Il Campionato Italiano di Eskimo 2010 si svolgerà nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 marzo 2010 nella piscina di Genova Pontedecimo gestita dalla A.S.D. Fratellanza Nuoto in via Coni Zugna 2.
È organizzato da A.S.D. Fratellanza Nuoto assieme a Tatiyak- Scuola di kayak da mare, con la collaborazione del Circolo Canoaverde di Genova e dell'Associazione nazionale Sottocosta.
È patrocinato da: FICT (Federazione Italiana Canoa Turistica), Area Acquaviva UISP, FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak) e si avvale della prestigiosa collaborazione di Maestri di canoa, Istruttori e Guide fluviali e marine.
Il pubblico avrà accesso gratuito a tutte e due le giornate dell'evento sportivo. Il Campionato consiste in una manifestazione sportiva che vede i partecipanti esibirsi nella specialità dell'eskimo, rapida manovra di recupero della posizione di equilibrio in caso di rovesciamento dell'imbarcazione, attuabile in tanti modi diversi senza mai uscire dal kayak.
Le precedenti edizioni si sono svolte negli anni scorsi in diverse città italiane. Sono sempre stati riservati ai soli praticanti fluviali, ed hanno sempre attirato molti appassionati.
Ma a seguito dell'interesse crescente intorno al Campionato del Mondo di Eskimo Groenlandese, che si tiene ogni anno in una città diversa della Groenlandia, quest'anno l'organizzazione ha messo in gara entrambe le due specialità: quella fluviale e quella marina groenlandese. Ne è derivato così un grande momento di incontro per tutti gli appassionati di questa disciplina che trae le sue origini dal popolo Inuit.
Fra le prove regolamentari spicca il micidiale eskimo con la camicia di forza: l'eskimo groenlandese più difficile, da matti! Si esegue senza l'ausilio delle mani, con le braccia incrociate sotto il mento ed ancorate al petto per tutta la durata della manovra, e richiede, per ritornare alla posizione di partenza, un fluido e potente colpo d'anca.
Ma le due giornate non sono dedicate solo alle gare. Gli organizzatori vogliono anche far conoscere al pubblico questa appassionante attività che ha i sapori del grande nord artico, così metteranno a disposizione, di chi vorrà cimentarsi con una prova, assistenza e attrezzature.
La piscina, infatti, sarà divisa in due zone distinte: una dove gli atleti gareggeranno nelle varie discipline, ed una dove gli appassionati - apprendisti kayakers potranno dedicarsi al kayak-test, utilizzando una delle tante imbarcazioni disponibili fornite dagli sponsor della manifestazione.
Il popolo Inuit ha praticato la tecnica dell'eskimo per molti secoli; per essi questa abilità rappresentava uno strumento fondamentale per la sopravvivenza. Quando il kayak si rovesciava in mare, durante le battute di caccia o di pesca, era indispensabile rimetterlo a galla in un tempo il più breve possibile, per evitare di morire nelle acque gelide.
Noi occidentali siamo venuti a conoscenza dei metodi con cui gli Inuit riportavano in posizione la loro imbarcazione per la prima volta nel 1765, quando un missionario ha trascritto dieci metodi con cui un Inuit era in grado di rimettere dritta, con un colpo delle anche, la propria imbarcazione che si era rovesciata, utilizzando sia una pagaia intera che una mezza pagaia, ma anche l'arpione per la pesca o, addirittura, le sole mani.
Il primo occidentale che è riuscito a effettuare un eskimo fu l'austriaco Edi Pawlata nel 1927, che vi riuscì dopo aver letto i resoconti degli esploratori Nansen e Jophansen.
Un esploratore inglese, Gino Watkins, lo imparò poi direttamente dagli Inuit nel 1930, ma sfortunatamente non riuscì a creare una scuola perché poco tempo dopo scomparve durante un viaggio nell'Artico.
Per secoli il Kayak ha consentito al popolo Inuit di spostarsi e di cacciare, contribuendo alla sua sopravvivenza in condizioni climatiche estremamente difficili, dimostrando che, a dispetto delle sue ridotte dimensioni, se condotto con buonsenso e perizia possiede delle eccezionali doti marine, che consentono di superare situazioni impensabili per imbarcazioni decisamente più grandi. Oggi che non è più necessario utilizzarlo per cacciare, del kayak è rimasto unicamente l'aspetto 'ludico' legato al suo utilizzo come mezzo di spostamento.
Da tecnica di navigazione necessaria alla sopravvivenza, il kayak e le manovre a lui legate sono divenute nel tempo disciplina sportiva che richiede precisione, forza e costante allenamento.