Ciao,
ho apprezzato molto l'articolo sulle piste ciclabili, parlatene ancora e ancora, prima o poi anche i genovesi si convinceranno a chiedere più spazi e a sfruttare questa incredibile opportunità che offre la bici in città: i commenti sul territorio che non consente sono tutte baggianate, a San Francisco ci sono salite che neanche via Assarotti, e piste ciclabili ambo i lati ovunque. E allora le strade sono troppo strette. E io vi parlo di via Brigate Partigiane, che percorro ogni giorno in bici spesso in condizione di semiclandestinità - irregolarità e penso: ma in una strada larga più di 25 metri, non ce n'è un pochino, almeno un metro, da riservare a me? Qui è pianeggiante, facile, aperto, spazioso (quattro metri di marciapiedi per parte e quattro pedoni in croce), perché non immaginare una pista fino al mare? E che dire della zona di Marassi bassa, anche quella pianeggiante? Anche lì non ci si può pensare?
Prima ancora degli spazi giusti, quello che veramente manca è il fatto di prendere in considerazione la bici come mezzo di spostamento valido ed efficace da parte della gente (che quando passo pedalando mi guarda come se stessi manovrando un trabiccolo marziano) e da lì partire per chiedere maggiori spazi e garanzie, tra l'altro a beneficio di tutti (traffico, smog, rumore, spazi e parcheggi, piacere di stare all'aperto e, non ultimo, consistenti risparmi in benzina bolli assicurazioni e biglietti del bus). Quindi è indispensabile parlarne per evitare che rimanga una soluzione per pochi impavidi e diventi una opportunità per tanti, magari anche piccoli e giovani genovesi.
Grazie mille,
Elisa