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Giovanni Sanguineti Quartet e Grant Stewart 5
© foto: Furio Belloro
 
             
 

Grant Steward in concerto a Villa Bombrini

 
Il sassofonista canadese si č esibito giovedě 11 a Cornigliano. Con lui gli italiani, Sanguineti, Collina e Carpentieri. Dalla nostra community
 
   

     
Genova, 12 marzo 2010
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di Andrea Baroni
   
 
Villa Bombrini, suoni parole e ritmi: il calendario

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Sabato 6 marzo (ore 21)
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Giovedì 11 marzo (ore 21)
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Sabato 20 marzo (ore 16)
Nel segno del noir, incontro con lo scrittore Luigi Berardi

Martedì 23 marzo (ore 21)
Paul Jeffrey Quartet

Sabato 10 aprile (ore 21)
Luca Cosi Quartet

Sabato 17 aprile (ore 21)
Tango in Villa

Sabato 24 aprile (ore 21)
Giampaolo Casati Solo, CasAfrica

Prima uscita nel panorama internazionale per la rassegna Villa Bombrini Suoni parole ritmi, che giovedì sera (11 marzo 2010) ha ospitato nei sontuosi saloni dell'edificio di Cornigliano il sassofonista canadese Grant Steward, accompagnato da un trio tutto italiano capitanato dal bassista genovese Giovanni Sanguineti, da Alessandro Collina al pianoforte ed Enzo Carpentieri alla batteria.

Se l'intento degli organizzatori è quello di avvicinare il pubblico, oltreché alle bellezze della Villa di Cornigliano anche al mondo del jazz, non poteva esserci miglior lezione del concerto del quartetto italo-canadese. Il repertorio, composto da classici del mainstream jazz e da composizoni originali, è stato infatti una piccola summa di cosa significhi oggi suonare jazz nel rispetto per la tradizione, ma con occhi bene aperti sul presente.

Grant Steward, quarantenne tenorista con otto album già pubblicati come leader, annovera fra le sue principali influenze Sonny Rollins, John Coltrane e Lester Young, e si apprezza per il tono profondo e la pronuncia estremamente precisa del suo sax. Il modo di porgere i temi e il fraseggio fluente e misurato nelle parti improvvisate sono un vero piacere per gli ascoltatori, accentuato dalla possibilità del contatto ravvicinato con i musicisti, a pochi metri dalle poltroncine.
Il trio di Giovanni Sanguineti ha assecondato l'ospite egregiamente, rappresentando, tramite i suoi componenti, diverse anime del linguaggio jazz: l'approccio lirico del pianista Collina, il fuoco ritmico del batterista Carpentieri e la guida sicura del leader, autore anche dell'unica ballad eseguita in un repertorio che si è mantenuto su tempi medio-veloci: la stupenda Open letter to G.

Il connubio fra Sanguineti e Steward è ormai consolidato da alcuni anni ed i due hanno anche una testimonianza discografica della collaborazione con il cd Mindfullness, inciso con un'altra formazione per l'etichetta Ultrasoundrecords.
Al termine, entusiasmo da parte del pubblico, numeroso nonostante le rigide temperature serali di Cornigliano, e menzione speciale per l'impegno e la dedizione del direttore artistico della rassegna, organizzata dall'Associazione Jazz Lighthouse, Fabio Manganaro, chiamato sul palco insieme ai musicisti.

 
 
 
 
 
 
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