Flashmob, ovvero chiunque può ballare. È l'ultima frontiera della street dance, una vera e propria moda che in breve tempo ha conquistato anche il nostro Paese. Il primo episodio di questo fenomeno di massa risale al 2003, a New York, ma in pochissimi anni gli eventi si sono moltiplicati in tutte le città del mondo.
Flash, perché veloce, mob perché coinvolge una moltitudine di persone. Un luogo della quotidianità metropolitana, una strada, una stazione e della musica diffusa improvvisamente sono gli elementi tecnici di questo teatro di strada. Tutto il resto è danza.
Un piccolo gruppo di persone inizia ad eseguire un ballo prefigurato. La gente intorno sembra essere spettatrice di un'insolita danza improvvisata. Sembra, appunto, perché dopo pochi passi ecco che altre persone, proprio dal pubblico, si uniscono alla coreografia. E poi altre ancora, finché non ballano tutti. Poi la musica termina e con la stessa velocità con cui si sono ritrovati, tutti si disperdono e riprendono la loro normale attività cittadina.
Irrompere nella quotidianità, unirsi ad altri sconosciuti per vivere alcuni istanti di coralità, sotto il segno della musica: questo è il flashmob e presto anche Genova ne sarà teatro e palcoscenico.
L'appuntamento è per sabato 3 aprile 2010 alle ore 14.30 spaccate in piazza della Vittoria: tutte le informazioni necessarie, compresa la coreografia da imparare, si trovano s Facebook: il gruppo, che conta già più di 4000 iscritti, si chiama Flash mob a Genova ed è stato fondato da Francesca Induni, insegnante di danza moderna, in collaborazione con il gruppo Passion Events.
Ecco cosa ci ha raccontato Francesca, da cui è partito tutto.
Ciao Francesca, allora come sei venuta a conoscenza del Flashmob e perché l'esigenza di organizzarne uno?
«Per puro caso, curiosando nel web. È stato organizzato da diverse città, in tutto il mondo e anche in Italia. Ma Genova mancava all'appello, così ho preso di mia spontanea volontà l'iniziativa di creare un gruppo su Facebook per poter così realizzare anche noi questo bellissimo evento, e così iniziò tutto».
Che musica avete scelto per l'occasione?
«Abbiamo realizzato un mix di musiche di diversi stili, semplici da ballare e alla portata di tutti coloro che vogliano partecipare».
Chi ha curato la coreografia?
«La coreografia l'ho curata io personalmente con l'aiuto di una mia collega e grande amica Brenda De Palo».
Ti aspettavi tanto tam tam?
«Assolutamente no. O meglio, sì ma non così tanto. Ci speravo, ma sinceramente in meno di tre settimane non pensavo di riuscire a ricevere più di mille adesioni e ne sono estremamente felice. Genova è davvero una bella città e spero che grazie a questo evento potremo dimostrarlo a tutti».