti per l'immediato futuro? Credi che le nuove generazioni siano senza speranze oppure che il tempo possa riscattare questo presente fatto di precariato e insicurezze?
Molto presto uscirà il video di Figlio Di Dio, primo estratto ufficiale di No Future. Il 20 marzo ci sarà la presentazione del disco al Laboratorio Buridda di Genova e per ora so che il 27 marzo saremo a Torino e il 9 aprile a Treviso. Dico saremo perché nei live sono da sempre affiancato da Dj Kamo, colonna portante dell'hip hop genovese e non solo, con cui da sempre collaboro e senza il quale non avrei potuto realizzare questo disco e un sacco di altre cose. Per il resto, mentre cerco un lavoro vero promuovo questo disco, che si chiama No Future anche perché non saprei rispondere alla seconda domanda.

 
 
 
 
 
 
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