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Marco Mengoni
 

Marco Mengoni all'Arena del Mare

 
Una voce incredibile. Una timbrica graffiante e sensuale. Il talento si scatena al Porto Antico. Fra tante cover e pezzi inediti
 
   

     
Genova, 16 luglio 2010
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di Simone Nocentini
   

Marco Mengoni è, senza dubbio, uno dei volti (soprattutto delle voci) musicali più interessanti degli ultimi anni. Non a caso Mina, ai tempi dell'ultimo Sanremo, scrisse di lui «talento autentico, controllo invidiabile, gran figo con gran futuro».

Prima di darle torto, diamo un'occhiata dal vivo: ieri sera, giovedì 15 luglio, all'Arena del Mare del Porto Antico, è passata una delle date del suo tour estivo. Serata particolare, perché scelta per la registrazione di un dvd live: così il concerto è iniziato con un bel po' di ritardo, e Luca Tommassini, coreografo di X-Factor che segue Marco Mengoni anche nell'esperienza discografica, ha dovuto interrompere la performance un paio di volte, prima per chiedere la riesecuzione di un brano, poi per problemi con le luci sul palco che sono durati almeno un quarto d'ora.

L'allestimento lussuoso messo in piedi per l'occasione è stato però utile per comprendere a pieno la dimensione del fenomeno Marco Mengoni, così come pensato dalla produzione: scenografia, costumi di scena e coreografie (due ballerini hanno accompagnato alcuni brani) incentrate sulla dicotomia scacchistica bianco–nero importata da Credimi ancora, la hit presentata a Sanremo 2010; ai lati del palco due schermi Lcd su cui, per tutto il tempo dello spettacolo, sono andati in scena primi piani in slow motion del suo volto: mentre mangia una fragola, mentre fuma una sigaretta, mentre fa versi non proprio fanciulleschi con la lingua. Insomma: sarà un gran figo come dice Mina, per carità, ma la produzione ha calcato forse un po' troppo la mano sulla matrice sessuale dell'immagine del cantante. Anche perché già la musica dà il suo bel contributo.

La scaletta del concerto è costruita dosando i brani del suo album di inediti Re Matto con alcune delle cover che ha presentato nel corso della sua partecipazione a X-Factor: così Dove si vola e In viaggio verso me si alternano a una (I Can't Get No) Satisfaction in lussuosa versione glam, Helter Skelter dei Beatles, Psyco Killer, una sentitissima versione di Insieme a te sto bene di Battisti, per non parlare di Respect e Summertime improvvisate a secco durante la pausa tecnica per la sistemazione delle luci.

Educato al rapporto con il pubblico, che è fatto per la maggior parte di giovanissime più interessate al gran figo che, pare, al talento autentico, Marco Mengoni sà muoversi sul palco, giocando nella costante alternanza tra timidezza post-adolescenziale e sfacciataggine da rocker di belle speranze. In quest'ultimo, ovviamente, lo aiuta molto il carrozzone messo in piedi dalla produzione, la cura da star internazionale dell'immagine e dei costumi, gli inserimenti coreografici che lo vedono coinvolto con i ballerini. Ma siamo all'Arena del Mare del Porto Antico, Marco Mengoni non è Madonna, e insomma: ma le pedane vibravano delle pedate delle fans in richiamo dell'attenzione del palco, e qualcosa vorrà ben dire. Di sicuro la voce c’è, dalla timbrica graffiante e particolare, e dall'estensione quasi senza limiti: così come la capacità di usarla sempre in maniera assolutamente sicura e professionale. E per avere poco più di vent'anni, non è davvero poco.

Scatenatissimo nei brani più movimentati (una sfavillante Live and Let Die e Nessuno, di Mina, rivisitata in versione rock) e convincente, ma con qualche incertezza, nei brani intimistici: bellissima Almeno tu nell'universo, meno graffiante Mad world, anche per un insipido gioco di vedo e non vedo sul palco. Di sicuro colpisce la distanza abissale tra i brani proposti: le cover scelte sono, ovviamente, dei grandi successi ma, se si escludono un paio di brani, i suoi inediti sembrano pescati nel cestone delle audiocassette dell'Autogrill. E lì viene da pensare che, davvero, alla produzione interessi più il gran figo che il talento autentico. Peccato.

Gran finale con, ovviamente, Credimi ancora, che convince anche lontano dal palco dell'Ariston: è un gran pezzo, e sulle sue corde vocali si esalta alla perfezione. Finale per il dvd, con richiamo sul palco di tecnici e produzione, e una lista infinita di credits da riconoscere.

 
 
 
 
 
 
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