Un impiegato di banca in carriera, un ex detenuto in cerca di guai, un amore finito ma mai dimenticato. E un evento di quelli che ti cambiano la vita. Questi gli ingredienti del film Schwerkraft (Forza di gravità), di Maximilian Erlenwein, in gara al Festival Nuovo Cinema Europa di Genova (dall'1 al 5 marzo). La manifestazione, organizzata dall’associazione culturale Profondità di campo e diretta da Angela Ferrari, ha visto proiezioni di film in lingua originale con sottotitoli al cinema City, e poi tanti eventi collaterali sparsi per il centro storico.
Il film tedesco è stato scelto dal Goethe-Institut Genua rispettando lo spirito del Festival, che vuole promuovere registi all'inizio della loro carriera cinematografica. Infatti Erlenwein è al suo primo lungometraggio, dopo molte esperienze come operatore per reportage, documentari e trasmissioni televisive in Europa, Stati Uniti, Asia e Africa. Nel 2005 ha fondato la Fat Lady Filmproduktion, specializzata nella produzione di documentari, video e film musicali.
«Ho girato due corti di successo in Germania, e questo è stato per me un buon biglietto da visita», spiega Maximilian, a Genova per presentare il suo film. «Passare dal documentario al lungometraggio in Germania non è così complicato: esistono dei finanziamenti statali che aiutano i giovani cineasti a realizzare il proprio progetto. Io, ad esempio, ne ho usufruito».
Il personaggio del bancario Frederik Feinermann, protagonista di Forza di gravità, è interpretato da Fabian Hinrichs. Un cliente della banca, al quale Frederik aveva revocato un credito, si spara davanti ai suoi occhi e questo stravolge la sua esistenza.
Insieme a una vecchia conoscenza, l’ex-detenuto Vince Holland, che ha il volto di Jürgen Vogel (ve lo ricordate nel film rivelazione L'onda, di Dennis Gansel?) Frederik fa emergere quel lato oscuro che per anni aveva soffocato con tutte le sue forze. «per il ruolo di Vince volevo proprio Vogel, ma per me questo era un sogno», spiega Erlenwein (Jürgen Vogel è un attore molto famoso in Germania, n.d.r.), «gli ho comunque mandato la sceneggiatura del mio film. Ho aspettato per mesi una sua risposta e quando mi ha chiamato non volevo crederci: credevo fosse uno scherzo».
Il film mostra il lato oscuro che è nascosto in ognuno di noi: «a volte lo reprimiamo, ma c’è. E ci fa fare cose incredibili». Altro tema del film è l’amore di Frederik nei confronti della sua ex fiamma Nadine: «ho voluto guardare l’amore da due punti di vista. Quello romantico e quello patologico, che ti fa vivere il desiderio come una malattia».