Marinella

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Il ristorante sulla passeggiata di Nervi. Si avvicina ai cent'anni adattandosi ai tempi. È anche albergo con 13 stanze vista mare

Marinella

© Edgardo Genova

Genova
Venerdi 30 luglio 2010

Ora è un caratteristico bar-ristorante a picco sul mare. Ma se quei muri potessero parlare, per dirla citando chi ha composto una canzone che porta lo stesso nome, avrebbero da raccontare una storia lunga quasi cent'anni. Stiamo parlando della Marinella, lo storico ritrovo sulla passeggiata di Nervi.

«Era un locale dove si ballava, notturno, bello, con tutte conchiglie, reti appese, luci verdoline, sembrava di stare in fondo al mare» (Dacia Maraini, Memorie di una ladra, Bompiani, 1972). In realtà negli anni Sessanta la Marinella aveva perso parte del suo fascino iniziale, vittima dell'erosione continua del salino. La prima costruzione dovrebbe risalire al 1913 in quanto un documento del comune di allora riporta la richiesta al Demanio Pubblico per costruire sulla scogliera a fianco a Torre Groppallo. A quell'epoca il locale offriva Pranzi a tutte le ore, spettacoli di arte varia, danze esotiche, attrazioni e curiosità.

Dall'apertura la Marinella non ha mai cambiato né sede né nome. Alle origini era definita ristorante-chalet con una costruzione in pieno stile Belle Epoque. Con un articolo del 1927 comparso su Nervi Riviera Express il signor Costantini prometteva cambiamenti. Fu così che nell'ottobre 1934 nacque la nuova Marinella, un kursaal (ovvero 'locale pubblico di ritrovo mondano; stabilimento termale; albergo con casinò e sale da ballo; caffè concerto' - Sabatini Coletti Dizionario della Lingua Italiana) in cui da qualunque punto, sia interno che esterno, si godeva di vista mare. Il progetto prevedeva che si potesse girare intorno alla costruzione, divenuta interamente in cemento. La ristrutturazione avvenne grazie a Guglielmo Tonini e alla gestione delle socie Fausta Buoncristiani e Alaide Pagni. Il progetto è imputabile all'architetto milanese Giacomo Carlo Nicoli e all'architetto Tallo.

La Marinella assunse così la forma di una nave incagliata sulla scogliera. Le finestre divennero a nastro per seguire la linea delle curvature di 'poppa' e 'prua' e ovunque fecero la loro comparsa aperture a oblò di stampo prettamente nautico. Per il rivestimento esterno venne utilizzata un'innovativa pittura a effetto lucido dal nome stic B. Il progetto tenne conto della finalità a cui era destinato l'edificio ovvero locale da musica per cui gli architetti ricorsero a un rigoroso calcolo della camera d'aria e della cassa armonica del salone centrale.

Negli anni Sessanta la pista da ballo iniziò a cedere via via spazio ai tavoli del bar-ristorante. Alcuni documenti del 1967 riportano di un edificio mal messo. Nel 1973 il geometra Alfeo ritoccò pesantemente la struttura creando una sensazione di volume a 'scatola di sardine'. Nel 2000 gli attuali proprietari fecero rifare gli interni.

Arrivando ai giorni nostri, la Marinella offre focaccia al formaggio, «un po' diversa da quella di Recco - spiega Barbara - i nostri clienti lo sanno», antipasti di pesce fresco così come i primi. La spesa media per un pasto composto da antipasto, primo e secondo si aggira sui 30 Eu, bevande comprese. Ai piatti è possibile abbinare vini frizzantini rossi o bianchi della casa o di quasi tutte le regii italiane. L'abbinamento che consigliano alla Marinella è con il Vermentino dei Colli di Luni.

Per quanto riguarda l'albergo dispone di 12 camere doppie e una singola, tutte con vista mare. Il locale resta aperto tutto l'anno. Solamente da novembre a Pasqua è chiuso il lunedì. Ma è d'estate che la Marinella ospita il maggior flusso di clienti quando in veranda è possibile arrivare a servire fino a 150 coperti. Tutti i giovedì è in programma la serata catalana con paella, sangria e crema catalana, segno dei tempi che cambiano. Forse è proprio questo il segreto della Marinella, conservare intatta la sue essenza apportando solo quelle piccole modifiche che il tempo inevitabilmente richiede.

Edgardo Genova
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